Empirismo Classico: Confronto Epistemologico tra Locke, Berkeley e Hume

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Empirismo Britannico: Concetti di Idea, Dio e Causalità in Locke, Berkeley e Hume

John Locke: La Conoscenza e l'Idea

Per Locke, conoscere è vedere le idee nella mente.

Le idee sono intermediari tra la cosa (il mondo sensibile) e la mente; questo intermedio è l'astrazione (che dà più peso al mondo intelligibile).

George Berkeley: Il Concetto di Idea e l'Immaterialismo

Non vi è parità tra mondo sensibile e intelligibile.

Berkeley non nega che ci siano idee generali, ma rifiuta le idee astratte.

Il passo dell'astrazione è inutile, perché le cose sono ciò che sono in sé stesse, hanno le loro qualità e il nome implicito.

L'unica realtà è la mente che percepisce le cose come idee, e Dio, che dà loro senso.

David Hume: Il Concetto di Percezione

Egli afferma che il materiale della nostra mente sono le percezioni.

Chiama percezione tutto ciò che la mente può ricordare, che proviene dai sensi e dal nostro pensiero (impressioni e idee).

Confronto Metafisico: Dio e Sostanza

  • Locke e Dio: Una volta che si conosce la nostra esistenza, si deve dedurre una causa creativa: Dio.
  • Berkeley e Dio: La sua filosofia è in definitiva un immaterialismo metafisico, che nega l'esistenza del mondo corporeo e afferma l'esistenza della sostanza spirituale (Dio e l'anima).
  • Hume e Dio: Non avendo l'impressione (sensoriale) di Dio, non può affermarne l'esistenza; perciò Hume non crede in Dio.

La Sostanza in Berkeley

La sostanza delle cose è l'essere percepito nella mente. Le uniche sostanze sono le menti che pensano.

La Critica di Hume alla Causalità e il Fenomenismo

Conoscenza dei Fatti e Principio di Causa-Effetto

La Causalità nei Razionalisti e in Locke

I Razionalisti avevano considerato la causalità come un principio noto alla ragione (ad esempio, Descartes deduceva l'esistenza di Dio da questo principio).

Locke, partendo da questo principio, accetta l'esistenza di Dio e della realtà esterna.

La Prospettiva di Hume sulla Causalità

Secondo Hume, tutti gli argomenti si basano sul rapporto di causa-effetto.

L'idea tradizionale di causalità implica un collegamento necessario tra la causa e l'effetto che la segue, aspettandosi che il secondo si verifichi necessariamente.

Hume ritiene che ciò che influenza la nostra mente sia l'abitudine: quando osserviamo che A si verifica, ci aspettiamo che si verifichi B.

Egli sostiene che la causalità, sebbene attribuita all'intuizione e al ragionamento, è sostenuta in un circolo vizioso.

Prendiamo come esempio la frase "il futuro sarà come è stato il passato" (determinismo assoluto). Hume sostiene che si tratta di un'affermazione indimostrabile. Negli eventi naturali, l'opposto è sempre possibile; perciò, la conoscenza sarà contingente, e l'opposto di ciò che accade non sarà contraddittorio.

Hume utilizza questa critica per contrastare il dogma della fede e la ragione dei Razionalisti.

Fenomenismo e Scetticismo di Hume

La critica di Hume si incarna nell'atteggiamento di non andare oltre le nostre impressioni in materia di conoscenza. Questo porta a un fenomeno noto come fenomenismo radicale: conosciamo solo le nostre percezioni; la realtà è ridotta a puro fenomeno.

Le conseguenze di questo fenomenismo sono l'incertezza della conoscenza. Il fenomeno conduce allo scetticismo (inteso come non-credenza assoluta), ma è temperato dal buon senso e dalla riflessione, necessari per combattere il dogmatismo di coloro che credono di possedere la verità.

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