Don Chisciotte: Sintesi e Commento Critico dei Capitoli Chiave

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Prologo 1

Inizio col dire che Cervantes ha iniziato a scrivere il libro in carcere e che si stava preparando a scrivere la prefazione, sapendo bene come fare. Ha cercato molte volte di scrivere fino a quando, un giorno, un amico è venuto a casa sua e gli ha detto che il problema era la mancanza di dediche, celebrità, note o poesie per il libro; era già anziano e aveva pubblicato solo un'opera. In ogni caso, il suo libro non avrebbe mai potuto eguagliare l'altro. In questo prologo, Cervantes finge di essere un uomo di scarsa cultura e attacca più volte Lope de Vega, sostenendo che le introduzioni alle sue opere fossero pedanti ed estese. Alla fine, il suo amico gli suggerisce di inserire poesie e annotazioni.

Prologo 2

Nel secondo prologo, Cervantes carica contro Avellaneda e Lope de Vega. Racconta una storia per fungere da deterrente contro Avellaneda e, alla fine, invita Don Chisciotte a uccidere chiunque possa utilizzare la sua invenzione per pubblicare un libro, poiché la scrittura è un'arte difficile e complicata.

Capitolo VII: La seconda sortita di Don Chisciotte

Don Chisciotte si sveglia piangendo, convinto di essere nel mezzo di una lotta all'arma bianca. Il prete e il barbiere lo afferrano e lo rimettono a letto. Dopo averlo nutrito, lo lasciano dormire. Il prete e il barbiere decidono di murare la biblioteca di Don Chisciotte, affinché non veda che tutti i libri sono scomparsi. Quando Don Chisciotte si ricorda della sua libreria e chiede dei suoi libri, gli amici gli dicono che un mago li ha fatti sparire finché non sarà in condizioni migliori. Don Chisciotte trascorre 15 giorni in silenzio, cercando denaro e convincendo Sancio Pancia a fargli da scudiero in cambio di alcune "isole". Partono all'alba.

Capitolo VIII: I mulini a vento e i frati

Lungo la strada, Don Chisciotte e Sancio incontrano dei mulini a vento; Don Chisciotte crede che siano giganti e si prepara ad attaccarli. Sancio lo avverte che sono solo mulini, ma vengono comunque attaccati. Quando colpisce i mulini con furore, Ronzinante cade. Ricordando di aver letto che il signore Vargas Machuca usò un tronco in battaglia, Don Chisciotte inizia a fare lo stesso. Il giorno dopo, mentre si preparano per andare a Puerto Lápice in cerca di avventure, vedono due frati dell'Ordine di San Benedetto con una donna dietro di loro. Don Chisciotte pensa che sia stata rapita e decide di attaccare i frati. Dopo averne abbattuto uno, l'altro scappa. Sancio corre verso il monaco caduto per spogliarlo, sostenendo che il bottino appartiene al suo padrone, ma viene picchiato dai servi dei monaci. Nel frattempo, Don Chisciotte parla con la signora in carrozza, chiedendole di recarsi al Toboso da Dulcinea per raccontarle le sue gesta.

Capitolo XXI: L'elmo di Mambrino

In questo capitolo, Don Chisciotte vede un barbiere che indossa un bacile in testa (per proteggersi dalla pioggia) e immagina che sia il leggendario elmo di Mambrino. Decide di sottrarglielo, attacca il barbiere che, spaventato, fugge lasciando il bacile a terra. Dopo averlo indossato, Don Chisciotte decide di farsi chiamare il "Cavaliere dalla Triste Figura". In seguito, Sancio e Don Chisciotte conversano sognando a occhi aperti di diventare re ricchi.