Cartesio vs Hume: Il Dibattito tra Razionalismo e Empirismo
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Il Razionalismo Cartesiano e l'Evidenza del Soggetto Pensante
L'articolo mostra l'evidenza del soggetto pensante come prima verità indubitabile: un'evidenza razionale e innata che precede la dimostrazione di altre sostanze (quella estesa e quella divina). Il pensiero cartesiano è, quindi, pienamente razionale, ponendosi in netto contrasto con l'altra grande corrente del Seicento filosofico: l'empirismo, il cui principale rappresentante successivo sarà Hume.
Le Idee Innate e il Confronto con l'Empirismo di Hume
Le idee innate svolgono un ruolo essenziale per Cartesio. Se si deve costruire l'edificio della conoscenza deduttiva senza bisogno di dati iniziali derivanti dall'esperienza sensoriale, il prototipo è proprio l'evidenza del soggetto pensante. Solo a partire da queste idee, il razionalismo cartesiano sarà in grado di estendere la conoscenza oltre i limiti della sostanza pensante, separandola per sempre dagli errori di valutazione che provengono dai sensi.
Tuttavia, Hume nega l'esistenza delle idee innate. Per lui, tutti i dati della conoscenza sono necessariamente empirici. Dalla nascita, l'uomo è come una tabula rasa, libero da pregiudizi e principi innati. Dopo aver respinto l'innatismo, Hume non ha altra scelta se non quella di affermare che la conoscenza umana non può superare i limiti dell'esperienza. Questa circostanza lo porterà a cadere in uno scetticismo radicale, mettendo in dubbio l'esistenza del mondo esterno (poiché non possiamo sapere se i sensi ci ingannino) e di Dio (di cui non possiamo avere un'esperienza sensibile), limitando la realtà solo a ciò che possiamo effettivamente percepire.
La Sfiducia nei Sensi: Da Cartesio alla Cultura Popolare
La sfiducia del razionalismo cartesiano nei confronti delle informazioni sensoriali lo porta a teorizzare la fallacia dei sensi, a causa della difficoltà di discernere il vero dall'illusorio. Questa stessa difficoltà viene presentata in film come "A Beautiful Mind" e in serie TV di successo come "Dr. House". In entrambi i casi, il protagonista si trova ad affrontare una dicotomia simile alla distinzione tra sogno e veglia evidenziata da Cartesio, e in entrambi i casi la risposta fornita è analoga a quella del filosofo: l'uso della ragione come unica risorsa affidabile.
L'Impatto del Razionalismo sulla Società Moderna
Il razionalismo ha quindi un forte impatto sulla società. L'idolatria della ragione ci ha condotti in un quadro scientifico in cui tendiamo a rifiutare tutto ciò che non supera l'esame critico della matematica. Prova di ciò è l'ateismo prevalente nella nostra società: Dio sparisce perché i tentativi di dimostrare razionalmente la sua esistenza non hanno avuto successo. Cerchiamo di razionalizzare tutto, persino la morale. Un esempio è rappresentato dai diritti umani, che sanciscono condizioni umane innate che vanno al di là di un semplice codice legale.
Una Sintesi Necessaria: Oltre il Solipsismo Cartesiano
A mio parere, la società occidentale è progredita grazie a una combinazione tra empirismo e razionalismo (la sintesi kantiana). Il metodo scientifico utilizza sia l'induzione sperimentale sia il rinforzo deduttivo della matematica. L'esclusivo razionalismo di Cartesio è, a mio avviso, incapace di sfuggire al solipsismo del soggetto e pretende di dimostrare una realtà a lui estranea solo "attraverso" la deduzione, rendendo la teoria cartesiana instabile.
Oggi l'uomo ha abbandonato questa linea di pensiero epistemologico, ormai superata dalla moderna filosofia della scienza. Non è tanto importante che la nostra conoscenza sia fondata in senso assoluto, quanto che sia utile. D'altra parte, l'eccessiva razionalizzazione dei sentimenti e della morale (che appartengono più alla sfera delle emozioni) ha portato a una progressiva disumanizzazione della società moderna.