Comunicazione e Cultura di Massa: Teorie, Implicature e Mediazione

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Presupposizioni e Dinamiche Comunicative

Le presupposizioni rappresentano informazioni non esplicite, interrotte da affermazioni certe che fungono da dichiarazioni di interpretazione. La loro verità è data per scontata dai partecipanti all'incontro comunicativo. Quando un mittente fornisce informazioni sotto forma di bilancio, crea un potenziale conflitto chiedendo al destinatario di condividere un'idea comune. Di conseguenza, molti autori sostengono che i presupposti "imprigionano i destinatari". Possiamo dire che i presupposti ci condizionano, ma non sono necessariamente impositivi.

Le presupposizioni sono classificate in:

  • Logico-semantiche
  • Pragmatiche
  • Enciclopediche o generali

Presupposizioni Pragmatiche

Riguardano le condizioni normali degli atti illocutori; sono ciò che non viene detto ma che permette di dedurre che una dichiarazione sia concepita o interpretata come normale, in coerenza con le regole sociali. Parlare è un'attività che consiste in:

  • Atti illocutori: l'atto che si compie nel dire qualcosa (ciò che si intende fare: domande, ordini, rimproveri, ecc.).
  • Atti locutori: l'atto di dire qualcosa a livello puramente verbale.
  • Atti perlocutori: l'effetto che si produce dicendo qualcosa (ad esempio, se un giudice dichiara un imputato innocente).

Presupposizioni Logico-semantiche ed Enciclopediche

Le presupposizioni enciclopediche comprendono tutti i contenuti dati per scontati o condivisi che costituiscono il quadro conoscitivo del processo di comunicazione. Esse rappresentano la spina dorsale della comunicazione, garantendo coerenza e coesione. Queste ipotesi riguardano il contesto semantico, la competenza comunicativa, l'ideologia, i valori e le credenze degli interlocutori.

Nei processi comunicativi ci si concentra sulle nuove informazioni, affinché ciò che viene assunto come presupposto non generi polemiche. Si tratta di contenuti condivisi tra i partner comunicativi.

Le Implicature Conversazionali

L'implicatura è un'allocazione strategica delle intenzioni di chi parla, in cui il significato letterale dell'enunciato funge da veicolo per trasferire la comunicazione a un livello non detto. Le implicature si suddividono in convenzionali e conversazionali (o implicite).

Il Principio di Cooperazione di Grice

Paul Grice, nel suo celebre saggio "Logica e conversazione", definisce l'implicatura come ciò che si verifica quando un parlante viola una massima conversazionale senza voler rompere il principio di collaborazione. Per Grice, ogni incontro comunicativo è razionale e guidato da obiettivi comuni, basato sul Principio di Collaborazione, un ideale regolativo articolato in quattro massime:

  1. Massima di Quantità: il contributo non deve essere né più né meno informativo del necessario.
  2. Massima di Qualità (o Sincerità): i contributi devono essere veritieri e fondati.
  3. Massima di Rilevanza: il contributo deve essere pertinente al tema trattato.
  4. Massima di Modo: il contributo deve essere chiaro, ordinato ed evitare ambiguità.

Violazione delle Massime

Grice osserva che queste massime vengono spesso violate senza voler interrompere la cooperazione. Esistono tre modi di violare una massima:

  • Offesa Pubblica: il soggetto dichiara apertamente di non voler cooperare.
  • Trasgressione Segreta: quando si viola una massima mentendo, facendo credere di rispettarla (es: dire di non avere sigarette quando le si ha).
  • Trasgressione Pubblico-Segreta: una mossa strategica in cui il mittente si deresponsabilizza del significato, lasciando l'interpretazione al destinatario (ironia, allusioni, domande retoriche, metafore).

Teorie della Mediazione

Le teorie della comunicazione intendono l'azione dei media (mediazione) in tre modi differenti:

  1. L'ambiente come mediazione: ciò che sta nel mezzo.
  2. Il mezzo come strumento: il mezzo per raggiungere un fine.
  3. Il mezzo come contesto: le circostanze che influenzano la società (ipotesi ecologica o masmediación).

Metafore della Mediazione

McQuail propone due metafore associate all'idea di mediazione:

  • La metafora della finestra: una finestra sull'esperienza del mondo che, tuttavia, ne restringe il campo.
  • La metafora del filtro: uno strumento che seleziona e talvolta distorce la conoscenza.

Altre teorie, legate al secondo senso, vedono i media come strumenti di manipolazione utilizzati dai poteri politici ed economici per controllare la popolazione.

L'Ipotesi Ecologica

Questa ipotesi intende i media come il contesto fondamentale di simboli, miti e riti delle culture contemporanee. I media organizzano il modo in cui le persone sperimentano il rapporto con il mondo, gli altri, lo spazio e il tempo. È ciò che definiamo mediazione di massa.

La Cultura di Massa

La cultura di massa non è formata solo dai messaggi dei media, ma è uno spazio culturale complesso che crea una comunità ermeneutica (interpretativa) basata su sensibilità, stili e modelli condivisi, anche senza co-presenza fisica.

Definizione e Origini

La cultura di massa è un prodotto della società contemporanea derivante dai cambiamenti del tardo XIX secolo: industrializzazione, sviluppo dei trasporti e diffusione dei valori di libertà e uguaglianza. Essa fornisce un quadro comune di argomenti di conversazione per la società.

Critiche alla Cultura di Massa (Scuola di Francoforte)

La critica principale riguarda la subordinazione della cultura agli interessi commerciali del capitalismo. Il concetto di Industria Culturale rileva come l'intrattenimento sia la chiave per il funzionamento del sistema. Le critiche principali includono:

  1. Cultura della raccolta: feticizzazione della conoscenza come possesso materiale.
  2. Divulgazione e Infantilizzazione: adattamento dei contenuti a un livello medio basso attraverso semplificazione, manicheismo e aggiornamento dei classici.
  3. Cultura del "cattivo gusto": ricerca deliberata dell'effetto immediato a scapito dell'esperienza estetica (es: risate registrate).
  4. Classificazione ordinata: il prodotto non dialoga con il destinatario, ma impone cosa sia divertente o emozionante.
  5. Gerarchizzazione basata sulla redditività: il successo commerciale sostituisce la qualità.
  6. Obsolescenza e moda: i prodotti hanno una scadenza simbolica per alimentare il consumo continuo.
  7. Godimento confortevole: il prodotto deve essere di facile consumo.
  8. Seduzione d'uso: l'unico scopo è attirare il destinatario tramite sesso, violenza o estetismo.
  9. Sovranità stravagante del consumatore: il pubblico sembra comandare, ma è solo assecondato nei suoi desideri superficiali.
  10. Prevedibilità: uso continuo di cliché e schemi ripetitivi.
  11. Produzione industriale: la redditività è l'unico criterio; il processo è standardizzato.
  12. Serialità: rinuncia all'unicità per strutture di genere ripetibili.
  13. Lieto fine (Abolizione della tragedia): necessità di rassicurare il consumatore evitando problematizzazioni oscure.
  14. Ripetizione di temi: una "cultura fotocopia" necessaria al sistema industriale.
  15. Stereotipi culturali: i contenuti vengono superficializzati per essere compresi rapidamente da tutti.
  16. Frammentazione e omogeneità: ricerca di universalità che annulla le differenze.
  17. Integrazione: i temi invadono ogni mercato (es: merchandising).
  18. Eclettismo: sfumano i confini tra generi e stili in un sincretismo confuso.
  19. Kitsch: adozione di procedure d'avanguardia rese accessibili e semplificate per le masse.

Bilancio della Cultura di Massa

Aspetti Negativi:

  • Evita proposte originali per non dispiacere a nessuno.
  • Neutralizza le differenze sociali in un tipo omogeneo.
  • Incoraggia la passività e le emozioni immediate invece della riflessione.
  • Sottopone la cultura alle leggi della domanda e dell'offerta.
  • Rafforza lo status quo e il conformismo.

Aspetti Positivi:

  • Consente la partecipazione alla vita pubblica a gruppi sociali precedentemente esclusi.
  • Fornisce una grande quantità di informazioni e stimola la curiosità.
  • Elimina alcune distinzioni di classe basate sul gusto.
  • Permette l'accesso ad aspetti del mondo prima riservati solo alle élite.
  • Collabora al rinnovamento culturale incorporando nuove forme popolari.

Voci correlate: