Epigrafia Onoraria Romana: Struttura, Funzioni e Significato Storico
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Epigrafia Onoraria: Definizione e Funzione
L'epigrafia onoraria ha l'obiettivo di celebrare personaggi eminenti in contesti pubblici e privati. Il monumento onorario più comune è la base di statua (simile agli altari), composta da zoccolo, dado e cimasa, realizzabile in materiale lapideo o bronzeo.
Tipologie di Statue
Le statue sovrapposte a tali basi potevano essere:
- Pedestri: l'onorato è in piedi (due fori di fissaggio).
- Sedute: sul trono del magistrato o sedia curule (quattro fori).
- Equestri: a cavallo rampante (tre fori).
L'iscrizione era incisa sul lato frontale. Le statue venivano collocate nel Foro, vicino al teatro o in edifici cesarei o augustei. Il Foro ospitava la cosiddetta galleria delle memorie, dove si stratificava la storia della città attraverso i personaggi benemeriti. In ambito privato, le statue si trovavano nelle Scholae dei collegi o nell'atrio della Domus.
Struttura dell'Iscrizione Onoraria
Le iscrizioni seguono solitamente uno schema preciso:
- Nome dell'onorato: espresso in dativo, con modulo delle lettere più grande (include i tria nomina e l'iscrizione tribale).
- Carriera: elencata in ordine ascendente o discendente (PP indica primi pilo, se non si tratta di un imperatore).
- Lodi: elogi rivolti all'onorato (es. Rei Pubblicae Suae Amantissimo).
- Dedicante: chi ha commissionato l'opera (es. municipes et incolae: cittadini del municipio e stranieri domiciliati).
- Motivazioni: ragioni dell'onorabilità (es. consolazione per la perdita di un ottimo cittadino).
Spesso si trova la formula "Honore contentus in pensam remisit", indicante che l'onorato, contento del tributo, ha rifuso la spesa se ancora in vita. Se il monumento è in luogo pubblico, si trova la dicitura Locus Datus Decreto Decurionum.
L'Epigrafia in Età Repubblicana
In età repubblicana, il nome dell'onorato era espresso in nominativo, fungendo da didascalia della statua, accompagnato dall'elogio. Spesso risultava assente il nome del dedicante.
Caso studio: Tito Anio Lusco
Un esempio significativo è la base di statua di Tito Anio Lusco (169 a.C.), membro della commissione triunvirale incaricata di portare nuovi coloni ad Aquileia. L'iscrizione elenca le sue azioni sotto forma di elogio (iniziando con IS):
- Costruzione del tempio.
- Consegna alla comunità.
- Consacrazione religiosa.
A questo personaggio si deve anche la costruzione della Via Annia, che collegava Rimini, Padova e Aquileia. Questa base di statua è databile tra il II secolo a.C. (169 a.C. o 153 a.C.) ed è una delle poche testimonianze epigrafiche di età repubblicana giunte fino a noi.