Diritto, Moralità e Usi Sociali: Fondamenti della Regolazione Sociale

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Diritto, Moralità e Usi Sociali: Le Norme della Società

Attualmente, le norme o regole di condotta che regolarizzano i comportamenti personali e sociali sono raggruppate in codici di autoregolamentazione. Questi sono diversi tra loro, in quanto possiedono caratteristiche distinte. Questa situazione è stata determinata dalla crescente complessità della vita sociale: ogni organizzazione possiede un proprio codice di norme, il che ha portato a una molteplicità di codici normativi.

Tra i vari codici di regole, ne sono sempre stati evidenziati tre principali:

  • Diritto
  • Moralità
  • Usi sociali

Lo scopo di questi codici è la sistemazione dei comportamenti degli individui per modellare il comportamento "ufficiale". Essi rappresentano, dunque, i principali agenti di controllo e di organizzazione della vita sociale.

La relazione sistematica tra diritto, morale e usi nell'organizzazione sociale

Se la presenza e l'azione combinata dei tre tipi di regole (diritto, morale e usi sociali) è fondamentale, l'importanza di ciascuno dipende dal valore attribuito dalla società stessa. Di conseguenza, la complementarità funzionale tra la legge, la morale e gli usi sociali subirà un cambiamento costante nel tempo.

Complementarità fra diritto e morale

Nel nostro tempo si sta sviluppando una serie di fattori che cercano la separazione e l'opposizione tra la morale e la legge. Ciò favorisce la tendenza a pensare a una legge generale e comune per tutti, ma amorale. In caso contrario, se il ruolo primario della legge fosse quello di unire e pacificare i rapporti sociali, questi sarebbero in pericolo a causa di un conflitto aumentato. Tutto questo incoraggia la vecchia tesi dell'indipendenza del diritto dalla morale.

Tuttavia, questo processo è ostacolato dall'effetto disumanizzante del disimpegno morale che si sta verificando nel diritto. Perciò, gli uomini hanno ricominciato ad attribuire importanza ai principi e alle considerazioni morali. Non sorprende, quindi, la crescente rilevanza della dottrina della complementarità strutturale e funzionale tra morale e legge.

Infatti, se il comportamento degli uomini è soggetto sia a norme morali che giuridiche, appare logico che la regolamentazione giuridica coincida con le credenze e le convinzioni morali. L'accettazione della complementarità tra morale e diritto pone, inevitabilmente, il problema degli effetti pratici che essa produce nel diritto.

Opzioni nella regolamentazione giuridica

Esistono due opzioni principali:

  1. Pieno rispetto della libertà dell'individuo: la legge disciplina il minimo indispensabile (questa opzione include concetti religiosi, politici e idee morali individuali).
  2. Imposizione dei principi di moralità superiore: la legge impone alla società i principi di una moralità considerata superiore (il gruppo impone legalmente una condanna morale più forte per i comportamenti non considerati accettabili).

Quale opzione è più difendibile?

La risposta dipende dal punto di vista adottato. Da un lato, la legge serve l'individuo; inoltre, le disposizioni di legge devono essere generali e uniformi per tutti i membri. Il rispetto della privacy e l'autonomia dell'individuo devono essere considerati postulati primari ed essenziali.

Tuttavia, è anche inevitabile che, in caso di conflitto, la proposta normativa debba rifarsi alle convinzioni etiche e ai valori fondamentali della società.

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