La Desamortización y la Transformación de la Propiedad Agraria en España
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Il processo di confisca e di trasformazione agraria
Le terre della nobiltà erano vincolate in modo tale da non poter essere vendute o divise, dovendo rimanere integre per il primogenito. La Chiesa, proprietaria di grandi appezzamenti di terreno, poteva decidere se coltivarli direttamente o affittarli agli agricoltori. Anche i comuni possedevano terreni, generalmente suddivisi in due tipologie: terre comuni (di uso collettivo) e terre proprie (affittate dai comuni a privati per soddisfare i bisogni della comunità). Le terre della Chiesa e dei comuni erano considerate beni inalienabili.
Le riforme liberali
I governi liberali intrapresero riforme per trasformare le strutture di proprietà e le forme di uso del territorio. Gli obiettivi principali furono lo svincolo della proprietà nobiliare ed ecclesiastica e la restituzione delle terre ai comuni. Il processo si articolò in due fasi:
- Disimpegno: Abolizione del sistema feudale e della primogenitura.
- Confisca: Sequestro statale dei beni (prima ecclesiastici, poi comunali) e successiva vendita all'asta.
Fasi storiche della desamortización
La confisca è un processo storico ampio, iniziato con la vendita dei beni dei Gesuiti e conclusosi nel 1924, durante la dittatura di Primo de Rivera. Le tappe fondamentali includono il regno di Carlo IV, le Cortes di Cadice (1811-1813) e la reggenza di Maria Cristina. Particolarmente rilevante fu la fase di Mendizábal, che rese il sequestro un processo irreversibile.
Il sequestro di Mendizábal
Mendizábal, durante la reggenza di Maria Cristina, avviò riforme cruciali:
- Soppressione delle istituzioni religiose (decreto del 19 febbraio 1836).
- Vendita dei beni delle comunità estinte.
- Abolizione della decima e confisca dei beni del clero regolare (decreto del luglio 1837).
Gli obiettivi erano finanziare la guerra carlista, ridurre il debito pubblico, modificare la struttura della proprietà ecclesiastica e consolidare il consenso verso il regime liberale.
La legge di Pascual Madoz (1855)
Nel 1855, durante il biennio progressista, il processo riprese con Pascual Madoz. La legge generale di confisca estese la vendita ai beni comunali appartenenti ai comuni.
Effetti e bilancio del processo
Sebbene il processo abbia favorito l'espansione della superficie coltivata, i risultati non furono del tutto positivi:
- Obiettivi finanziari: Il debito pubblico non scomparve.
- Classe media: Non si riuscì a creare una vasta classe media di proprietari terrieri.
- Impatto sociale: Le condizioni di vita dei piccoli contadini peggiorarono a causa dell'alienazione dei beni comunali.
- Politica: Il sequestro consolidò il regime liberale.
Non si può definire un fallimento della riforma agraria, poiché l'obiettivo non era la distribuzione equa della terra, ma la raccolta di fondi per lo Stato. Nel XIX secolo, l'agricoltura era la spina dorsale dell'economia, caratterizzata da una stagnazione secolare che iniziò a mutare solo a metà secolo grazie all'intensificazione delle colture, nonostante le crisi dovute alla scarsa competitività dei cereali e alla fillossera.