Etica Formale, Teleologica e Diritti Umani: Fondamenti e Evoluzione
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Etica Formale
L'etica formale si riferisce alle azioni intraprese dall'uomo in conformità con regole prestabilite. L'etica deontologica riflette un profondo senso del dovere. Ma come possiamo determinare cosa costituisca realmente il nostro dovere?
L'idea centrale dell'etica formale è l'esistenza di una struttura a cui ogni azione o standard corretto deve conformarsi. Il criterio fondamentale è: vorresti che la tua azione diventasse uno standard universale? Se la risposta è affermativa, ci troviamo di fronte all'imperativo categorico. In ultima analisi, il comportamento morale è quello che può essere proposto come modello universale.
Le Tre Generazioni dei Diritti Umani
I diritti umani si suddividono in tre generazioni principali:
- 1ª Generazione: Le dichiarazioni del XVII secolo hanno stabilito la difesa della libertà, delle opinioni e delle convinzioni personali.
- 2ª Generazione: Durante il XIX secolo si è affermata l'idea di uguaglianza e l'accesso a istruzione, sanità, lavoro, salari dignitosi e alloggi. Questa generazione è stata formalizzata nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, adottata dalle Nazioni Unite, non da un singolo Stato, ma da un collettivo globale.
- 3ª Generazione: Include i diritti legati alle nuove tecnologie e alle biotecnologie. Sono conosciuti come diritti di solidarietà, necessari per rispondere alle sfide del mondo contemporaneo.
Etica Teleologica
L'etica teleologica tenta di giustificare la morale in base allo scopo (il fine). La domanda centrale è: cosa ci rende felici e qual è il modo migliore per ottenerlo? Esistono tre correnti principali per spiegare le teologie morali:
- a) Aristotele: Credeva che la felicità derivi dalla coltivazione della razionalità, un piacere che conferisce maggiore autonomia e indipendenza nelle attività quotidiane. Raccomandava una vita equilibrata.
- b) Edonismo: Epicuro (piacere = ragione) sosteneva che la vita dovesse essere dedicata al piacere. Tuttavia, insisteva sulla necessità di calcolare con saggezza: il piacere non coincide con l'eccesso, ma con il godimento delle cose semplici.
- c) Utilitarismo: J. Bentham e J. Stuart Mill spostano il focus dal piacere individuale alla felicità collettiva, privilegiando l'interesse generale rispetto a quello particolare.
La Fallacia Naturalistica
Il salto ingiustificato tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere costituisce un argomento che appare reale ma non lo è. Spesso si tenta di giustificare comportamenti imitando il mondo naturale, ma in natura esistono segni contraddittori. Pertanto, spetta all'uomo il compito etico di selezionare i valori migliori.