Composizione del Sangue e Parametri Ematologici: Siero, Plasma, Ematocrito e PT
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Differenza fra Sangue, Siero e Plasma
Il sangue intero è costituito da una parte corpuscolare e una parte liquida.
- La parte corpuscolata è costituita da elementi figurati quali:
- Eritrociti: trasportano l’ossigeno mediante l’emoglobina.
- Leucociti: difendono l’organismo da agenti esterni.
- Piastrine: promuovono la coagulazione stimolando la sintesi di fibrina.
- La parte liquida è invece costituita dal plasma, ovvero sangue privato degli elementi corpuscolati. È costituito da acqua, ioni e proteine plasmatiche con funzione di coagulazione, difesa o trasporto di vitamine. Si ottiene da sangue prelevato con anticoagulante, separandolo dagli elementi corpuscolati mediante centrifugazione a 2.000 rpm per 10-15 min.
Il siero, invece, si ottiene dal sangue intero senza aggiunta di anticoagulanti; rappresenta il plasma privato del fibrinogeno e di alcuni fattori di coagulazione.
Cosa si intende per Ematocrito e per VES?
Ematocrito (Ht)
L’ematocrito è il rapporto fra il volume dei globuli rossi e quello del sangue intero; i valori normali corrispondono al 38-52% per l’uomo e al 36-46% per la donna.
In condizioni patologiche questa percentuale può:
- Diminuire: in caso di anemie o leucemie.
- Aumentare: in caso di eritremie o inspissatio sanguinis.
Con ematocrito si può anche intendere l’apparecchio usato per determinare tale rapporto: è costituito da un tubicino di calibro uniforme, graduato in 100 parti, che si riempie di sangue reso artificialmente incoagulabile. La centrifugazione e la successiva sedimentazione dei globuli rossi nel fondo del tubo permette di rilevare direttamente il valore.
VES (Velocità di Eritrosedimentazione)
Per VES si intende la velocità di eritrosedimentazione. È un esame che si effettua sul sangue, reso incoagulabile grazie all’aggiunta di citrato di sodio e messo in una pipetta graduata di piccolo calibro in posizione verticale, determinando la velocità con cui i globuli rossi si separano dal plasma depositandosi sul fondo.
Dopo 60 minuti si misura in millimetri l'altezza della colonna che si è formata. I valori normali sono 4-10 mm per l’uomo e 4-15 mm per la donna.
Se nel sangue la presenza di globuline o di fibrinogeno è molto alta, i globuli rossi aggregano più facilmente e, di conseguenza, la VES aumenta. La presenza di macromolecole riduce infatti le forze di repulsione che allontanano i globuli rossi l'uno dall'altro. Un aumento della VES può essere indice di:
- Anemie
- Malattie infettive
- Stati infiammatori anche di natura autoimmune, come nel caso dell’artrite reumatoide.
Ambito di analisi del Tempo di Protrombina: Misurazione e Valori di Riferimento
Il tempo di protrombina è un esame di laboratorio solitamente richiesto prima di un intervento chirurgico. Queste prove consentono di valutare il tempo di coagulazione del plasma. La PT è una prova per la via estrinseca.
Come si misura il PT
In genere, il PT nel soggetto adulto viene misurato prelevando un campione di sangue periferico, che viene posto in una provetta contenente citrato (anticoagulante). Una volta giunto in laboratorio, il sangue viene centrifugato per separare le cellule del sangue dal plasma. Il plasma viene analizzato su uno strumento automatico a 37°C e ne viene prelevato un piccolo campione.
Ad un campione di plasma viene aggiunto:
- Un eccesso di calcio che consente al sangue di tornare a coagulare;
- Tromboplastina (chiamata anche fattore tissutale).
Uno strumento misura otticamente il tempo necessario affinché il campione coaguli. Nel soggetto normale, il tempo di protrombina è di 12-15 secondi, corrispondente ad un'attività protrombinica del 100%.
L'indice INR (International Normalized Ratio)
Per valutare in maniera molto più accurata il tempo di protrombina, spesso viene espresso mediante l'INR, ovvero l'International Normalized Ratio. Questo indice tiene conto della sensibilità del reagente tromboplastinico usato dal laboratorio e quindi, anche quando proviene da laboratori diversi che usano reagenti diversi, permette al medico di valutare in maniera precisa il valore di questo test. Il valore ottimale di INR varia da 0,9 a 1,3.
Questi valori, se risultano aumentati, sono indici di difficoltà nella coagulazione. Possono essere determinati da:
- Difetti congeniti
- Malattie del fegato
- Alcune anemie
Tuttavia, se si deve prevenire una possibile trombosi venosa, l'INR è consigliabile tenerlo sui 2-3 mediante terapia anticoagulante orale (molto usata nelle patologie cardiovascolari).