Il Crollo di Wall Street e la Grande Depressione del 1929
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L'ascesa economica degli anni '20
Dopo la guerra, il sistema economico occidentale conobbe, nel corso degli anni '20, una fase di notevole sviluppo. La potenza che ottenne il maggiore sviluppo economico, caratterizzato da alti profitti e da un'elevata produzione, furono gli Stati Uniti. Iniziò l'epoca dei consumi di massa; questa fase di crescita economica si interruppe bruscamente a causa di una grave crisi che ebbe inizio il 24 ottobre 1929, durante la quale si verificò il crollo della borsa di Wall Street, a New York.
Le cause del crollo
Si trattò di una crisi di sovrapproduzione, dovuta all'eccesso di offerta rispetto alla domanda insufficiente. Il fattore che incise fortemente nell'affermazione di tale crisi fu la speculazione finanziaria. Per tutti gli anni '20, l'acquisto e la vendita di titoli azionari erano diventati una sorta d'investimento di massa, poiché sembrava che la borsa potesse far guadagnare tanto in poco tempo.
Conseguenze globali
Il crollo della borsa incise in modo particolare sull'economia, apportando conseguenze molto gravi, quali:
- Chiusura delle fabbriche.
- Licenziamenti di massa.
- Grave tasso di disoccupazione.
La crisi si diffuse anche in Europa, provocando una progressiva diminuzione dei commerci. Particolarmente gravi furono gli effetti della crisi in Germania e Austria, che facilitarono l'ascesa del nazismo. La crisi costituì un grave fattore d'instabilità internazionale economica e politica; queste furono le basi che anticiparono lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Le risposte alla crisi
Si cercò di placare la crisi attraverso l'intervento dello Stato in campo economico. Questa teoria nacque dal pensiero dell'economista britannico Keynes, il quale sostenne che l'economia da sola non poteva sorreggersi, poiché occorreva l'intervento dello Stato con gli opportuni provvedimenti. Un fattore molto importante per garantire lo sviluppo economico risultò essere la spesa pubblica, utilizzata a sostegno della domanda.
Il New Deal di Roosevelt
Anche gli Stati Uniti attraversarono la crisi. Colui che tentò di superarla fu il democratico Roosevelt. Con lui iniziò una nuova fase della storia statunitense che egli chiamò New Deal (“nuovo corso”): un programma costituito dall'instaurazione di nuove misure politiche, di ordinamento e di controllo.
Misure di risanamento
Importante fu la nascita della legge per il risanamento industriale nazionale, attraverso la quale:
- Si stabilivano ingenti fondi per i lavori pubblici.
- S'introducevano misure per limitare la concorrenza tra imprese.
- Si garantiva un salario minimo ai lavoratori.
Si cercò inoltre di migliorare l'agricoltura, visto che aveva risentito in modo particolare della crisi. Roosevelt provvedeva a garantire alla sua politica il necessario consenso, sia instaurando una sorta di collaborazione con le organizzazioni sindacali, sia sviluppando una politica di assistenza sociale, attraverso la quale introduceva risarcimenti per malattia, disoccupazione e vecchiaia.