Il colpo di Stato di Primo de Rivera (1923): cause, obiettivi e conseguenze in Spagna

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Il colpo di Stato di Primo de Rivera (1923): cause, obiettivi e conseguenze

Introduzione

Il colpo di Stato di Primo de Rivera

La natura politica del testo è esplicitata da Díaz-Plaja, F.: La storia della Spagna nei suoi documenti, Institute for Policy Studies, Madrid, 1964, p. 166. Il documento è rivolto al paese e all'esercito.

Contesto e data

Primo de Rivera, che ricopriva la carica di capitano generale a Barcellona, portò un colpo di Stato il 13 settembre 1923. Le cause indicate nel testo comprendono il fallimento del sistema politico della Restaurazione, il disordine sociale e il tentativo di frenare il regionalismo e l'anticlericalismo. Il colpo di Stato fu sostenuto dal PSOE e dall'UGT e avversato da anarchici, dal PCE e dai movimenti per l'autonomia.

Idea principale

L'idea principale del testo è che il colpo di Stato mirava a ripristinare un sistema politico ritenuto in grado di assicurare una democratizzazione significativa e stabilità per la nazione.

Struttura del testo e prima parte: giustificazione del colpo

Il testo è diviso in tre paragrafi. Nel primo paragrafo si attacca il sistema politico della Restaurazione e si tenta di giustificare il colpo di Stato, riconoscendo che si è oltrepassata la legge ma chiarendo che non si voleva in primo luogo violare la Costituzione, bensì che si è stati costretti a intervenire. Si attribuisce responsabilità ai politici democraticamente eletti per la «Tavola delle sfortune che ha avuto inizio nel 98», con riferimento alla perdita di Cuba, delle Filippine e di Porto Rico.

Questi dolori proseguirono con la comparsa di movimenti d'indipendenza, il terrorismo, i disordini civili e gli scontri politici. Tutto questo, secondo il testo, evidenziava la necessità di recuperare la posizione della Spagna dal punto di vista economico, ideologico e politico. Si denuncia una «fitta rete di volontà politica» che avrebbe infine spinto il re a intervenire, in chiara allusione a un sistema politico basato su un terreno comune tra conservatori e liberali, realizzato mediante frodi elettorali e organizzato dallo stesso governo centrale.

Secondo il documento, il Ministero dell'Interno annunciava le elezioni e raggiungeva accordi con i governatori civili e i capi locali per garantire i risultati elettorali mediante procedure fraudolente, utilizzando le urne, la manipolazione delle schede o la modifica dei voti per favori. Questo avrebbe portato a governi che «si dicono al di sopra della legge», e pur esistendo contrasti tra i leader politici, il malcontento popolare avrebbe permesso il mantenimento di uno status quo apparente.

Il testo afferma inoltre che, nonostante la richiesta popolare di cambiamento costituzionale e di una riforma agraria generale (non attuata fino alla Seconda Repubblica), non furono realizzate riforme in ambiti come l'istruzione, l'esercito, l'agricoltura, l'amministrazione e la religione.

Seconda parte: programmi e disciplina del nuovo potere

Nel secondo paragrafo si spiega che cosa si intende fare durante il nuovo mandato. Si invoca la «responsabilità» per il disastro annuale; l'opposizione degli anni precedenti è richiamata per giustificare l'intervento. Il testo menziona figure militari come Picasso e Berenguer, richiamate dal servizio attivo «per governare noi... dottrina morale», in allusione al governo di militari insieme ai civili, ma sottolineando che essi devono possedere valori e princìpi quali ordine, efficienza, disciplina, autorità e amore per la patria.

Si allude a una «calma ribellione» e alla necessità della disciplina, chiarendo che eventi come la rivolta militare che richiede aumenti salariali o cambiamenti nel sistema di promozione non saranno permessi. Il colpo di Stato viene presentato come una protesta «forte e virile» che desidera sottolineare la gravità delle azioni intraprese dai militari e giustificare che esse siano state compiute «con la Spagna e il re».

Terza parte: obiettivi sociali, ideologici e territoriali

Nel terzo paragrafo si continuano a spiegare gli obiettivi perseguiti con il colpo di Stato. Si chiarisce il legame diretto con le «persone sane», cioè con tutti coloro che non sono corrotti dalla politica, e si prospetta la necessità di evitare mali quali omicidi, rapine, corruzione e intrighi politici striscianti. Si fa riferimento al «disastro del Marocco», vale a dire al disastro dell'Annual, quando gli attacchi dei ribelli in Marocco causarono gravi perdite e misero in luce le difficoltà militari e politiche dell'epoca.

Il documento collega questi avvenimenti alla necessità di ricostruire la disciplina sociale, ritenuta fondamentale per lo sviluppo economico. Si propone inoltre di impedire la «propaganda comunista», ritenuta diffusa tra il proletariato e temuta dalla borghesia, e di bloccare gli atteggiamenti «empi» che rifiutano l'anticlericalismo e l'«ignoranza», auspicando invece la rigenerazione della Spagna secondo il pensiero del regeneracionismo, movimento emerso dopo il disastro del 1898 che metteva in discussione valori e sistema politico della Restaurazione.

Infine, nel testo si evidenzia la necessità di limitare spinte separatistiche in regioni come Catalogna, Valencia, Paesi Baschi e Galizia, al fine di garantire l'unità nazionale.

Conseguenze e misure attuate

Primo de Rivera ottenne molti degli obiettivi prefissati: la commissione militare creata fu provvisoria, fu dichiarato lo stato di guerra e molti funzionari civili furono sostituiti da militari. Fu istituita una Direzione Civile e si promosse la creazione dell'Unión Patriótica (UP), dell'Assemblea Nazionale Consultiva e fu elaborato un progetto di costituzione nel 1929.

Riflessioni finali

  • Contesto storico: il colpo di Stato è presentato come risposta a una crisi complessa (perdita coloniale, scontri sociali, disordine politico).
  • Giustificazione politica: la necessità di ordine e disciplina è posta come motore dell'azione militare e del nuovo potere.
  • Esiti istituzionali: creazione di organismi autoritari e tentativi di riformare lo Stato secondo princìpi conservatori e nazionalisti.

Testo originale revisionato e corretto per chiarezza ortografica e grammaticale, mantenendo integralmente il contenuto e le idee esposte nel documento.

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