Dinamiche e Conseguenze della Guerra Civile Spagnola

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Gli schieramenti in campo

Il lato dei ribelli godeva del sostegno di: falangisti, carlisti, realisti, la maggior parte degli ufficiali della CEDA, parte della Lliga Catalana, piccoli proprietari terrieri, latifondisti e la Chiesa cattolica.

Il Fronte Popolare contava invece sul supporto di: oltre la metà dell'esercito, il movimento operaio e la piccola borghesia progressista.

Aiuti internazionali

Il blocco nazionalista

Franco ricevette da Hitler equipaggiamento militare e aerei per il trasporto truppe dall'Africa alla Spagna. La Germania inviò la Legione Condor e 600 aeromobili, spinta da ragioni economiche (minerali e materie prime) e strategiche (indebolire la Francia). Mussolini inviò 1.000 carri armati, 2.000 cannoni, 700 aerei, munizioni, carburante e 50.000 uomini, motivato da simpatia ideologica e dal desiderio di guadagnare un alleato nel Mediterraneo.

Il blocco repubblicano

L'aiuto al lato repubblicano fu negato da Francia e Gran Bretagna per timore di Hitler e Mussolini. L'URSS, sotto Stalin, approvò l'invio di centinaia di aerei e carri armati, pagati con le riserve d'oro e d'argento della Banca di Spagna. Le motivazioni sovietiche includevano: compensare il sostegno italo-tedesco, mantenere la credibilità dell'URSS come guida della rivoluzione proletaria e distogliere l'attenzione delle potenze fasciste dall'Europa centro-orientale.

I sovietici promossero inoltre la creazione delle Brigate Internazionali, una forza composta da circa 40.000 volontari provenienti da tutto il mondo per combattere l'ascesa del fascismo.

Le fasi della guerra civile

  • Dal 17 luglio 1936 alla metà del 1937: Franco si sposta dal Marocco con 50.000 uomini. L'esercito ribelle dimostra una superiore organizzazione e disciplina. Inizia la persecuzione sistematica dei nemici.
  • Dalla metà del 1937 all'estate 1938: Le truppe franchiste conquistano la penisola settentrionale. Vengono bombardati centri civili come Valencia, Madrid, Barcellona e Guernica. Si combatte duramente nelle zone dell'Ebro, Aragona e Castellón.
  • Dal luglio 1938 all'aprile 1939: Il fallimento del fronte dell'Ebro segna la sconfitta repubblicana. Nel dicembre 1938 cade la Catalogna e il 28 marzo 1939 cade Madrid. La guerra ha termine.

Divisioni interne e politica

Il lato repubblicano soffrì fin dall'inizio di una mancanza di unità politica:

  • Anarchici: Sostenevano che la vittoria militare e la rivoluzione sociale fossero processi inseparabili, promuovendo la collettivizzazione delle terre.
  • Comunisti e socialisti: Ritenevano che la rivoluzione ostacolasse l'efficacia bellica e preferivano rimandare il cambiamento del sistema capitalistico.

I ribelli, privi di un progetto politico iniziale, nominarono nel settembre 1936 Francisco Franco come "Capo del Governo dello Stato", conferendogli poteri assoluti. Tra le prime misure: abolizione della riforma agraria, messa al bando dei partiti politici, creazione della Falange Spagnola Tradizionalista, abolizione del diritto di sciopero e censura della stampa.

Conseguenze del conflitto

Repressione e giustizia

Dopo il 1° aprile 1939, non vi fu pace né perdono. La "Legge di responsabilità politica", con effetto retroattivo, perseguitò chiunque avesse collaborato con i repubblicani. I tribunali militari operarono senza un giusto processo, condannando migliaia di persone a lunghe pene detentive o alla morte.

Impatto demografico ed economico

  • Demografia: Circa 243.000 morti diretti, oltre a vittime per malattie e malnutrizione. La perdita totale di popolazione è stimata tra 750.000 e 1 milione di persone.
  • Agricoltura e industria: Produzione ridotta rispettivamente del 20% e del 30%, causando carestie e razionamento alimentare.
  • Infrastrutture: Distruzione massiccia di ferrovie, porti e oltre 500.000 abitazioni.

Cultura e società

Il dopoguerra fu caratterizzato dal mercato nero, dall'epurazione del personale fedele alla Repubblica e da una rigida limitazione della creatività culturale. La propaganda di entrambi i fronti utilizzò manifesti iconici per mobilitare la popolazione, mentre l'esilio divenne il destino di molti intellettuali e cittadini.

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