Codice Etico del Potere Giudiziario dello Stato di Guanajuato: Principi e Valori Professionali

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CODICE ETICO DELLA MAGISTRATURA DELLO STATO DI GUANAJUATO

TITOLO I: DISPOSIZIONI PRELIMINARI

CAPITOLO I: PANORAMICA

Articolo 1. Le disposizioni del presente codice sono un catalogo di principi etici che guidano la condotta di tutti i servitori della magistratura.

CAPITOLO II: OBIETTIVI DEL CODICE

Articolo 2. Scopi:

  • I. Stabilire criteri e valori che devono guidare la condotta etica dei dipendenti pubblici nella magistratura, al fine di raggiungere l'eccellenza nella fornitura dei servizi della giustizia.
  • II. Promuovere una cultura di trasparenza, onestà e obiettività nello svolgimento del lavoro di tutti i dipendenti pubblici del ramo giudiziario dello Stato.
  • III. Promuovere presso l'intera società la necessità di migliorare gli standard di prestazioni professionali.

Articolo 3. È dovere conoscere e osservare il presente Codice.

Articolo 4. Tutti i dipendenti pubblici della magistratura devono soddisfare le qualità necessarie per l'esercizio delle loro funzioni e rispettare i valori indicati dalla legge e dal presente Codice.

PARTE SECONDA: PRINCIPI E VALORI

CAPITOLO I: INDIPENDENZA

Articolo 5. L'indipendenza del comportamento del giudice è libera da influenze estranee alla legge, al sistema sociale o alle parti del procedimento che egli conosce o incontra.

Le garanzie costituzionali di indipendenza della magistratura sono a beneficio dei contendenti. Il giudice è indipendente nell'esercizio delle proprie funzioni giudiziarie ed è soggetto solo alla legge.

La missione del giudice è quella di garantire ai cittadini il diritto di essere giudicati secondo i parametri di legge, come modo per evitare l'arbitrarietà, osservare i valori costituzionali e salvaguardare i diritti fondamentali.

Per rendere efficace l'indipendenza giudiziaria, il giudice deve respingere ogni tentativo di influenza gerarchica, politica, di gruppi di pressione, di amicizia o di qualsiasi genere che riguardi il trattamento o la risoluzione di questioni di sua conoscenza. Egli ha il dovere di segnalare qualsiasi disturbo della propria indipendenza e del proprio corretto esercizio.

L'indipendenza giudiziaria significa che al giudice è vietato impegnarsi in attività o situazioni che possano, direttamente o indirettamente, limitare la libertà delle proprie decisioni.

Si dovrebbe evitare di prendere decisioni basate sull'influenza pubblica, la paura delle critiche, considerazioni di popolarità, notorietà o simili che riguardino la magistratura.

Il giudice, nell'esercizio della giurisdizione, non è soggetto a superiori autorità giudiziarie, fatta salva la capacità di queste di rivedere le decisioni tramite le risorse e la forza attribuita alla giurisprudenza.

CAPITOLO II: CORRETTEZZA (IMPARZIALITÀ)

Articolo 6. La correttezza consiste nel giudicare rettamente e con totale assenza di pregiudizi o piani preventivi, riflettendo atteggiamenti privi di favoreggiamento o pregiudizio in relazione a chiunque degli imputati.

L'imparzialità, condizione personale del giudice indispensabile per l'esercizio della funzione giudiziaria, deve essere reale, efficace e chiara al pubblico. Si basa sul diritto degli individui di essere trattati allo stesso modo e di non essere discriminati nello sviluppo della funzione giurisdizionale, che persegue la verità oggettiva dei fatti.

Il giudice ha il dovere di rispettare e far rispettare il principio del giusto processo, incluso il diritto di sfida, diventando il garante dei diritti delle parti e, in particolare, assicurando che godano di pari trattamento per evitare squilibri nello sviluppo del processo, motivati da differenze di qualsiasi genere e, in generale, da qualsiasi situazione di impotenza.

