Disagio minorile ed esclusione sociale: cause, fattori e dinamiche
Classificato in Psicologia e Sociologia
Scritto il in
italiano con una dimensione di 4,43 KB
Fattori di rischio e dinamiche del disadattamento minorile
Il disadattamento minorile è un fenomeno complesso, derivante dall'interazione di molteplici fattori che agiscono come causa ed effetto. Tra i principali elementi che influenzano questo processo troviamo:
- Cultura: L'emergere di culture marginali, la diffusione di droghe, la violenza, il razzismo, l'intolleranza e l'accesso limitato al tempo libero e allo sport.
- Habitat: Eccessivi cambiamenti culturali degli immigrati, sradicamento sociale, esodo dalle aree rurali verso quelle urbane e violenza sociale in specifici distretti.
- Gruppi dei pari: Mancanza di rapporti di parità con coetanei, problemi di adattamento e rifiuto del bambino all'interno del gruppo.
Prospettive teoriche sul mismatch sociale
Il problema della mancata corrispondenza (mismatch) viene solitamente affrontato da due punti di vista: quello individuale e quello del contesto sociale. Secondo J.V. Merino (1987), il processo di socializzazione è un percorso interattivo di apprendimento sociale che permette alla persona di interiorizzare contenuti culturali e integrarsi nella società. Quando questo processo è carente o inadeguato, si generano comportamenti in conflitto con il contesto sociale.
Merino sostiene che la discrepanza non sia una malattia, ma un fallimento nel processo di socializzazione, il cui trattamento migliore risiede nella prevenzione precoce. In linea con C. Sanchez (1983), è necessario intervenire sia sul singolo, fornendogli spazi adeguati per affrontare attivamente le relazioni sociali, sia sul contesto sociale che ha generato tale disadattamento.
Caratteristiche psicologiche del minore disadattato
Secondo J. Valverde, le caratteristiche fondamentali del minore disadattato sono l'immaturità e l'insicurezza:
- Immaturità: Si manifesta attraverso la vulnerabilità alle contingenze ambientali e la pressione dei media. Il minore vive in una condizione di egocentrismo e opposizione permanente, sentendosi vittima e aggressore al tempo stesso.
- Vuoto esistenziale: Assenza di legami con il passato, mancanza di radicamento nel presente e assenza di proiezione verso il futuro.
- Insicurezza situazionale: Si esprime attraverso una capacità strumentale (evitare punizioni), risposte esagerate agli stimoli e imprevedibilità comportamentale.
- Insicurezza relazionale: Caratterizzata da diffidenza, indifferenza affettiva, labilità emotiva e difficoltà nell'esprimere le proprie emozioni.
Tipologia dell'emarginazione minorile
L'esclusione sociale rappresenta lo stato di un individuo o di un gruppo che si discosta da ciò che è considerato "normale" in una determinata società. La marginalizzazione implica uno svantaggio economico e un mancato accesso ai servizi sociali e ai centri decisionali.
Fattori che generano l'esclusione
I fattori che portano all'emarginazione possono essere suddivisi in:
- Fattori endogeni (personali): Problemi legati a disfunzioni d'organo o disabilità fisiche/psichiche che rafforzano i vincoli di emarginazione.
- Fattori esogeni (ambientali):
- Famiglia: Principale agente di socializzazione; le sue disfunzioni (economiche, affettive, educative) influenzano direttamente il minore.
- Ambito educativo e culturale: Il sistema scolastico può diventare un fattore determinante per l'integrazione o l'emarginazione.
- Fattori ecologici: La formazione di periferie degradate che producono destrutturazione sociale.
- Fattori di gruppo: Discriminazioni basate su razza, lingua o religione.
Tipologie di esclusione minorile
- Salute: Disabilità fisiche o sensoriali, malnutrizione, inadeguatezza delle vaccinazioni.
- Famiglia: Deprivazione affettiva, assenza di figure genitoriali o incapacità di cura.
- Istruzione: Tassi di abbandono scolastico, mancanza di motivazione e mobilità studentesca.
- Economico-lavorativa: Sfruttamento del lavoro minorile, disoccupazione giovanile e mancanza di opportunità per i giovani con disabilità.