Crisi e Struttura Sociale nei Regni Ispanici tra il XIV e il XV Secolo
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La Crisi del XIV Secolo e il Declino Economico
Intorno al 1340 si manifestò una profonda crisi, caratterizzata da un rallentamento demografico causato dalla rivalità con Genova per il controllo dei commerci dopo la chiusura della Castiglia, dall'aumento delle tasse e dalla svalutazione della valuta. Alla fine del XIV secolo, diverse banche fallirono. Nel XV secolo, la crisi si estese a causa delle rivalità interne tra la Biga e la Busca, oltre che per le guerre civili. Valencia superò Barcellona come capitale finanziaria e commerciale della Corona d'Aragona.
Gruppi Sociali e Conflitti
Società in Castiglia e Aragona: La Nobiltà
I regni cristiani tra il XIII e il XV secolo erano società feudali basate sulla proprietà terriera e sui rapporti di dipendenza tra contadini e signori. Il feudalesimo peninsulare presentava caratteristiche peculiari:
- Autonomia locale: Nel XIII secolo, molti consigli e contadini godevano di un ampio margine di libertà per favorire il ripopolamento in Castiglia.
- Aristocrazia: Composta da un ristretto numero di famiglie che avevano accumulato grandi estensioni di terra durante la Reconquista.
- Trasformazione nobiliare: Con la fine dell'espansione nel XIII secolo, i titoli persero la loro utilità militare, spingendo i nobili a cercare influenza a corte.
- Privilegi: L'aristocrazia e la Chiesa erano esenti dal pagamento delle tasse.
La crisi demografica del XIV secolo portò all'abbandono di molte terre e alla diminuzione delle rendite, aumentando la pressione sui contadini e alimentando il malcontento. Molte terre furono convertite in pascoli. La frammentazione dei patrimoni tra gli eredi causò l'impoverimento di alcuni rami nobiliari, portando la nobiltà aragonese a richiedere privilegi e quella castigliana a scontrarsi con la Corona.
I Gruppi Popolari
Alla base della scala sociale si trovavano contadini e lavoratori urbani, definiti popolani in Castiglia, soggetti al pagamento delle imposte (al pecho). La situazione era particolarmente difficile nella Corona d'Aragona, specialmente in Catalogna, dove lo sfruttamento feudale era più radicato. Nelle città, la popolazione era composta da artigiani, operai, pescatori e marinai, oltre a una vasta fascia di poveri ed emarginati.
Signorie e Disordini Sociali in Castiglia
Dopo la vittoria di Enrico di Trastamara contro Pietro il Crudele, si verificò un cambio dinastico. Il re ricompensò i suoi sostenitori con terre, titoli e posizioni, creando una nobiltà di servizio legata alla Corona. Questo processo portò alla cessione dell'autorità reale sui comuni ai signori locali. L'introduzione del maggiorascato (diritto di trasmettere il patrimonio al primogenito) consolidò il potere aristocratico, ma scatenò proteste contadine, culminate nel XV secolo con la rivolta degli Irmandiños in Galizia.
I Conflitti Sociali nella Corona d'Aragona
Nelle zone a nord dell'Ebro, lo sfruttamento contadino era estremo. I signori detenevano il diritto di maltrattare i servi. I contadini catalani subivano dazi abusivi e umilianti, tra cui il peso dei Remences, una tassa da pagare per poter abbandonare la terra, simbolo della loro condizione di servitù.