Confronto tra il Pensiero Politico di Platone e Karl Marx

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Confronto tra le concezioni politiche di Platone e Marx

Somiglianze e differenze nel processo storico

Somiglianza: Entrambi i pensatori riconoscono che le guerre civili, i conflitti e la divisione in classi, spesso fondata sull'egoismo, costituiscono la dinamica principale e la forza motrice per il cambiamento sociale.

Differenza: Per Platone, il processo storico segue un percorso lineare verso il basso (decadenza) e ritiene necessaria la presenza di una classe egemone per mantenere l'ordine. Per Marx, invece, il processo storico segue un percorso lineare progressivo che tende necessariamente verso l'abolizione delle classi sociali.

Condizionamento sociale, moralità e religione

Somiglianza: Entrambi sostengono l'importanza del condizionamento sociale come mezzo fondamentale per consolidare un modello sociale specifico.

Differenza:

  • Per Platone, l'uomo è libero e, di conseguenza, responsabile delle proprie azioni. Inoltre, la moralità e la religione devono servire lo Stato; per questo motivo, egli critica l'antropomorfismo delle divinità omeriche e giustifica le "menzogne utili" dei governanti nella sua repubblica ideale per garantire ricompense morali e punizioni.
  • Per Marx, l'uomo è determinato dalle condizioni economiche della società a cui appartiene. Egli sostiene che i valori morali e la religione siano al servizio della classe dominante, ritenendo che il superamento di questi elementi sia un passo indispensabile per accelerare il crollo della società borghese e raggiungere l'allineamento finale.

L'abolizione della proprietà privata

Somiglianza: Entrambi i filosofi sostengono l'abolizione della proprietà privata.

Differenza: Platone limita questa abolizione esclusivamente alla classe dominante (i guardiani) per favorire l'utilitarismo sociale e l'integrità del governo. Marx, al contrario, sostiene la totale abolizione della proprietà privata al fine di eliminare l'alienazione umana.

Utopismo e ingegneria sociale

Somiglianza: I due pensatori possono essere considerati "utopisti". Platone per la sua convinzione di poter formare capi perfetti, e Marx per la tesi secondo cui, dopo la vittoria del proletariato e la sua dittatura provvisoria, si instaurerà una società senza classi.

Differenza: Platone fonda la sua società perfetta sulla formazione morale dei cittadini. Marx, tuttavia, condanna ogni forma di "ingegneria sociale" poiché sostiene che la società cresca in conformità con le leggi della storia e non secondo piani razionali prestabiliti.


Revisione del design politico di Platone: Il Filosofo-Re

L'idea platonica che il filosofo-re possa distruggere tutti i mali sociali deriva dal suo principio di specializzazione funzionale.

Critica e difesa del modello

La critica: Molti criticano la possibilità di errore del filosofo-re e vedono nel modello platonico una scommessa su una società totalitaria che annulla la libertà individuale. Tuttavia, questa critica sembra non comprendere appieno la concezione politica di Platone: nel suo sistema, l'errore del filosofo-re è teoricamente impossibile, e la perdita della libertà individuale è considerata necessaria e auspicabile, poiché l'agenda politica è sempre orientata a ciò che è più vantaggioso per la comunità e per ciascuno dei suoi componenti.

(Si ricordi che anche un forte sostenitore della democrazia partecipativa come J.J. Rousseau riteneva necessario un legislatore che conoscesse il "bene comune" per evitare derive egoistiche).

Analisi dei Pro e Contro

  • Pro: La necessità che i dirigenti abbiano una preparazione teorica e morale. In una democrazia, è fondamentale l'educazione politica e la moralità dei cittadini. È facile constatare come queste necessità siano spesso assenti nell'attualità.
  • Contro: La fiducia nel sistema educativo di Platone appare illusoria. I suoi tentativi di stabilire un regime noocratico a Siracusa fallirono, e non esiste un sistema di istruzione che possa garantire l'assoluta onestà di chi vi partecipa.

Posizione risultante: È necessario un massimo controllo sui diversi poteri esercitati da una cittadinanza politicamente e moralmente preparata. Solo così i danni che un concreto programma politico può produrre possono essere prevenuti o resi meno nocivi per la comunità sociale.

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