Distribuzione delle Attività Agricole e Sistemi di Irrigazione nella Penisola Iberica

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Distribuzione delle Attività Agricole nella Penisola Iberica

La mappa illustra la proposta agricola e le diverse zone designate della penisola iberica. L'attività mista con l'allevamento del bestiame caratterizza principalmente le regioni del nord, ovvero Galizia, Asturie, Cantabria e Paesi Baschi, insieme alla parte occidentale di León e Zamora. Anche una vasta parte del Portogallo rientra in questo gruppo. Le ragioni principali sono:

  • Clima: Si tratta di una zona a dominio atlantico, con piogge abbondanti e regolari durante tutto l'anno e temperature annuali miti, senza grandi oscillazioni. È un clima ideale per lo sviluppo di prati e boschi, e quindi per l'allevamento.
  • Rilievo: È una zona montuosa dal terreno irregolare, con poche aree pianeggianti adatte alla coltivazione intensiva.
  • Tradizione storica e sistema fondiario: Nella zona domina la piccola agricoltura di sussistenza, che sta progressivamente lasciando spazio all'allevamento bovino.

Nonostante ciò, l'agricoltura non è scomparsa del tutto dalla zona, mantenendosi soprattutto nei terreni più fertili.

Foreste e Pascoli

La seconda categoria riguarda l'estensione delle foreste e dei pascoli. Si può osservare dalla mappa come queste aree coincidano con le grandi catene montuose della penisola, zone che, per ragioni di topografia e clima, non possono essere utilizzate per l'agricoltura intensiva: il Cantabrico, i Pirenei, il Sistema Centrale, i Montes de León, il nord della Sierra di Cáceres, i Montes de Toledo, la Sierra Morena, i Sistemi Betici e la Cordigliera iberica catalana. In tutti questi casi, le quote più alte sono occupate da foreste, mentre scendendo di quota si trovano i pascoli.

Agricoltura Irrigua e Gestione delle Risorse Idriche

Per quanto riguarda l'agricoltura irrigua, essa si trova sparsa in molte zone della mappa: Valencia, Alicante, Murcia, la Valle del Guadalquivir, piccole aree dell'Estremadura, l'Algarve portoghese, la Valle del Douro, la Valle del Tago e la Valle dell'Ebro.

L'irrigazione, intesa come sistema che permette la coltivazione in zone che ricevono poca acqua naturalmente, è fondamentale in Spagna, dato che solo il 26% del territorio è classificato come "umido".

Evoluzione Storica e Politica

Fin dai tempi storici (dominazione romana e musulmana), l'irrigazione è stata una tecnica ampiamente utilizzata. In epoca contemporanea, nel 1902, fu approvato il Piano Gasset (First National Water Works), che mirava a raddoppiare la superficie coltivata tramite questo sistema. Sebbene sviluppato solo parzialmente, contribuì all'espansione di colture come la barbabietola da zucchero e il cotone, ponendo le basi per il Piano Nazionale delle Opere Idrauliche del 1933.

Tuttavia, tutti questi progetti si sono scontrati con un grave inconveniente: la struttura della proprietà, dominata dal latifondismo, che ha ostacolato il progresso. Successivamente, dopo la guerra civile, la politica dell'INC (Istituto Nazionale di Colonizzazione) si è orientata verso l'espansione degli impianti di irrigazione nelle aree di insediamento e verso la ricomposizione fondiaria.

Attualmente, la produzione irrigua, come il resto delle attività primarie spagnole, segue le linee guida della Politica Agricola Comune (PAC) dell'Unione Europea.