La crisi della Repubblica romana e la nascita del Principato
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La crisi della Repubblica romana
Gli imperi e la questione sociale
Con l'espansione imperiale, le province e i soldati diventano centrali. Si accentua il divario tra ricchi e poveri, mentre il commercio favorisce pochi privilegiati.
I Gracchi e la riforma agraria
Tiberio Sempronio Gracco, tribuno della plebe, propone nel 133 a.C. la Lex Sempronia Agraria, che limita le terre pubbliche occupate (latifondi) a piccoli coltivatori. L'obiettivo è difendere la dignità dei contadini, che costituivano l'esercito. La proposta incontra la forte opposizione del Senato, e Tiberio viene ucciso.
Dopo di lui, Caio Gracco prosegue la riforma, proponendo:
- distribuzione di grano a basso prezzo;
- concessione della cittadinanza agli alleati (socii);
- tributi dalle province dell'Asia.
Anche Caio viene eliminato dal Senato, e Roma precipita nell'anarchia.
Mario e la militarizzazione dello Stato
Gaio Mario, homo novus e popolare, riforma l'esercito: apre l'arruolamento ai nullatenenti e divide le legioni in 10 coorti da 600 uomini. Lo Stato si militarizza, e i soldati diventano fedeli ai loro comandanti.
Silla e la dittatura
Lucio Cornelio Silla, generale ottimate, si scontra con Mario e prende il potere con la forza. Durante la sua dittatura:
- elabora le liste di proscrizione, con numerosi omicidi;
- rafforza il Senato;
- riorganizza il cursus honorum;
- separa il potere politico da quello militare;
- ridimensiona il potere dei tribuni della plebe.
Silla si ritira poi a vita privata e muore.
Il Primo Triumvirato
Nel I secolo a.C. si fronteggiano optimates (Cicerone, Catone) e populares (Catilina, Cesare). Pompeo e Crasso ambiscono al consolato, e nasce un'alleanza privata: il Primo Triumvirato tra Cesare, Pompeo e Crasso.
- Cesare: ottiene il proconsolato della Gallia;
- Pompeo: dispone delle legioni;
- Crasso: sostenuto dai cavalieri, muore in Oriente.
La guerra civile e la fine della Repubblica
Cesare conquista la Gallia e tenta di tornare a Roma, ma varcando il Rubicone viola il divieto di entrare in armi nel pomerium e viene dichiarato hostis publicus. Inizia la guerra civile contro Pompeo, che Cesare sconfigge in Grecia. Pompeo fugge in Egitto, dove viene ucciso. Cesare si lega a Cleopatra, poi sconfigge Catone a Tapso, in Africa, dove quest'ultimo si suicida.
Al ritorno a Roma, Cesare riceve enormi poteri:
- concessione della cittadinanza ai Galli;
- stipendio ai pubblicani delle province;
- riforma del calendario (quello giuliano, di 365 giorni con un giorno in più ogni quattro anni);
- opere pubbliche e nuove colonie;
- distribuzione di frumento;
- cancellazione dei debiti;
- aumento a 25 delle legioni.
Nel 44 a.C. una congiura guidata da optimates e senatori lo uccide, nonostante ne fosse al corrente.
Il Secondo Triumvirato
Dopo la morte di Cesare emergono tre figure: Marco Antonio, Ottaviano (figlio adottivo e nipote di Cesare) e Lepido. Viene istituito un secondo triumvirato, ma presto Antonio e Ottaviano entrano in conflitto per la successione.
- Ottaviano: sostenuto dal Senato e dall'aristocrazia, incarna il mos maiorum;
- Antonio: sostenuto dai militari e dalla cavalleria, si lega a Cleopatra in Egitto.
Nel 31 a.C. Ottaviano sconfigge Antonio e Cleopatra ad Azio. Antonio e Cleopatra si suicidano, e Ottaviano elimina Lepido. Si conclude così la Repubblica.
Nascita del Principato
Ottaviano princeps
Nel 27 a.C. Ottaviano assume il titolo di Augustus e si presenta non come un monarca, ma come un princeps, primo tra i pari (cittadini e senatori). Mantiene il potere attraverso:
- il consolato;
- la potestà tribunicia, che garantisce inviolabilità;
- il proconsolato, che gli conferisce il potere militare;
- il titolo di princeps senatus.
Il Principato e la Pax Augustea
Il Principato non è un impero dichiarato, ma una figura di mediazione tra Senato, cavalieri e popolo. Con la Pax Augustea vengono eliminati gli oppositori e Roma diventa una città-stato governata dalla diarchia tra princeps e Senato.
Questo passaggio è una rivoluzione silenziosa: i Romani desideravano un capo, ma Augusto fa credere di non volerlo, pur concentrando nelle sue mani tutti i poteri.
La riorganizzazione amministrativa
Augusto decentra il potere affidandolo a funzionari di rango equestre, i prefetti:
- prefetto urbano: governa la città e organizza la popolazione urbana;
- prefetto del pretorio: comanda le guardie del princeps;
- prefetto dei vigili: sorveglia la città di notte e punisce i reati;
- prefetto dell'annona: gestisce gli approvvigionamenti e la distribuzione del grano.
Province senatorie e imperiali
Le province vengono divise in due categorie:
- province senatorie: governate da proconsoli e i cui proventi confluiscono nell'aerarium, la cassa pubblica;
- province imperiali: governate dai funzionari di Ottaviano e i cui proventi confluiscono nel fiscus, cassa personale del princeps.
Infine, Augusto avvia il censimento dei beni dei cittadini per regolarizzare la riscossione delle tasse.