La Costituzione di Cadice e l'Evoluzione Politica della Spagna nel XIX Secolo

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La Costituzione del 1812: Un Compromesso Politico

Questa costituzione è il risultato di un compromesso tra liberali e assolutisti. Nel suo contenuto si possono includere i seguenti punti fondamentali:

  • Sovranità nazionale: Stabilisce una monarchia limitata con la ripartizione delle competenze.
  • Giurisprudenza e poteri: La giurisprudenza godeva di ampi poteri.
  • Religione: L'imposizione del cattolicesimo come religione ufficiale e unica.
  • Limitazioni reali: Il re non poteva lasciare il paese senza il consenso dei giudici, non poteva cedere la corona, firmare trattati o sciogliere i tribunali. Inoltre, tutte le decisioni del re dovevano passare attraverso i ministri.
  • Voto di sospensione: Anche se il re aveva un voto di sospensione, non poteva firmare un disegno di legge se non voleva.
  • Struttura legislativa: Le Cortes erano unicamerali.

Tuttavia, questa costituzione fu vigente solo in alcuni periodi, segnati dal conflitto tra liberalismo e assolutismo.

Il Ritorno di Ferdinando VII e il Manifesto dei Persiani

Ferdinando VII ritornò in Spagna con il Trattato di Valençay (1813) in un clima di entusiasmo e applausi. I sostenitori dell'assolutismo chiesero di ripristinare il vecchio ordine delle cose fin dall'inizio. Prima che Ferdinando VII arrivasse a Madrid, fu redatto il Manifesto dei Persiani, un documento che incoraggiava il re a ignorare le proposte liberali.

Il sovrano seguì questo consiglio, vanificando la Costituzione di Cadice del 1812 e tutto il lavoro legislativo delle Cortes (tranne la soppressione dei dazi giudiziari). Di conseguenza:

  • I liberali si nascosero e formarono società segrete.
  • Molti liberali furono arrestati, mentre altri andarono in esilio in Francia o in Inghilterra.
  • I liberali spagnoli presero l'esempio dell'Inghilterra per la modernizzazione della Spagna.

Tra il 1815 e il 1820, vi furono una serie di rivolte militari istigate dai liberali. I militari agirono come arbitri della vita politica o conduttori del cambiamento politico.

Il Triennio Liberale e la Crisi dell'Antico Regime

Mentre in America si producevano moti per l'indipendenza, il commercio con le colonie si interruppe, causando la perdita degli introiti destinati alle Cortes de Cádiz. Questo segnò la fine del vecchio regime, ma il re si oppose a tale processo poiché i liberali sfidavano la sua autorità e utilizzavano la sanzione della legge e il veto sospensivo.

In questo periodo, i liberali si divisero in due gruppi: i moderati e gli estremisti. Con le nuove corti liberali:

  • Fu abolita la primogenitura.
  • Le proprietà furono liberate dai vincoli feudali.
  • Fu vietato alla Chiesa l'acquisto di beni immobili.
  • Si definirono le basi per la confisca dei terreni ecclesiastici e fu abolito il sistema feudale.

Sebbene le leggi fossero state redatte, non ci fu quasi tempo per la loro attuazione, poiché il tentativo durò solo tre anni. A partire dall'estate del 1822, si consolidò un potente governo liberale anti-realista. Tuttavia, la complicità del re con le forze controrivoluzionarie favorì il restauro dell'assolutismo, supportato dalla rivolta della Guardia Reale e dalle forze della guerriglia in Navarra e Catalogna. Fu creata anche la Reggenza di Urgel, destinata ad agire come governo legittimo durante il dominio liberale, ma fu presto sciolta.

L'Intervento Internazionale e la Restaurazione

Nel frattempo, le potenze europee formarono la Santa Alleanza per fermare l'esperienza rivoluzionaria liberale in Europa. Durante il Congresso di Verona (1822), fu ordinato alla Francia di intervenire in Spagna con l'esercito dei Cento Figli di San Luis. Questi, sostenendo i realisti spagnoli, invasero il paese quasi senza trovare resistenza.

Il governo e le corti si spostarono a sud fino a quando i liberali non liberarono il re. Successivamente, con l'aiuto francese, Ferdinando VII restaurò l'assolutismo, dichiarò la nullità di tutti gli atti del Triennio Liberale e riprese la repressione contro i liberali, molti dei quali si rifugiarono nuovamente in Francia e Inghilterra.

L'Emancipazione dell'America Spagnola

L'emancipazione delle colonie americane fu guidata principalmente dai creoli (bianchi nati in America). Sebbene rappresentassero solo un quinto della popolazione, i creoli erano il gruppo dominante e molto potente economicamente grazie al commercio e alla proprietà terriera.

Cause dell'Indipendenza

  • Economia: Volontà di liberarsi dai vincoli e dal monopolio imposto dalla Spagna.
  • Politica: Timore che la Spagna perdesse la guerra cedendo i territori americani.
  • Ideologia: L'influenza del pensiero liberale e l'esempio dell'indipendenza del Nord America.
  • Vuoto di potere: La situazione di instabilità politica nella penisola iberica.

Le classi sociali più basse (indiani, neri e meticci) inizialmente non si identificarono con il movimento indipendentista, preferendo talvolta il dominio spagnolo rispetto a quello dei proprietari terrieri locali.

Fasi del Processo di Indipendenza

  1. Prima fase: Inizia dopo la sconfitta di Trafalgar, che lasciò l'America quasi non protetta. Con l'invasione francese della Spagna, le colonie proclamarono fedeltà a Ferdinando VII creando giunte locali, ma dal 1810 iniziò un movimento di ribellione quando il consiglio generale fu sciolto.
  2. Seconda fase: Nascita di nuovi governi americani. Furono convocati consigli che organizzarono eserciti e stabilirono relazioni con Stati Uniti e Inghilterra, culminando in convenzioni costituzionali.
  3. Terza fase: Fine della guerra in Spagna. Ferdinando VII inviò un esercito nel 1815 per riprendere il controllo, ma tra il 1816 e il 1824 l'indipendenza fu definitivamente consumata. In questa fase fu fondamentale il sostegno di Inghilterra e Stati Uniti, oltre alla rivolta di Riego nel 1820 con le truppe destinate a imbarcarsi per l'America.

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