El papel de la intervención extranjera en la Guerra Civil Española
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L'intervento straniero nella Guerra Civile Spagnola
L'intervento straniero è stato un fattore determinante nello sviluppo della guerra. La Repubblica cercò di rivolgersi alla Società delle Nazioni contro l'Italia e la Germania per l'intervento diretto nel conflitto, ma dovette attendere una risoluzione che, alla fine, non fu mai attuata. D'altra parte, Francia e Regno Unito produssero un documento che vietava in entrambi i paesi la vendita di qualsiasi tipo di attrezzatura militare destinata alla Spagna, cercando così di evitare l'internazionalizzazione del conflitto. Sebbene tale misura mirasse a impedire la consegna di armi ai ribelli, non ebbe successo. La Francia divenne, tuttavia, il paese di accoglienza e rifugio per gli esuli. Gli Stati Uniti interpretarono la guerra come un'avanzata del comunismo in Europa, adottando una politica di non intervento e vietando la vendita di armi in Spagna, nonostante le grandi imprese continuassero a rifornire l'esercito di Franco.
Aiuti ai ribelli
- Germania: Offrì un aiuto militare incisivo fin dalla fase iniziale per sostenere gli insorti, sia per ragioni strategiche (isolare la Francia per un futuro conflitto), sia per testare l'efficacia della propria macchina da guerra. La partecipazione diretta degli aerei della Legione Condor fu essenziale e responsabile del bombardamento di Guernica. Fornirono inoltre ogni tipo di equipaggiamento: comunicazioni, aerei, carri armati e camion.
- Italia: Fornì un aiuto vitale per numero di uomini e valore economico. L'assistenza di Mussolini fu immediata, con la firma di un trattato di amicizia e riconoscimento con il governo di Burgos, sperando di ottenere vantaggi nella sua ambizione di controllare il Mediterraneo. Il supporto si concentrò su equipaggiamenti (aerei per attraversare lo Stretto di Gibilterra dall'esercito del Marocco), circa 120.000 volontari e finanziamenti attraverso la società SAFNI.
- Portogallo: Ebbe un contributo minore, ma inviò volontari (i "Viriato"), oltre a cedere il territorio per le operazioni militari e per il transito di armi.
Aiuti alla Repubblica
La Repubblica, in quanto regime democratico legittimo, avrebbe dovuto ricevere il sostegno delle democrazie occidentali, ma gli unici paesi che la sostennero decisamente furono l'Unione Sovietica e il Messico.
- Unione Sovietica: Iniziò il suo sostegno nell'ottobre del 1936, mantenendolo costante per tutta la guerra con uomini e materiale: oltre 1.000 aerei, carri armati, assistenza tecnica e logistica. Tuttavia, richiese il pagamento anticipato, costringendo la Repubblica a inviare le riserve d'oro della Banca di Spagna all'URSS, che non furono mai restituite. Alcuni studi indicano che il valore economico degli aiuti fu superiore a quello del deposito.
- Messico: Sostenne la Repubblica fin dall'inizio. Il presidente Lázaro Cárdenas ordinò l'invio di rifornimenti e fucili dal proprio esercito.
- Brigate Internazionali: Formate da circa 60.000 volontari che, nonostante la politica di non intervento dei loro governi, scelsero di combattere in Spagna contro il fascismo. Erano composti per lo più da uomini di sinistra (anarchici, socialisti, comunisti), intellettuali in esilio, o persone sradicate provenienti da Stati Uniti, Canada, Francia e Gran Bretagna. Il loro contributo fu fondamentale nella difesa di Madrid e Guadalajara. Nel 1938, di fronte all'inevitabile sconfitta repubblicana, le Brigate lasciarono la Spagna per facilitare i colloqui di pace.