Cristianesimo e crisi dell'Impero Romano: sintesi storica
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Le origini del cristianesimo
Il cristianesimo nasce in Palestina, regione conquistata dai Romani. Dopo il regno siriano-cristiano e le ribellioni, la Giudea diventa uno stato indipendente. Gesù nasce a Betlemme; i suoi seguaci vengono perseguitati e l'imperatore Tiberio fa crocifiggere Gesù, perché temuto come guida contro i Romani. Roma odia i cristiani.
Le prime comunità cristiane
- Catacombe: cavità sotterranee inizialmente usate come cimiteri, poi luoghi di culto.
- Ruolo di uomini e donne: le donne migliorano la condizione femminile; la famiglia cristiana è sacra, padre e madre sono sullo stesso piano. Le donne assistono i malati, parte integrante della comunità.
- Ecclesia: l'accesso alla cultura è aperto a tutti.
La Bibbia
La Bibbia è il libro sacro che unisce l'Antico Testamento (ebraismo) e il Nuovo Testamento (Gesù), composto da quattro Vangeli (Marco, Matteo, Luca, Giovanni) e dall'Apocalisse. I Vangeli sinottici sono testimonianze dirette.
Tolleranza e persecuzioni
I cristiani apparivano strani e chiusi alla vita pubblica, diventando capri espiatori di malattie e incendi a Roma. Rifiutavano il servizio militare e l'obbedienza agli ordini pagani. Sotto Nerone, Diocleziano e Domiziano furono oggetto di odio e persecuzioni; molti furono sbranati nelle arene.
Diffusione del cristianesimo
Il cristianesimo si diffonde in Europa, Nord Africa, Britannia e Israele, nelle stesse aree delle regioni romane. San Paolo, originario di Tarso (oggi Turchia), è uno dei grandi evangelizzatori.
Editto di Milano e cristianesimo di Stato
Nel 313 l'Editto di Milano (Costantino) garantisce la libertà di culto. Nel 380 l'editto di Tessalonica di Teodosio rende il cristianesimo religione ufficiale dell'Impero.
Elementi della progressione del cristianesimo:
- Supporto alle comunità.
- Universalismo: professione di uguaglianza.
- Accoglienza delle donne.
- Alfabetizzazione delle comunità.
- Lealismo: non come partito politico.
- Supporto economico tramite offerte dei fedeli.
Separazione dei poteri: la Chiesa ha potere spirituale, lo Stato potere temporale.
Filosofia e neoplatonismo
Il neoplatonismo è un movimento filosofico che distingue il mondo reale da quello divino. Il dualismo corpo-anima considera il corpo da nutrire, poiché l'anima è immortale.
La crisi del III secolo
Problemi interni
- Divario tra città e campagne: le campagne si spopolano, i coloni aumentano e i contadini si trasferiscono in città, con aumento della criminalità.
- Disoccupazione e mancanza di produzione.
- Banditismo: coloni, abitanti delle periferie e soldati non più arruolati.
- Inflazione: svalutazione della moneta e aumento delle tasse.
Problemi esterni
Il limes diventa incerto, con l'avanzata dei barbari. I soldati non difendono più il confine. Il problema economico dell'esercito (armi, armature, accampamenti, cibo) segna la fine dell'epoca dell'oro.
Fiscalità
Il tributum include: soli (sui terreni) e capitis (sulla terra e sulla residenza). I provinciali pagano, mentre coloni romani e italici sono esentati.
La dinastia dei Severi
Settimio Severo (193) occupa Roma. Rafforza l'esercito con donativi ai soldati, favorisce le province e limita il potere del Senato.
Caracalla (211-217) aumenta le tasse all'aristocrazia e costruisce le terme, ma viene ucciso. Con la Constitutio Antoniniana tutti gli abitanti liberi diventano cittadini romani, anche per fini fiscali. Restano esclusi i dediticii (barbari prigionieri), gli inurbani (abitanti delle zone rurali) e i bubulci (agricoltori transumanti).
Claudio II e Aureliano riunificano l'Impero e costruiscono le Mura Aureliane.
Persecuzione dei cristiani
Nel 300, con Diocleziano, gli editti vietano le chiese, i riti, le cariche pubbliche e i libri sacri, con arresti e condanne a morte.
Diocleziano e l'Impero tardoantico
Con Diocleziano inizia l'epoca tardoantica (IV secolo). Lo Stato viene riorganizzato:
- Rafforzamento dell'esercito: le legioni passano a 600.000 uomini, divise in limitanei (frontiera) e comitatenses (combattimento). L'arruolamento diventa obbligatorio e i figli dei soldati entrano nell'esercito.
- Tetrarchia: l'Impero viene diviso in quattro parti (dodici diocesi e province in quattro prefetture), governate da due Augusti (Diocleziano in Oriente, Egitto e Massimiano in Italia, Nord Africa) e due Cesari (Galerio per Illiria, Grecia e Balcani; Costanzo Cloro per Gallie, Britannia e Spagna).
- Riforma fiscale: tasse fisse, iugum sui terreni, capitatio sulle persone, tassa sui curiales (chi vive in città), professioni ereditarie e divieto di cambiare residenza, con conseguente immobilismo sociale.
