Il Dubbio Metodico di Cartesio e il Panteismo di Spinoza
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Le Fasi del Dubbio Cartesiano
- Dubbio sulla testimonianza dei sensi: Riprende uno degli argomenti tradizionali dello scetticismo. In alcuni casi i sensi ci ingannano, e sembra ragionevole dubitare in generale delle sensazioni in quanto, in alcune situazioni, si sono rivelate fallaci. La scarsa attendibilità della conoscenza sensibile è inoltre dimostrata dal fatto che non distinguiamo sogni e realtà.
- Dubbio sull’esistenza delle cose: Procede con la radicalizzazione dell’incertezza. Innanzitutto, a rigore, la prudenziale cautela sulla testimonianza dei sensi ci deve condurre a giudicare provvisoriamente falsa l'affermazione dell'esistenza degli oggetti materiali esterni e perfino quella del nostro stesso corpo.
- Dubbio sulle conoscenze intellettuali: Inizialmente le conoscenze intellettuali potrebbero sembrare inattaccabili. Tuttavia, Cartesio ritiene di doverle mettere in dubbio, considerandole provvisoriamente false, incluse tutte le dimostrazioni matematiche che in altri momenti gli erano sembrate assolutamente certe.
L'ipotesi del Genio Maligno
Non potremmo essere stati creati da un genio maligno o da un dio ingannatore, che ci avesse dotati di una mente corrotta, condannata a sbagliare pur nell'assoluta convinzione di essere nel vero? Con l'ipotesi del genio maligno, il filosofo passa gradualmente a una forma iperbolica del dubbio. Nella prospettiva di Cartesio, il genio maligno ha la funzione di mettere alla prova ogni conoscenza per eliminare tutto ciò che può essere falso. Il dubbio metodico è volontario, razionale e usato come tecnica: Cartesio finge di dubitare per essere rigoroso e raggiungere una verità inattaccabile.
Le Dimostrazioni dell'Esistenza di Dio
Cartesio risponde all'interrogativo sull'origine dell'idea di Dio attraverso tre dimostrazioni incentrate sul concetto di perfezione:
- La causa dell'idea di perfezione in me deve essere un ente che possiede il medesimo grado di perfezione: Dio.
- Io non posso essere causa della mia esistenza; devo essere stato creato da un ente perfetto che ha posto in me tale idea.
- Prova ontologica: se Dio è per definizione l'ente perfetto, non può mancare di quella particolare perfezione che è l'esistenza.
La Concezione del Mondo Fisico
La riduzione della materia a pura estensione ha conseguenze significative:
- Negazione del vuoto: Cartesio nega la possibilità del vuoto, poiché sarebbe contraddittorio ammettere un'estensione non occupata da un corpo.
- Teoria dei vortici: Tutti i movimenti nel mondo fisico sono concepiti come vortici in sequenza circolare. Questa dottrina permette di aderire alla teoria eliocentrica copernicana.
Gli enti corporei obbediscono alle leggi del meccanicismo: agiscono unicamente per contatto, escludendo finalità o caso.
Le Regole della Morale Provvisoria
- Seguire le leggi, i costumi e la religione del proprio paese, preferendo opinioni moderate.
- Essere determinati nelle decisioni prese, procedendo sempre nella stessa direzione.
- Adattare i propri desideri e pensieri alla realtà, che possiamo modificare solo marginalmente.
Il Panteismo di Spinoza
Oltre al monismo, si profila un radicale panteismo espresso dalla formula Deus sive natura (Dio ovvero la natura). La sostanza divina è causa ed effetto:
- Natura naturans: principio generatore unico e infinito.
- Natura naturata: insieme di molteplici enti che sono manifestazioni finite della sostanza.
A differenza delle religioni monoteiste, dove la causalità è transitiva, in Spinoza la causalità della sostanza è immanente: i modi derivano da Dio ma restano all'interno di Dio.