Domanda riconvenzionale

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LA NUOVA MACROECONOMIA CLASSICA L’intuizione di Friedman e Phelps aprì la strada alla critica di Lucas; secondo Robert Lucas (anno 1976) i modelli basati su parametri fissi, che racchiudono scelte passate di politica economica, non possono essere usati come guida per scelte sulle politiche economiche da adottare per il futuro. Infatti, sé le scelte di politica economica cambiano, le aspettative degli agenti economici cambiano con esse, rendendo instabili nel tempo i parametri. Lucas e gli autori delle Nuova Macroeconomia Classica (NMC) propongono una serie di modelli microfondati, con individui rappresentativi dotati di aspettative razionali, assenza di costi di transazione, mercati completi. In base a ciò, si esclude la possibilità di carenza di domanda aggregata nel sistema economico (il breve termine tende a coincidere con il lungo termine). Secondo questi modelli le politiche fiscali e monetarie keynesiane hanno effetti negativi, in quanto alternano il funzionamento ottimale del sistema economico. Gli autori della NMC ribadiscono il concetto di neutralità della politica economica e l’assenza di un trade-off tra occupazione e stabilità monetaria, e la curva di Philips tende ad essere verticale anche nel breve periodo. L’introduzione delle aspettative razionali dimostra che soltanto le variazioni inattese della politica economica possono influenzare il pubblico, generando così quelle che vengono denominate come “fluttuazioni cicliche”. LA NUOVA ECONOMIA KEYNESIANA Partendo dalla sintesi neoclassica della teoria keynesiana, evidenziamo i fondamenti microeconomici delle relazioni macroeconomiche keynesiane; In particolare, questa scuola di pensiero, detta l’ipotesi di aspettative razionali e l’importanza delle fondamenta microeconomiche dei modelli macroeconomici, ma rigetta l’ipotesi di piena flessibilità di prezzi e salari e analizza le conseguenze di tali rigidità e di altre imperfezioni di mercato sulla disoccupazione involontaria. Questo approccio viene definito come la Nuova Economia Keynesiana, NEK. Il cuore del programma di ricerca di NEK è basato sullo studio dei meccanismi di formazione di prezzi e salari, e delle decisioni di investimento, sulla base di ipotesi di concorrenza perfetta e di asimmetria informativa: tali ipotesi consentono di individuare equilibri inefficienti, come la per la disoccupazione involontaria. Ad esempio, la presenza di asimmetria informativa può causare rigidità dei salari, sé le imprese riconoscono una relazione crescente tra impegno dei lavoratori e retribuzione da essi percepita, in tale caso si parla di salari di efficienza. Il salario di efficienza risulta, quindi, maggiore rispetto a quello di market clearing con perfetta informazione. In questo caso, l’equilibrio raggiunto è caratterizzato da disoccupazione involontaria. Oltre al modello di salari di efficienza, rientrano in tale categoria i modelli Insider-outsider, quelli del mercato del lavoro con scaglionamento di contratti e potere sindacale, i modelli con imperfezioni nel mercato dei beni. 

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