La Dittatura di Primo de Rivera: Storia, Politica e Caduta (1923-1931)

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La dittatura di Primo de Rivera (1923-1931)

Il colpo di Stato di Primo de Rivera avvenne un anno dopo l'ascesa di Mussolini al potere in Italia. La dittatura di Primo de Rivera non era fascista, ma si presentava come erede della teoria regeneracionista: l'ordine nel Paese.

Durante i primi anni della dittatura, molti settori sociali accolsero il regime con favore. La Spagna rurale, controllata dai capi locali, sostenne la dittatura, e altri settori collaborarono inizialmente, come fu il caso del PSOE e dell'UGT. I nazionalisti, invece, si opposero fermamente, subendo una maggiore repressione.

Le fasi del regime

Primo de Rivera presiedette due governi:

  • Directory militare (1923-1924): Furono sospese le garanzie costituzionali e il funzionamento dell'Amministrazione passò nelle mani dell'Esercito. Venne fondata l'Unione Patriottica, un partito nazionale. L'azione più importante di questo periodo fu la risoluzione del problema del Marocco: nel 1925, un'azione congiunta di Francia e Spagna sconfisse le truppe di Abd el-Krim attraverso lo sbarco di Alhucemas.
  • Directory civile (1925-1930): L'azione della dittatura si concentrò sulla creazione di organismi che sostituissero i partiti politici e sulla formazione di un'Assemblea Nazionale Costituente, eletta su base non democratica.

Politiche e riforme

La directory civile apportò alcune riforme di interesse:

  • Costruzione di nuove strade e ammodernamento della rete ferroviaria.
  • Aumento del numero delle scuole primarie e istituzione di scuole di lavoro.
  • Creazione di monopoli in settori chiave dell'economia (CAMPSA, Telefónica).

La crisi e la caduta del regime

La crescente opposizione al regime, il confronto con i militari, l'ostilità verso il catalanismo, la concessione di privilegi alla Chiesa nell'istruzione superiore e la crisi del 1929 (che causò un progressivo deficit della bilancia commerciale) portarono alla caduta di Primo de Rivera. Il 28 gennaio 1930, il dittatore si dimise e si rifugiò in esilio a Parigi.

Verso la Seconda Repubblica

Il re ordinò la formazione di un governo guidato dal generale Berenguer, che promise un ritorno alla normalità costituzionale. Tuttavia, la lentezza delle riforme spinse le forze politiche a organizzarsi. I partiti nazionalisti e repubblicani firmarono il Patto di San Sebastián (agosto 1930), creando un comitato rivoluzionario guidato da Niceto Alcalá-Zamora per instaurare la repubblica.

Dopo il fallimento del governo Berenguer, il re nominò l'ammiraglio Aznar, che indisse elezioni comunali. Queste furono interpretate come un referendum sulla monarchia. Il 12 aprile 1931, la vittoria dei candidati repubblicani portò all'abdicazione di Alfonso XIII. Lo stesso giorno si formò il governo provvisorio della Seconda Repubblica spagnola, presieduto da Niceto Alcalá-Zamora.