La Dottrina di Niccolò Cusano: Conoscenza, Cosmologia e Teologia
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La Conoscenza nella Dotta Ignoranza
Nella Dotta Ignoranza, Niccolò Cusano muove una riflessione sulle possibilità conoscitive dell’uomo. Mentre la conoscenza umana è limitata, quella divina (cioè la verità) è infinita; quindi, non se ne può avere una conoscenza piena, ma soltanto una dotta ignoranza, intesa come un sapere di non sapere.
Nell’uomo esiste però un desiderio di sapere che lo porta ad ampliare sempre di più la propria conoscenza. Infatti, la conoscenza umana è capace di un progresso all’infinito che, tuttavia, non potrà mai condurre alla verità perfetta. Questo sottolinea il carattere ipotetico della conoscenza, che è sempre orientato alla ricerca.
Cosmologia: Verso la Rivoluzione Copernicana
La concezione di Cusano anticipa concetti fondamentali della rivoluzione copernicana:
- Negazione del geocentrismo: afferma l’infinità dell’universo e dei mondi.
- Superamento del dualismo aristotelico-tolemaico: sostiene l’omogeneità tra la Terra e i corpi celesti.
- Pluralità dei mondi: crede che l’universo sia pieno di forme di vita.
Questa costruzione viene elaborata come deduzione di una concezione teologica caratterizzata da elementi platonici, che fanno di Cusano il principale rappresentante del platonismo rinascimentale. Dio comprende in sé tutto l’universo e l’universo non può avere in sé nulla che non sia già in Dio.
Dio: Complicatio ed Explicatio
Il rapporto tra Dio e l’universo viene spiegato attraverso i concetti di Complicatio ed Explicatio:
- Complicatio: Letteralmente significa "piegare insieme". In Dio tutte le cose ritornano all’unità; Dio è la complicatio dell’universo.
- Explicatio: Allo stesso tempo, Dio si spazializza e si dispiega nell’universo; quest’ultima è la explicatio.
L’universo, essendo explicatio di Dio, deve conservarne gli attributi. Infatti, l’universo è infinito come Dio e, come tale, non ha un centro, né è ammissibile la sfera delle stelle fisse intesa come limite dell’universo. Solo Dio può essere centro e limite dell’universo, essendone il principio.
Teologia Negativa e Coincidenza degli Opposti
L’uomo, essendo limitato, non può conoscere l’infinito; ciò significa che non può conoscere l’universo nella sua totalità e nemmeno Dio. Il discorso su Dio parte dall’impossibilità di definirlo (teologia negativa). Possiamo solo dire che è al di là dei limiti della conoscenza umana, che è il massimo e, come tale, inattingibile.
Dio è anche coincidenza degli opposti. Infatti, non si identifica con l’universo in quanto in esso le singole cose sono distinte, mentre Dio è l’unità prima della separazione. Per questo, a Dio non è applicabile il principio di non contraddizione, perché ogni affermazione ne negherebbe l’unità.