Contratto di Leasing e Factoring: Caratteristiche, Funzionamento e Differenze

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Il Contratto di Leasing

Il contratto di leasing è di origine anglosassone e, mancando di una regolamentazione specifica nel nostro ordinamento, è considerato un contratto atipico. Esso si compone di tre soggetti principali:

  • Società di leasing: Solitamente una società per azioni o un istituto di credito.
  • Venditore: Il produttore o fornitore del bene oggetto del contratto.
  • Finanziato (Utilizzatore): L'imprenditore che necessita del bene.

Il funzionamento prevede che la società di leasing acquisti il bene scelto dall'imprenditore e glielo conceda in uso dietro il pagamento di un canone periodico, che include la svalutazione del bene. Al termine del contratto, l'utilizzatore ha la possibilità di acquistare il bene pagando un prezzo residuo fissato in anticipo.

Tipologie di Leasing

  • Lease-Back: Coinvolge solo due parti. Un'azienda vende un proprio bene a una società di leasing, che a sua volta lo concede in locazione alla stessa azienda. In questo caso, il finanziato e il produttore coincidono.
  • Noleggio: Sebbene simile al leasing, differisce poiché il locatore è solitamente un commerciante che possiede una flotta di beni e li concede in affitto per lo sfruttamento.

Il Contratto di Factoring

Il contratto di factoring è un accordo in cui un soggetto, chiamato factor, si impegna a gestire, riscuotere o acquistare i crediti di un'impresa in cambio di una commissione. È un contratto atipico e la costituzione del factor richiede un'autorizzazione amministrativa.

Obiettivi e Vantaggi

Lo scopo principale è fornire all'impresa liquidità immediata, ridurre il rischio di insolvenza dei crediti e trasformare i costi fissi in costi variabili.

Obblighi del Cliente

  1. Cedere i crediti al factor.
  2. Pagare una commissione per il servizio di gestione o riscossione.
  3. Informare il factor sulle circostanze relative a ciascun credito.

Obblighi del Factor

  1. Gestione contabile e recupero dei crediti ceduti.
  2. Ricerca sulla solvibilità dei debitori.
  3. Conservazione del credito in conto corrente.

La gestione delle riscossioni può avvenire per conto proprio o come "tassa di raccolta" (per conto di terzi), assumendo o meno i rischi di insolvenza dei crediti.

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