Causalità e empirismo in Hume: impressioni, significato e confronto con neopositivismo e Popper

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13) Perché il principio di causalità non è una conoscenza del rapporto di idee?

Questa conoscenza non è una verità raggiunta dalla ragione né intuitivamente né dimostrativamente. È vero che la ragione può rappresentare le idee, poiché intuitivamente il collegamento di causa ed effetto è costituito da idee distinte e separabili; non è però vero che tale conoscenza possa essere ottenuta mediante dimostrazione, perché il contrario non comporta alcuna contraddizione logica o alcuna assurdità. L'assenza di relazioni di causa, o l'impossibilità di scoprire relazioni, è altrettanto inconcepibile per la mente quanto la loro esistenza e la loro conoscenza possibile.

14) Critiche nei confronti di Hume per la difesa delle relazioni causali come percezioni probabili

  1. Non possiamo stabilire che qualcosa sia probabilmente vero se adottiamo uno scetticismo radicale: se non si conosce ciò che è vero, non è possibile avvicinarsi alla verità per semplice caso.
  2. L'esperienza non può fornire un numero finito di casi osservati in rapporto a un numero potenzialmente infinito di casi possibili; il rapporto tra i casi osservati e i casi totali tende quindi a zero e non garantisce certezza.
  3. Se partiamo dalla certezza che il futuro sarà simile al presente e al passato (cioè dall'assunzione dell'uniformità della natura), tale certezza sarebbe assoluta: ma le certezze assolute non sono fornite dall'esperienza e pertanto dovrebbero essere a priori. Ciò conduce a una fallacia circolare. Alternativamente, Hume propone che la certezza derivi dalle esperienze precedenti; ma allora l'esperienza si baserebbe su una certezza precedente, e così via all'infinito.

3) Dati provenienti dalle impressioni semplici e formazione delle idee

Se un individuo non ha avuto la sensazione necessaria per produrre certe impressioni, non potrà formarsi in lui l'idea corrispondente. L'incapacità di evocare un'impressione a partire da un'idea si verifica, ad esempio, se qualcuno non ha mai visto una particolare tonalità di colore: non potrà concepire quella sfumatura pur avendo percepito tutte le altre. Sebbene questo caso possa sembrare marginale, non dovrebbe indurre a modificare il principio metodologico alla base della ricerca empirica.

5) Cosa si intende con il "coltello" di Hume? Confronto metodologico con il positivismo logico e con Popper

Il "coltello" di Hume è un principio metodologico che richiama il rasoio di Guglielmo di Occam: se un'idea non può essere ridotta ai suoi costituenti più semplici (le impressioni), il termine che la designa è privo di significato. Tale criterio fu utilizzato da Hume per porre fine alle speculazioni metafisiche, introducendo un parametro rigoroso per valutare la verità e il significato delle nostre idee.

Metodo per valutare il significato delle idee

La procedura proposta è semplice: per stabilire se un'idea è significativa, verificare se essa deriva da un'impressione. Se è possibile ricondurre l'idea a un'impressione, siamo di fronte a una vera idea; in caso contrario, abbiamo una finzione. Il limite della nostra conoscenza sono dunque le impressioni.

Relazione con Locke e Berkeley

Hume condivide con Locke e Berkeley la premessa fondamentale dell'empirismo: l'esperienza è la fonte di ogni conoscenza. Tuttavia, a differenza di Locke e Berkeley, Hume considera l'esperienza non solo come fonte ma anche come limite della conoscenza.

Neopositivismo e criterio di significatività

I neopositivisti identificarono il criterio di demarcazione nella verificabilità empirica: proposizioni verificabili sono considerate significative, mentre le proposizioni metafisiche — seguendo lo spirito di Hume — risultano prive di significato. Questo criterio di significatività mirava a separare il discorso scientifico da quello metafisico.

Popper e la falsificabilità

Per Karl Popper, invece, il criterio di demarcazione è la falsificabilità: una teoria è scientifica se può essere messa alla prova e potenzialmente smentita. Per Popper il criterio di demarcazione non coincide con il criterio di significatività: le proposizioni metafisiche possono non essere scientifiche, ma possono comunque avere significato e un ruolo importante nel processo di scoperta teorica.

7) Quale grande contributo, alla luce di Hume, ha dato Berkeley alla filosofia?

Secondo Hume, Berkeley è autore di una delle scoperte più importanti: le idee generali non sono entità separate e autonome, ma idee particolari a cui viene associato un termine che ne amplia l'applicazione. In altre parole, i concetti generali derivano da singole impressioni e dalla convenzione linguistica che ne estende il significato e l'uso.

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