La Dittatura di Primo de Rivera: Dalla Crisi della Restaurazione alla Caduta della Monarchia

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La crisi del sistema costituzionale (1917-1923)

La crisi dell'estate del 1917 ha accelerato la distruzione del regime costituzionale del 1876. Una volta che il governo di coalizione del 1918 fallì nel suo tentativo di riformare il sistema, contenere l'inflazione e ripristinare l'ordine sociale, si entrò in un periodo di cinque anni (1919-1923) caratterizzato da governi conservatori di maggioranza (nove in totale). Questi anni furono segnati da un conflitto sociale ad alta intensità, la sospensione delle garanzie costituzionali, l'ingresso dei militari nella vita politica, il rafforzamento dei movimenti operai, le rivolte contadine in Toscana (il cosiddetto Triennio bolscevico) e, soprattutto, la presenza di gruppi armati. L'assassinio del primo ministro Dato nel 1921 è un chiaro esempio della situazione critica dell'epoca.

In questo contesto, il disastro di Annual (luglio 1921) e lo sviluppo dell'Expediente Picasso, che portò ad accesi dibattiti in Parlamento e vide l'opposizione dell'esercito per le responsabilità che ne sarebbero derivate, precipitarono gli eventi. Il colpo di Stato fu visto da alcuni settori come l'unica soluzione, come indicato da Primo de Rivera nel testo in esame.

La Dittatura di Primo de Rivera

Sotto la dittatura di Primo de Rivera si distinguono due fasi: la Directory militare (1923-1925) e la Directory civile (1925-1929). Nel corso della prima, il dittatore sviluppò il programma annunciato nel manifesto del colpo di Stato. Proclamò lo stato di guerra per due anni, sospese la Costituzione del 1876, sciolse il Parlamento, introdusse la censura sulla stampa e vietò l'attività dei partiti politici e dei sindacati.

Politiche repressive e centralizzazione

  • Militarizzazione della politica pubblica: repressione severa contro la CNT e il PCE, dichiarati illegali.
  • Soppressione del nazionalismo: divieto dell'uso dei simboli catalani.
  • Riforma amministrativa: tentativo di distruggere il sistema del caciquismo sostituendo i governatori provinciali con militari.
  • Statuto comunale (1924): controllo dei comuni tramite membri eletti dai collaboratori del regime.
  • Regolamento Provinciale (1925): soppressione della Mancomunidad de Cataluña.

Il problema del Marocco e la politica economica

Sul problema del Marocco, Primo de Rivera cercò una soluzione negoziata, ma l'attacco a Chefchaouen (1924) e l'avanzata di Abd-el-Krim lo spinsero verso un'offensiva militare. Nel 1925, lo sbarco di Alhucemas fu un successo clamoroso. Successivamente, il dittatore sostituì la commissione militare con un governo civile, istituzionalizzando il regime attraverso l'Assemblea Nazionale Consultiva e una politica economica interventista. Quest'ultima si basò sul nazionalismo economico, alti dazi protettivi e grandi opere pubbliche, creando monopoli di Stato come CAMPSA e la Compañía Telefónica Nacional de España.

La crisi del regime e la fine della monarchia

Nonostante lo sviluppo di una politica sociale (alloggi, scuole, servizi sanitari) e l'organizzazione di "comitati paritetici" per risolvere i conflitti di lavoro, l'opposizione al regime crebbe. L'esercito, gli intellettuali (Unamuno, Ortega y Gasset), i repubblicani e i socialisti iniziarono a cospirare. Con l'aggravarsi della crisi economica (svalutazione della peseta e aumento del debito pubblico), Alfonso XIII decise di rimuovere il dittatore, che si dimise il 28 gennaio 1930.

Il tentativo di tornare alla normalità costituzionale con il governo del generale Dámaso Berenguer fallì. Nel 1930, con il Patto di San Sebastián, le forze repubblicane e nazionaliste si unirono per proclamare la repubblica, segnando la fine definitiva del regime del 1876.

Analisi del documento

Il testo analizzato è di natura politica e circostanziale: si tratta di un estratto del Manifesto del colpo di Stato del 13 settembre 1923, in cui Miguel Primo de Rivera espone le motivazioni e gli obiettivi del nuovo regime, presentandosi come un rigeneratore della nazione.

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