Dinamiche di Mercato: Concorrenza Pura, Monopolio e Ruolo dello Stato
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La determinazione del prezzo in regime di concorrenza pura
In un mercato di concorrenza pura, il prezzo di vendita è uguale per tutte le imprese:
- Se è più alto: nessun consumatore acquista i prodotti.
- Se è uguale: è il prezzo che realizza l'equilibrio tra la domanda e l'offerta.
- Se è più basso: tutte le altre imprese si adeguano, oppure, se il prezzo è inferiore ai costi, l'impresa è destinata a fallire.
Vantaggi del mercato a libera concorrenza
Il regime di libera concorrenza realizza una situazione di ottimo, ovvero la migliore condizione possibile per la collettività. Ciò accade per tre motivi:
- Il prezzo del bene tende a uguagliare il costo di produzione dei beni stessi.
- La concorrenza realizza la sovranità del consumatore (le imprese si adeguano ai desideri dei consumatori).
- La concorrenza spinge l'impresa a utilizzare i fattori produttivi (capitale e lavoro) in modo efficiente, garantendo che il sistema economico realizzi il massimo volume possibile di produzione.
Se il bene è scarso, la domanda supera l'offerta, il prezzo sarà più alto e ci sarà un impiego intensivo di lavoro rispetto al capitale; se il bene è abbondante, l'offerta supera la domanda, il prezzo sarà più basso.
Laissez-faire
Secondo questa teoria, qualsiasi intervento dello Stato nella vita economica porterebbe a una distruzione di ricchezza.
Interventi dello Stato
- Lo Stato deve garantire il quadro concorrenziale.
- Lo Stato deve intervenire per ridurre le disuguaglianze nella distribuzione del reddito.
- Lo Stato deve assicurare alcuni servizi primari (es. difesa nazionale).
Critiche al Laissez-faire
- Costi sociali e beni pubblici: Non è vero che in concorrenza pura il prezzo tende sempre ad uguagliare il costo di produzione. Esistono beni pubblici che le imprese private non hanno convenienza a produrre, portando al cosiddetto fallimento del mercato.
- Sovranità del consumatore: Non è sempre garantita, poiché le grandi imprese possono influenzare i gusti dei consumatori tramite la pubblicità.
Il Monopolio
Il monopolio è l'opposto della concorrenza pura: c'è una sola impresa che offre una merce a fronte di molti consumatori. Di conseguenza, l'impresa monopolistica può fissare il prezzo desiderato.
È fondamentale distinguere tra:
- Domanda elastica: un piccolo aumento del prezzo causa una notevole diminuzione della quantità domandata.
- Domanda rigida: un aumento del prezzo provoca solo una piccola diminuzione della quantità domandata.
L'obiettivo dell'impresa è il massimo profitto totale (ricavi meno costi). Il punto sulla curva di domanda che corrisponde al prezzo e alla quantità che assicura il massimo profitto è definito punto di Cournot.
Discriminazione dei prezzi
L'impresa monopolistica può attuare una politica di discriminazione dei prezzi, vendendo lo stesso bene a prezzi diversi a seconda dell'acquirente. La rendita del consumatore è la differenza tra il prezzo che un consumatore sarebbe disposto a pagare e quello effettivamente pagato; tale rendita è generalmente elevata per i ricchi e vicina allo zero per i poveri.
Vantaggi del monopolio
I costi di produzione vengono ridotti grazie alla divisione del lavoro e allo sfruttamento del progresso tecnologico. Le grandi imprese monopolistiche possono risolvere problemi a costi inferiori rispetto alle piccole imprese, ottimizzando la scelta dei fornitori e la logistica.
Intervento dello Stato
1. Nazionalizzazione
Alcune imprese sono state acquisite dallo Stato per sfruttare i vantaggi del monopolio. In Italia, esempi storici includono i servizi elettrici, ferroviari e telefonici.
2. Privatizzazione
Lo Stato, non ottenendo i frutti sperati, ha venduto molte aziende ai privati. Le privatizzazioni possono essere:
- Formali: le imprese vengono trasformate in S.p.A., ma lo Stato rimane l'unico proprietario.
- Sostanziali: lo Stato vende tutto o parte delle azioni detenute.