Il giudice e gli altri agenti del sistema giudiziario dovrebbero evitare qualsiasi comportamento che sembri un trattamento preferenziale o speciale verso avvocati e parti in causa.

Il giudice è tenuto a separarsi dall'elaborazione e dalla conoscenza delle materie in cui abbia relazioni con le parti o con gli stakeholder nel processo, nei termini di legge. L'esercizio della funzione giurisdizionale è incompatibile con altre attività, ad eccezione di quelle consentite dalla legge.

Al giudice e agli altri agenti della magistratura è fatto divieto di ricevere regali o benefici di qualsiasi tipo derivanti da una delle parti o da terzi, così come di accettare inviti a riunioni, dentro o fuori l'ufficio, che potrebbero compromettere la loro imparzialità.

Il giudice dovrebbe astenersi da qualsiasi opinione che possa pregiudicare un problema. Deve superare i pregiudizi che influenzano la valutazione dei fatti e delle prove, così come l'interpretazione e l'applicazione delle norme. L'imparzialità richiede che il giudice crei abitudini di onestà intellettuale e rigorosa autocritica.

CAPITOLO III: OBIETTIVITÀ

Articolo 7. L'obiettivo è l'atteggiamento che impone al giudice di emettere le proprie decisioni solo per i motivi previsti dalla legge, e non per quelli derivanti dal proprio personale modo di pensare o sentire. Pertanto, il giudice deve:

  • Agire con serenità di mente e equilibrio interiore, in modo che le decisioni siano prive di pregiudizi.
  • Ricercare e prendere decisioni senza considerare vantaggi personali o benefici di alcun tipo.
  • Risolvere le questioni senza aspettarsi riconoscimenti personali.
  • Trattare con rispetto i propri colleghi, ascoltare attentamente e comprendere le loro dichiarazioni con apertura, parlando con ragione e tolleranza.

CAPITOLO IV: PROFESSIONALITÀ

Articolo 8. La professionalità è la volontà di esercitare le funzioni giudiziarie in modo responsabile e serio, con competenza e dedizione.

CAPITOLO V: ECCELLENZA

Articolo 9. L'eccellenza è la performance di qualità superiore basata sul merito, che va oltre i requisiti di prestazione ordinaria o normale della corte. Per esercitare la professione, il giudice deve attenersi ai seguenti criteri:

  • Orientare sempre le proprie prestazioni in modo prudente e in conformità con la legge.
  • Ottenere la fiducia e il rispetto della società in generale, come risultato di un lavoro dedicato, responsabile e onesto.
  • Evitare atteggiamenti che denotino potere e atti di ostentazione che demeritino la rispettabilità del proprio ufficio.
  • Conoscere la legge attuale, i trattati internazionali e i principi giuridici, sviluppando abilità e attitudini etiche per applicarli correttamente.
  • Contribuire con le proprie conoscenze e competenze al migliore sviluppo della legge e dell'amministrazione della giustizia.
  • Nel lavoro giudiziario e nei rapporti con i partner, valutare le informazioni con criteri oggettivi, consultare le regole con attenzione e pesare ogni decisione prima di agire.
  • Studiare con completezza e diligenza i fascicoli, i processi, i temi e i progetti in cui interviene.
  • Motivare e giustificare le proprie decisioni, evitando affermazioni dogmatiche.
  • Perseverare nell'effettiva applicazione delle proprie risoluzioni, compiendo i passi necessari per farle rispettare nonostante le difficoltà.
  • Svolgere personalmente le funzioni inerenti e delegate del proprio ufficio, mantenendo un'organizzazione adeguata.
  • Amministrare con diligenza, dedizione, efficacia ed efficienza la corte in carico.
  • Rispettare i diritti e la dignità delle persone.
  • Promuovere e collaborare per un miglior funzionamento dell'amministrazione della giustizia, lavorando con spirito di servizio.

CAPITOLO VI: RESPONSABILITÀ

Articolo 10. La responsabilità è la capacità del giudice e degli altri agenti della magistratura di assolvere i propri doveri, riconoscere e accettare le conseguenze di un atto compiuto liberamente, in conformità con i valori e i principi del presente Codice. Comporta la valutazione degli atti di cui si è responsabili, considerando le ragioni di fondo e le conseguenze, operando sempre con professionalità e dedizione.

