Confronto tra l'Utilitarismo di Mill e l'Etica Kantiana
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Felicità umana vs. Purezza morale
Mill ritiene che la morale debba essere pragmatica e prendere in considerazione la felicità e l'appagamento umano. Per Kant, invece, la morale deve essere pura e porsi al di sopra dei desideri umani. La morale di Kant non ci mostra la via della felicità, bensì quella dell'abnegazione, del sacrificio e dello sforzo per renderci degni di essere felici.
Per Mill, l'uomo ha il diritto di essere felice e la società deve garantire i mezzi per raggiungere i propri obiettivi. Al contrario, per Kant, la felicità è un premio che "sostiene" i meriti morali; è qualcosa che viene ricevuto in tempo e luogo come risultato di aver perseguito con tenacia la virtù in questa vita. Solo in un'altra vita, la virtù e la felicità, che costituiscono il bene supremo, potranno riconciliarsi, essendo in questa vita opzioni spesso opposte e incompatibili.
Critiche comuni e percorsi divergenti
D'altra parte, Mill e Kant arrivano con percorsi diversi a simili posizioni morali e, di conseguenza, le critiche di cui sono destinatari risultano simili:
- 5.1. Non possiamo difendere Kant nello stabilire una morale basata su una legge uguale per tutti negando l'esperienza. Si tratta di un percorso che non è in grado di essere dimostrato dall'esperienza, nonostante gli sforzi. J. Stuart Mill ha una concezione della natura umana e del processo storico che l'esperienza non sembra sostenere e che non è disponibile per una dimostrazione empirica. Kant stabilisce la moralità su un piano "trascendente", condannando il regno dell'ipotetico. Mill ritiene che la felicità generale sarebbe il fine a cui tutto tenderebbe se gli individui fossero moralmente sviluppati; anche in questo caso, la morale si basa su qualcosa che va oltre la sfera dell'esperienza razionale.
- 5.2. La morale kantiana è formale e non vi è alcuna gerarchia tra valori superiori e inferiori per soddisfare le diverse situazioni; pertanto, è universale e necessaria. Tuttavia, non è adatta, per la stessa ragione, a risolvere i conflitti morali "reali". L'utilitarismo di Mill, stabilendo che i piaceri sono qualitativamente e quantitativamente diversi, rende il calcolo e il confronto delle conseguenze estremamente difficili in molti casi, complicando la risoluzione di alcuni conflitti morali.
Spiegazione del confronto: Utilitarismo di JS Mill vs Etica Kantiana Formalista
Ragione vs. Desideri
Kant, in quanto razionalista, crede che sia insito nella ragione umana — la ragione pratica — distinguere tra bene e male. Mill, come Hume, ritiene che i principi morali non possano mai essere giustificati razionalmente, ma siano giustificati in linea con i desideri umani.
Intenzione vs. Conseguenze
Kant ritiene che l'etica morale dipenda solo dall'intenzione di agire liberamente per rispetto della legge morale, e non dai desideri o dalle inclinazioni. Il valore morale di un'azione non si trova nel fine da raggiungere, ma nel principio superiore che determina il soggetto ad agire. Un individuo agisce moralmente quando è determinato a farlo per il rispetto della legge morale pratica — un obiettivo che lo muoverebbe ad agire indipendentemente da altri fattori se la volontà fosse sempre determinata dalla ragione — e non per il profitto o la soddisfazione che l'azione può riferire.
Per gli utilitaristi, tuttavia, le ragioni non sono importanti: contano solo le conseguenze. Non è possibile visualizzare e misurare le motivazioni delle persone, ma si possono misurare le conseguenze delle loro azioni. Per questo motivo, l'utilitarismo è conosciuto anche con il nome di "consequenzialismo".
Dovere assoluto vs. Utilitarismo della norma
Per Kant, il nostro dovere implica l'obbedire sempre alla legge morale, a prescindere da quanto possa risultare fastidioso o dannoso. Mill sostiene che dovremmo seguire le regole morali stabilite — il cosiddetto utilitarismo della norma — ma senza dimenticare che esse sono generalizzazioni che possono essere infrante in casi eccezionali, poiché non sono principi di condotta vincolanti in modo assoluto.
A differenza dell'etica deontologica di Kant, in cui la norma è indiscutibile, Mill è convinto che non siamo schiavi delle regole se usiamo il patrimonio morale del genere umano. Ci saranno casi eccezionali in cui sono necessari cambiamenti, miglioramenti o persino la sospensione temporanea di una norma in risposta a considerazioni utilitaristiche.