Le Cortes di Cadice e la Costituzione del 1812: Fondamenti del Liberalismo Spagnolo
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Le Cortes di Cadice e la Costituzione del 1812
Nel bel mezzo della Guerra d'Indipendenza, si riunirono le Cortes di Cadice per avviare la rivoluzione borghese liberale in Spagna, approfittando del vuoto di potere. L'obiettivo era creare un quadro giuridico che sancisse il passaggio da una società basata sui ceti a una società liberale, ponendo fine al vecchio regime.
Tendenze Politiche delle Cortes di Cadice
I deputati furono convocati a Cadice dal Consiglio di Reggenza, che aveva ricevuto i poteri dalla Suprema Junta Central, ritenuta incapace di condurre la guerra, nei primi mesi del 1810. Molte province occupate dai francesi non poterono inviare rappresentanti, e si ricorse a supplenti a Cadice. L'atmosfera liberale della città favorì la maggioranza dei deputati appartenenti alla classe media liberal: avvocati, funzionari, mercanti, militari e studiosi. Erano presenti anche molti ecclesiastici (quasi un terzo) e alcuni nobili, ma mancavano rappresentanti delle classi popolari.
I deputati patrioti si raggruppavano in due tendenze principali:
- Assolutisti o "servili": difendevano la sovranità reale e il ritorno all'ancien régime.
- Liberali: la maggioranza, sostenitori della sovranità nazionale, desideravano adottare una costituzione, seguendo l'esempio della Costituzione francese del 1791. Tra i più in vista vi erano Muñoz Torrero, Argüelles e Quintana.
I 184 deputati, rappresentanti di tutte le regioni spagnole, si riunirono nell'Isola di León il 24 settembre 1810 in un'Assemblea Costituente, sostituendo le tradizionali Cortes basate sui ceti.
La Costituzione del 1812
La prima Costituzione spagnola fu promulgata il 19 marzo 1812, giorno di San Giuseppe, motivo per cui è nota come "Pepa". Questa legge fondamentale è molto estesa, composta da un discorso preliminare e 384 articoli, che stabiliscono la forma dello Stato, del governo e i diritti e doveri degli spagnoli.
Principi Fondamentali della "Pepa"
Emerge l'idea di "nazione spagnola", definita come l'insieme di tutti i cittadini, senza distinzione tra gli spagnoli dei due emisferi. La nazione si dichiara unitaria, libera e indipendente. La forma di Stato è una monarchia, incarnata da Fernando VII, ma di tipo parlamentare o costituzionale. I suoi principi cardine sono:
1. Sovranità Nazionale
- "Sovranità nazionale": il potere risiede nel popolo attraverso i suoi rappresentanti in Parlamento.
2. Diritti Individuali
- Diritti fondamentali della persona, tra cui la libertà di parola e di stampa, l'uguaglianza davanti alla legge e il diritto di proprietà. Questi diritti sono considerati "legittimi" e "naturali".
3. Divisione dei Poteri
- Divisione dei poteri:
- Il potere legislativo spetta al Parlamento, unicamerale, con ampi poteri; il Re non può sospenderlo o scioglierlo, ma deve sanzionare e promulgare le leggi, mantenendo un diritto di veto sospensivo temporaneo.
- Il potere esecutivo è detenuto dal Re, la cui persona è sacra e inviolabile, ma è soggetto a limiti; non è responsabile, ma lo sono i suoi ministri.
- Il potere giudiziario è esercitato dai tribunali e stabilisce i principi fondamentali dello Stato di diritto, con garanzie processuali.
4. Sistema Elettorale e Cittadinanza
- Suffragio universale maschile indiretto. Gli spagnoli sono definiti cittadini con diritti. I membri del Parlamento sono eletti per due anni; qualsiasi spagnolo sopra i 25 anni può essere eletto, ma è richiesto il possesso di un reddito annuo derivante da beni posseduti (un sistema basato sul censo).
5. Religione e Uguaglianza
- Stato confessionale: la religione ufficiale ed esclusiva è quella Cattolica, Apostolica e Romana. Questo punto rappresenta una concessione dei liberali agli assolutisti.
- Uguaglianza davanti alla legge: tutte le persone hanno accesso alle cariche pubbliche se possiedono capacità adeguate; si valorizza il talento personale anziché la nascita o il titolo nobiliare, superando i privilegi della società per ceti. Le tasse devono essere pagate in proporzione alla ricchezza.
6. Altre Disposizioni
- Viene creata la Milizia Nazionale, corpo armato di volontari per difendere la Costituzione.
- Viene sancito il diritto a un'istruzione primaria obbligatoria e pubblica.
Decreti Socio-Economici
Con decreti correlati (abolizione della Mesta, dell'Inquisizione, delle corporazioni, dei feudi, del maggiorasco, e confisca di terre), le riforme liberali di Cadice miravano a smantellare le basi economiche e giuridiche del vecchio regime per instaurare un nuovo ordine liberale in Spagna.
Importanza della Costituzione del 1812
La Costituzione di Cadice è un documento fondamentale nella storia della Spagna. È la prima vera costituzione (la Costituzione di Bayonne del 1808 era una Carta Ottriata). Si ispira alla Costituzione francese del 1791, ma è considerata più avanzata e progressista, accettando il suffragio universale e garantendo maggiori diritti.
La guerra d'indipendenza impedì l'applicazione completa delle leggi emanate dalle Cortes. Inoltre, gran parte della società spagnola (contadini) rimase esclusa, e la monarchia assolutista era ancora fortemente influenzata dal clero e dalla nobiltà.
Nel marzo 1814, Fernando VII annullò la Costituzione e l'operato delle Cortes di Cadice. Nonostante ciò, la Pepa divenne un riferimento essenziale per il liberalismo successivo, esercitando un'influenza decisiva su altre costituzioni in Sud America, Italia e Portogallo.