La dittatura di Franco: origini, consolidamento e isolamento internazionale (1939-1959)
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1. Ideologia e supporti sociali
La dittatura di Franco, emersa dopo la Guerra Civile, si estese su tutta la Spagna. Franco concentrò nella sua persona tutti i poteri: capo dello Stato, generalissimo dell'esercito, primo ministro e leader del partito unico. La prima fase della dittatura (1939-1959) fu caratterizzata dall'autarchia, dal razionamento dovuto alla lunga guerra, dall'isolamento esterno e da una feroce repressione.
Fondamenti ideologici
Il nuovo regime poggiava su chiari fondamenti ideologici: tradizionalismo, anti-parlamentarismo, nazional-cattolicesimo, difesa dell'unità della Patria (centralismo estremo) e anti-comunismo. L'elemento chiave fu la dittatura militare. Franco stabilì il suo regime sull'oligarchia latifondista e finanziaria, che riconquistò l'egemonia sociale persa durante la Seconda Repubblica.
- Falangisti: Controllavano la vita economica e sociale attraverso istituzioni come il Fronte della Gioventù e l'Unione Verticale.
- Militari: Costituivano il vero potere politico del regime.
- Cattolici: La Chiesa recuperò il suo potere economico e divenne il principale supporto ideologico.
- Realisti: Nonostante il rifiuto di Franco di cedere il trono a Don Juan de Borbón, molti monarchici collaborarono con la dittatura.
2. Evoluzione politica e ambiente esterno (1939-1959)
L'istituzionalizzazione del regime
Il regime approvò diverse leggi fondamentali, note come Leggi Fondamentali del Movimento:
- Diritto del Lavoro (1938): Divieto di sindacati liberi e creazione di un sindacato unico controllato dalla Falange.
- Atto costitutivo del Parlamento (1942): Elezioni truccate basate su rappresentanze corporative (famiglia, comune, unione).
- Carta degli Spagnoli (1945): Dichiarazione teorica di diritti e doveri impregnata di mentalità cattolica.
- Legge di successione (1946): La Spagna fu dichiarata "regno" e Franco si riservò la facoltà di nominare il suo successore.
Fame e repressione
Gli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta furono segnati dagli "anni di carestia". Il razionamento durò fino al 1952, favorendo il mercato nero (l'Estraperlo) e la corruzione. La repressione fu la strategia di dominazione principale: centinaia di migliaia di prigionieri politici furono rinchiusi in campi di concentramento e le esecuzioni si contarono a decine di migliaia.
Conflitti interni negli anni '50
A partire dagli anni '50 iniziarono le prime proteste operaie e scioperi, seguiti dagli incidenti universitari del 1956 a Madrid. Un punto di svolta fu l'ingresso dei ministri dell'Opus Dei nel governo nel 1957, preludio alla liberalizzazione economica del 1959.
3. Politica estera: dall'isolamento al riconoscimento
Inizialmente, Franco si allineò alle potenze dell'Asse, inviando la Divisione Blu a combattere sul fronte russo. Tuttavia, dopo il 1942, iniziò un prudente spostamento verso gli Alleati. Nel 1946, l'ONU votò contro l'ingresso della Spagna, condannando il regime all'isolamento. La situazione cambiò con la Guerra Fredda: nel 1953 furono firmati gli accordi bilaterali con gli Stati Uniti (installazione di basi militari) e il Concordato con la Santa Sede. La visita del presidente Eisenhower nel 1959 sancì la fine dell'isolamento internazionale.
4. Esilio
Alla fine della Guerra Civile, circa 400.000 persone fuggirono in Francia, Nord Africa e America Latina. Molti esuli finirono nei campi di concentramento nazisti (come Mauthausen), mentre altri parteciparono attivamente alla resistenza francese (Maquis). Il governo repubblicano in esilio si stabilì infine in Messico, sebbene le divisioni interne indebolirono la lotta contro il franchismo, in cui il PCE rimase l'elemento più attivo.