CAPITOLO VII: GIUSTIZIA ED EQUITÀ

Articolo 11. Lo scopo principale dell'attività giudiziaria è raggiungere la giustizia e l'uguaglianza attraverso il diritto.

La domanda di equità nasce dalla necessità di temperare l'applicazione della legge; l'approccio deve pesare il giusto obiettivo personale, familiare o sociale, derivante dall'inevitabile astrazione delle leggi.

Il giudice giusto osserva la legge in vigore tenendo conto della peculiarità del caso, risolvendolo secondo criteri coerenti con i principi del sistema giuridico. Nelle aree di discrezionalità, il giudice deve essere guidato da prudenza, giustizia ed equità. In tutti i processi, l'uguaglianza sarà mirata a raggiungere un'effettiva parità di tutti davanti alla legge. Il giudice deve essere legato non solo alla forza delle norme, ma anche ai motivi su cui si basano.

CAPITOLO VIII: FORMAZIONE

Articolo 12. La formazione è un dovere di tutti i giudici e agenti della magistratura; consiste nell'aggiornare costantemente conoscenze e tecniche per migliorare le prestazioni del proprio ufficio. L'esigenza di formazione continua ha come fondamento il diritto della società a ottenere un servizio di qualità. Hanno l'obbligo di frequentare corsi, conferenze e forum accademici che promuovano l'impegno e la professionalità con una forte cultura del diritto.

CAPITOLO IX: RISERVATEZZA

Articolo 13. Il fondamento del privilegio è salvaguardare i diritti delle parti e dei loro familiari contro l'uso improprio delle informazioni ottenute dal giudice nello svolgimento delle proprie funzioni. Il giudice e gli agenti hanno il dovere di custodire il segreto riguardo ai procedimenti in corso e ai dati conosciuti per causa d'ufficio. La riservatezza sarà osservata nel controllo di archivi e documenti, salvo quanto espressamente autorizzato dalla legge.

CAPITOLO X: PROIEZIONE SOCIALE

Articolo 14. Il giudice deve assicurare che le sue attività contribuiscano a una migliore interazione umana e all'apprezzamento della dignità e dell'interesse della società nell'amministrazione della giustizia, sostenendo gli ideali di fraternità e uguaglianza. A tal fine è tenuto a:

  • Agire in modo che la propria condotta crei credibilità e fiducia.
  • Promuovere nella società un atteggiamento di rispetto e fiducia nell'amministrazione della giustizia.
  • Ricevere, ascoltare e rispondere con gentilezza e rispetto agli utenti, comportandosi secondo i valori protetti dalla legge e dal presente Codice.

CAPITOLO XI: GESTIONE DELLE PRESTAZIONI

Articolo 15. La prestazione professionale riguarda il corretto funzionamento di tutte le istituzioni giudiziarie. È necessario che ogni giudice risponda ai propri compiti specifici e assuma un impegno per il buon funzionamento dell'intero sistema. Ogni giudice è tenuto a:

  • Esercitare la funzione giurisdizionale assicurando efficienza, qualità, accessibilità, trasparenza e rispetto per la dignità umana.
  • Ascoltare con attenzione e rispetto le argomentazioni orali delle parti.
  • Conformarsi al dovere di frequentare la propria corte o tribunale.
  • Dedicare il tempo necessario per il rapido disbrigo degli affari giudiziari.
  • Migliorare costantemente la propria cultura nelle scienze ausiliarie del diritto.
  • Evitare di favorire promozioni irregolari o ingiustificate di altri membri del servizio.
  • Utilizzare solo mezzi legittimi nella ricerca della verità dei fatti.
  • Assicurarsi che i processi siano risolti entro un termine ragionevole, sanzionando attività volte a ritardare la giustizia.

ARTICOLO TRANSITORIO

Articolo unico. Il presente Codice sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Governo dello Stato e nel Bollettino della magistratura.

Voci correlate: