Confronto filosofico tra Platone e John Stuart Mill: Libertà e Sviluppo Morale

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Confronto tra le visioni di Platone e J. Stuart Mill

Nel confronto tra le opinioni di Platone e J. Stuart Mill, entrambi sembrano sostenere l'esistenza di una corrispondenza tra lo sviluppo delle risorse umane, le capacità intellettive e lo sviluppo della moralità, considerandoli fattori determinanti per la costituzione di una società giusta.

Differenze nella concezione della natura umana

Tuttavia, partendo da concezioni della natura umana differenti, i due autori divergono:

  • Platone ritiene che il pieno sviluppo intellettuale e morale — la conoscenza del bene — sia riservato a pochi, ovvero ai filosofi-re. Il principio della specializzazione funzionale presuppone l'esistenza di diverse capacità innate nell'individuo e si affida a un sistema educativo che ne consenta lo sviluppo.
  • Mill, al contrario, è convinto che la perfezione morale sia alla portata di tutti.

Il processo storico e la libertà

Gli autori differiscono anche nella valutazione del processo storico:

  • Platone ritiene che il processo storico sia una parabola discendente, che porta a uno Stato totalitario e interventista capace di annullare la libertà personale. Per evitarlo, egli propone l'uso della censura e delle menzogne utili.
  • Mill, influenzato dalle sue profonde convinzioni democratiche, ritiene che la storia segua un percorso di ascesa lineare, in cui tutti gli individui possono raggiungere il loro pieno sviluppo morale.

Critica all'utopismo

Purtroppo, i punti di partenza di Platone e di Mill rimangono ipotetici:

  • La concezione platonica limita lo sviluppo morale a un'élite.
  • La visione di Mill considera tale sviluppo come un tratto comune.

Entrambe le posizioni sono meritevoli di essere etichettate come utopistiche: quella di Platone per la fiducia cieca in un sistema educativo capace di formare dirigenti in grado di porre fine ai mali sociali; quella di Mill per l'idea che i sentimenti morali, pur non essendo innati, siano naturali e portino l'individuo a un sentimento di unità con il resto della società.

Conclusioni: verso una società aperta

Ritengo pertanto che, data l'impossibilità di avere governanti perfetti, non si debba giustificare la soppressione della libertà individuale. Non condividendo la visione ottimistica di Mill sulla natura umana e sullo sviluppo storico, ritengo che la società progredisca solo se gli sforzi sono volti a costruire una società aperta — come teorizzato da Popper — che eviti la concentrazione del potere, eserciti un controllo tra i vari settori e ponga attenzione all'educazione morale e alla cittadinanza, nel rispetto della libertà individuale.

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