Il Dispotismo Illuminato di Carlo III: Riforme e Trasformazioni in Spagna

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La pratica del dispotismo illuminato: Carlo III

Il regno di Carlo III è stato determinante nello sviluppo delle politiche di riforma, poiché ha segnato la restaurazione del dispotismo illuminato in Spagna: un sistema razionale, antitradizionalista, immutabile e antidemocratico. Il dispotismo illuminato presentava tuttavia seri limiti, il maggiore dei quali era il bilancio (mancanza di risorse).

Per attuare la sua politica, il re si circondò di un team di segretari, che all'epoca iniziarono a essere chiamati ministri. Tra questi, alcuni provenivano dal regno precedente, mentre altri, come il Marchese di Esquilache e il Marchese di Grimaldi, erano di origine italiana. Tuttavia, i ministri italiani promossero la crescita di politici spagnoli come Campomanes e Floridablanca.

La rivolta di Esquilache

Durante i primi anni del regno di Carlo III, la politica di riforma fu guidata da un governo composto da stranieri; questo fatto suscitò l'opposizione dei privilegiati e le proteste del popolo, che vedeva le riforme come misure di importazione che alteravano i costumi tradizionali spagnoli. In questo contesto, qualsiasi misura impopolare rappresentava un grosso rischio per il governo. Nel marzo 1776 scoppiò a Madrid una rivolta popolare, nota come la Rivolta di Esquilache.

Il pretesto fu un decreto di polizia municipale che insisteva sulla necessità di applicare una vecchia regola che richiedeva l'abbandono di lunghi cappotti e cappelli a tesa larga. La regola mirava a ridurre la criminalità e faceva parte di una serie di attività di riqualificazione urbana (pulizia delle strade, illuminazione notturna, rete fognaria) che furono respinte. Il popolo di Madrid fece irruzione nelle case di Grimaldi ed Esquilache e affrontò i valloni. Le strade lastricate e i lampioni furono distrutti. Carlo III promise che avrebbe destituito il ministro.

Le conseguenze della rivolta sulle riforme

La rivolta di Esquilache segnò una svolta politica per il regno di Carlo III. Le conseguenze più importanti furono:

  • Riforme più caute: Il re revocò le promesse fatte agli ammutinati e, sebbene abbia rimosso Esquilache, continuò ad applicare le riforme politiche con maggiore cautela. I principali beneficiari furono Campomanes e Floridablanca, che acquisirono un ruolo politico considerevole.
  • Creazione di nuovi uffici comunali: La politica realista iniziata da Esquilache fu mantenuta, ma applicata gradualmente.
  • Espulsione dei Gesuiti: I gesuiti furono le principali vittime della rivolta, poiché accusati di averla organizzata; furono espulsi dal regno nel 1767. Carlo III fece pressione anche sul Papa affinché sciogliesse la Compagnia di Gesù. Questa mossa della monarchia provocò una grande opposizione intellettuale. L'espulsione fu un esplicito avvertimento ai nemici dell'assolutismo e delle sue riforme.
  • Provvedimenti relativi alla nobiltà: L'unica misura rilevante fu la limitazione del numero di nobili, costringendoli a provare il loro status (misura nota come farcitura di nobili). Furono inoltre invitati a dedicarsi a lavori produttivi, professioni manuali oneste e al commercio.

Riforme economiche e sociali

L'impulso all'agricoltura fu una priorità per rilanciare l'economia. Per questo motivo, si discusse della necessità di avviare una riforma agraria:

  • Aumentare la produzione agricola e realizzare un mercato trasparente.
  • Promuovere la stabilità sociale, creando uno spazio per i ricchi proprietari terrieri.
  • Aumentare le entrate agricole tramite una tassa sul reddito agricolo, sugli acquisti e sulle vendite.

Cambiamenti nella struttura proprietaria: Gli illuministi sostennero che le terre e gli immobili in mano alla Chiesa dovessero essere oggetto di vendita. Questa misura, tuttavia, non fu affrontata e la proprietà terriera rimase inalterata. La liberalizzazione del mercato del grano determinò forti aumenti dei prezzi.

Opere pubbliche e finanza

  • Colonizzazione: Si promosse la colonizzazione di nuove terre, come la Sierra Morena e la Valle del Guadalquivir.
  • Infrastrutture: Proseguì la costruzione di opere pubbliche, come il Canale di Castiglia e il Canale d'Aragona. Fu inoltre progettato un piano radiale di strade da Madrid e una rete di oltre 700 locande e ponti.
  • Finanziamento del debito pubblico: Per ripianare i debiti derivanti dalle guerre, fu creata la Banca Nazionale di San Carlos, per gestire il patrimonio reale del debito pubblico.

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