Confronto tra Hume e Kant: Etica, Ragione e Morale
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1. La morale in Hume: il rifiuto della ragione
Per Hume, la morale non può essere fondata sulla ragione; egli respinge l'esistenza di una ragione pratica. I punti chiave di questa visione sono:
- Natura della moralità: Non può basare la moralità sulla ragione o su Dio, poiché sono concetti trascendenti.
- Percezione: La bontà o la malvagità di un'azione o di una qualità non è qualcosa che percepiamo direttamente come dato sensibile.
- Conoscenza intellettuale: La bontà o la malvagità non derivano dalla conoscenza di idee o rapporti, poiché tali relazioni non sempre suscitano in noi valori morali. Inoltre, la conoscenza intellettuale non determina né preclude il nostro comportamento.
Hume sostiene che coloro che fondano la morale sulla ragione cadono in una fallacia naturalistica: confondono l'essere con il dover essere. La ragione ci descrive come stanno le cose, ma non come dovrebbero essere.
Il confronto con Kant
Il filosofo tedesco, influenzato da Hume, sostiene che la ragione teoretica non può fare a meno dei dati sensibili. Tuttavia, Kant ritiene che nell'uso pratico la ragione sia fondamentale per prendere decisioni morali. L'uso teoretico ci dice come stanno le cose, l'uso pratico come deve essere il comportamento umano.
2. Differenze tra l'etica di Hume e l'etica formale di Kant
Mentre la morale di Hume è indipendente dalle passioni e dai pregiudizi, l'etica formale di Kant ignora i desideri soggettivi. Kant propone un'etica dell'intenzione: l'azione è morale solo se compiuta liberamente, per rispetto della legge morale e non per desiderio, inclinazione, profitto o soddisfazione.
In conclusione, l'etica dell'empirismo di Hume si limita a descrivere ciò che facciamo, mentre quella di Kant, basata sull'essere razionale, mette in evidenza ciò che dovremmo fare.
3. Confronto tra deontologia di Hume e Kant: Somiglianze
Entrambi i filosofi si distanziano dal relativismo morale e scommettono sull'esistenza di una morale universale e sovrasociale:
- Hume: Sostiene che i sentimenti morali, o il senso di umanità, siano primari, comuni a tutti gli uomini e permettano la percezione condivisa del valore delle azioni.
- Kant: Come i razionalisti, crede che sia insita nella ragione umana (ragione pratica) la capacità di distinguere tra bene e male. Tutti abbiamo accesso a una legge morale universale e formale, espressa nell'imperativo categorico: agire secondo una massima che possa diventare legge universale e trattare sempre l'umanità come fine e mai solo come mezzo.