Politica estera e nuove minacce
A est i Sasanidi (Persia) vogliono recuperare i territori dell'antico impero persiano. A nord i barbari si alleano e attaccano l'Impero.
Le nuove ribellioni colpiscono chi non è romano. Per questo si impone l'amor civium, l'obbligo di dimostrare amore per la patria (non rifiutare l'arruolamento, essere fedeli agli imperatori).
Il declino dell'Impero
Per i pagani, la decadenza dipende dai cristiani, colpevoli di non onorare gli dèi tradizionali. Per i cristiani, la colpa è dei Romani che non erano cattolici.
Gibbon data l'inizio del declino a Marco Aurelio. Le cause sono l'incompetenza degli imperatori, i problemi di politica interna (schiavitù, inflazione, spopolamento delle campagne), lo Stato burocratico e corrotto e la pressione dei barbari.
Fallimento della tetrarchia e Costantino
La tetrarchia fallisce: Diocleziano e Massimiano abdicano dopo vent'anni e si apre l'anarchia, con battaglie tra pretendenti. Costantino vince su Licinio, sfrutta il sostegno dei cristiani e diventa unico imperatore, rafforzando il potere centrale a Roma. Con l'Editto di Milano (313) tutti sono liberi di professare la propria religione.
Costantino e il Concilio di Nicea
Costantino, paladino dei cristiani, viene convinto dai vescovi a condannare l'arianesimo, che negava la natura divina dello Spirito Santo. Il Concilio di Nicea (in Turchia) riunisce vescovi, papi e cardinali e stabilisce l'ortodossia:
- Si impone il Padre Nostro.
- Si promuove la devozione.
- Si riconoscono i sacramenti.
- Si adottano altre preghiere, come il Credo.
- L'arianesimo diventa eresia.
Costantino sposta la capitale a Costantinopoli, l'ex Bisanzio, una città cristiana, e crea un nuovo esercito per difendere la cristianità.
Le invasioni barbariche
I Goti vengono schiavizzati e arruolati dai Romani. Dopo il disastro di Adrianopoli, entrano nell'Impero, ma Roma intende sfruttarli per difendere il limes. I Goti sterminano l'esercito romano e devastano il Sud della penisola e la Spagna.
- Ostrogoti: fino alla Gallia e alla Spagna.
- Visigoti: con Alarico saccheggiano Roma due volte (sacchi di Roma).
Teodosio e la divisione dell'Impero
Nel 380 Teodosio fa del cristianesimo religione di Stato e firma la pace con i Visigoti. Alla sua morte, l'Impero viene diviso in due:
- Arcadio: Oriente
- Onorio: Occidente
Onorio è un ragazzo incapace di governare. Il generale barbaro romanizzato Stilicone mantiene buoni rapporti con i Visigoti e con il re Alarico. Stilicone viene però ucciso a Ravenna su ordine dell'imperatore.
Alarico non si fida più di Roma e la saccheggia per la terza volta, dopo tre giorni di assedio, ma muore poco dopo. Il successore Ataulfo sposa Galla Placidia, sorella di Onorio, e fonda il primo regno romano-barbarico (427) nella Gallia sud-occidentale.
Arcadio non interviene in aiuto del fratello. L'Oriente, più ricco, resiste fino al 1453, con la caduta di Costantinopoli.
Fine dell'Impero d'Occidente (476)
Nel 476 il capo barbaro Odoacre depone l'ultimo imperatore d'Occidente, Romolo Augustolo, ponendo fine all'Impero. I Vandali saccheggiano Roma per la terza volta, dopo l'accordo con papa Leone I per non uccidere né distruggere i templi. Ai tempi di Valentiniano III, figlio di Galla Placidia, l'imperatore viene ucciso e non riesce a contrastare l'avanzata barbarica.
I regni romano-barbarici
I regni romano-barbarici si formano alla fine del V secolo e prendono questo nome perché i barbari occupano territori romani. Il nuovo regno si organizza in due parti: l'esercito e il potere politico sono gestiti dai barbari, mentre l'amministrazione civile resta affidata ai Romani.
La convivenza è pacifica. La principale differenza è religiosa: i barbari sono ariani, mentre i Romani sono cattolici.
Barbari e popoli
I barbari non sono un'entità biologica, ma appartengono a popoli diversi per cultura. Vengono chiamati così perché parlavano lingue diverse dal latino, considerate rozze dai Romani.
Popoli germanici
Sono biondi, organizzati in tribù e parlano lingue germaniche:
- Franchi: Gallia del Nord.
- Visigoti: Gallia del Sud e Spagna.
- Ostrogoti.
- Alamanni, Svevi, Burgundi, Angli e Sassoni (Britannia).
- Vandali: dalla Bulgaria all'Africa, poi Corsica e Sardegna.
Unni
Popolo nomade originario della Russia, si spinge verso Roma sotto Attila, fermato da papa Leone I con un accordo. Poi scompaiono.
Etnogenesi
Il processo di etnogenesi è la fusione di più popoli, che dà origine a nuove etnie.