Dogmatismo, Scetticismo e Relativismo: Le Correnti della Conoscenza

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La conoscenza è possibile?

Il dogmatismo

Ingenuità o dogmatismo acritico

Sì, possiamo conoscere la verità; il soggetto può apprendere l'oggetto in realtà e giudicare secondo esso in modo obiettivo e assoluto. È un atteggiamento ingenuo che può condurre al fanatismo, all'ostinazione, all'intolleranza e all'autoritarismo. Queste verità sarebbero rivelate a noi non dalla ragione, ma attraverso alcune scelte (profeti) e sancite in libri sacri come la Bibbia.

Dogmatismo filosofico

La conoscenza è basata sulla ragione: l'evidenza razionale corrisponde alla realtà oggettiva e, pertanto, costituirebbe verità assolute. I principali rappresentanti sono Platone e Cartesio.

Lo scetticismo

Scetticismo assoluto o radicale

La conoscenza non è possibile: non siamo in grado di trovare alcuna verità e dovremmo astenerci dall'adottare qualsiasi punto di vista, mantenendo un atteggiamento persistente di dubbio. Il capostipite è Pirrone di Elide. Lo scetticismo pretende di sapere che nulla può essere conosciuto e che l'unica verità è che non esiste alcuna verità.

Scetticismo metodico

Mira a mettere in discussione e respingere come falsa ogni esperienza che possa essere dubbia, per verificare se esistano prove certe, evidenti e innegabili che siano alla base della conoscenza. Così, Cartesio pratica lo scetticismo metodico, poiché nega la possibilità di una conoscenza immediata, ma prende precauzioni per garantire il raggiungimento della verità, senza incorrere nella credulità o nei pregiudizi.

Meriti dello scetticismo

Il merito risiede nell'evidenziare che non vi è alcuna giustificazione razionale assoluta per ciò che sappiamo. La conoscenza ha basi istintive e vitali che non possono essere provate o dimostrate.

Il relativismo

Ammette che esistano verità, ma queste sono sempre relative, non assolute, né oggettive o universalmente valide. Tutte le verità dipendono dal soggetto, dalle forme di percezione concettuale e dalle circostanze storiche e culturali. Poiché non esistono verità universalmente valide, si parla di verità per me (relativismo soggettivo) o per una comunità in un dato tempo (relativismo culturale). I primi esponenti del relativismo furono i sofisti, Protagora e Gorgia.

La critica

Cerca di mediare tra dogmatismo e scetticismo. Afferma la possibilità di una conoscenza universalmente valida, ma richiede la massima prudenza e un esame critico per ammetterla. Il fondatore di questa filosofia è Kant.

I critici sostengono che si possa avere conoscenza solo del fenomeno e stabilire su di esso verità necessarie e universali, ma non possiamo conoscere la cosa in sé.

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