La Dittatura di Primo de Rivera: Origini, Sviluppo e Caduta del Regime

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Le Cause del Colpo di Stato Militare di Primo de Rivera

Il colpo di stato fu una strategia politico-militare per raggiungere il potere con la forza. Si possono distinguere due fasi principali:

  • Fase 1 (Militare): volta a evitare il collasso militare, atto con cui il comandante militare legge un manifesto per ottenere l'adesione dei costituzionalisti.
  • Fase 2 (Politico-civica): coinvolgimento di persone che avrebbero sostituito le autorità liberali con un sistema assolutista.

Tra le ragioni del colpo di stato, dobbiamo evidenziare l'instabilità e il blocco del sistema politico parlamentare, la paura delle élite economiche di una rivoluzione sociale, la crescente influenza del repubblicanesimo e del nazionalismo periferico, e infine il malcontento dell'esercito dopo il Disastro di Annual.

Nel suo manifesto inaugurale, Primo de Rivera annunciò la sua determinazione a liberare il paese dai cacicchi e a porre fine al banditismo politico, all'indisciplina sociale e alle minacce per l'unità nazionale. Alcuni storici suggeriscono che Primo de Rivera stesse cercando di evitare che il regime politico venisse finalmente democratizzato; l'ultimo governo di García Prieto aveva infatti tentato un emendamento alla Costituzione, alla legge elettorale e al sistema di potere e delle relazioni industriali. La dittatura fu una soluzione incostituzionale per fermare la possibile riforma che poteva rappresentare una minaccia per alcuni settori.

L'Opposizione Patriottica alla Dittatura

I vecchi partiti del turno criticarono la durata eccessiva del sistema e alcuni capi militari parteciparono a complotti, come la trama di San Giovanni nel 1926. Per quanto riguarda gli intellettuali e gli accademici, la dittatura cercò uno stretto controllo attraverso la censura e la limitazione delle loro libertà, arrivando persino a chiudere le università. Figure come Ortega y Gasset e Blasco Ibáñez firmarono un manifesto contro la politica culturale; Unamuno fu esiliato e Blasco Ibáñez si trasferì all'estero.

Il conflitto politico si verificò intensamente in Catalogna. Le misure adottate da Primo de Rivera, come la liquidazione del Commonwealth (Mancomunitat) e il divieto dell'uso politico della lingua catalana e del ballo della Sardana, furono ricevute come atti anti-catalani e provocarono un significativo distanziamento. La CNT si schierò contro il regime, il che aggravò lo scontro tra i sostenitori di posizioni radicali e violente.

La Caduta del Dittatore e la Fine del Regime

Il Re Alfonso XIII decise di ritirare la sua fiducia a Primo de Rivera, che rassegnò le dimissioni. Al Generale Berenguer fu chiesto di sostituirlo con il compito di indire elezioni che permettessero il ritorno alla normalità costituzionale (periodo noto come dictablanda). L'opposizione cominciò a organizzarsi: i repubblicani, la sinistra catalana e il PSOE accettarono la firma congiunta del Patto di San Sebastián.

Berenguer non riuscì a preparare le elezioni e fu sostituito da un governo guidato da Aznar, che pianificò tre livelli elettorali: comunali, consigli provinciali e legislative. Il governo decise di tenere come prime le elezioni locali.

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