Evolución Histórica y Teorías del Restauro Arquitectónico
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Conservazione e Restauro: Unità 5
Il restauro è una vera e propria arte, degna di essere conservata e tramandata, poiché rappresenta la prova di valori culturali fondamentali per le generazioni future. Il pensiero di Cesare Brandi segna un punto di svolta nel restauro nozionale in Italia.
1. Il restauro dei beni culturali: origine ed evoluzione
Ogni generazione ridefinisce il significato, il valore e la proprietà delle opere del passato. Questo processo influenza la conservazione e può modificare la valutazione di integrazioni, cancellazioni o cambiamenti d'uso. A ciò si aggiungono le interruzioni causate dal tempo e dagli agenti nocivi (biologici, fisici, chimici).
- Origine moderna: Il concetto di restauro nasce tra il tardo XVIII e l'inizio del XIX secolo.
- Obiettivi: Mantenere un prodotto umano con valori storici ed artistici e ripristinarne l'efficacia.
Evoluzione storica
- Tempo Classico: Esistevano già figure dedicate alla manutenzione (es. Damofonte di Messinia). A Roma, il desiderio collezionistico portava spesso a interventi di profonda innovazione (es. Pantheon di Adriano).
- Periodo Medievale: Caratterizzato dalla distruzione o dal riutilizzo di opere precedenti con nuovi significati cristiani.
- Rinascimento e Controriforma: Si diffonde la pratica di "completare" le sculture (es. il Laocoonte). Il Concilio di Trento (1545-1563) impose interventi sulle immagini sacre per evitare disagi dottrinali.
2. Teorie sul restauro monumentale
Settecento e restauro archeologico
Con l'Illuminismo nascono i primi studi scientifici e i grandi musei. L'Editto del 1802 di Papa Pio VII rappresenta il primo strumento operativo per la protezione dei monumenti romani.
- Restauro archeologico: Mirava a integrare o ricostruire monumenti attraverso il recupero di parti originali, distinguendo chiaramente le aggiunte (es. Colosseo, Arco di Tito).
Il dibattito tra Viollet-le-Duc e Ruskin
- Viollet-le-Duc (Restauro stilistico): Sosteneva che restaurare un edificio significasse "ripristinarlo in uno stato di completezza che non è mai esistito". Questo portò alla creazione di falsi storici.
- John Ruskin (Restauro romantico): Si oppose fermamente al restauro, definendolo una "menzogna". Sosteneva la contemplazione della rovina e il rispetto assoluto per l'opera originale senza interventi invasivi.
3. Scuola moderna di restauro architettonico
Dopo l'Unità d'Italia, emersero due correnti principali:
- Restauro Storico: Basato rigorosamente sulla documentazione.
- Restauro Scientifico: Promosso da Camillo Boito, che suggeriva di consolidare anziché restaurare, distinguendo chiaramente le aggiunte.
Verso la Carta del Restauro
Le idee di Boito furono riprese da Gustavo Giovannoni e confluirono nella Carta di Atene (1931) e nella Carta Italiana del Restauro (1932). Nel 1938 nasce l'Istituto Centrale del Restauro, con Cesare Brandi tra i protagonisti, che contribuirà alla stesura della Carta del Restauro del 1972.
Conservazione preventiva e rischio
La Carta del 1987 sottolinea l'importanza della conservazione preventiva, definita come la strategia più efficace ed economica. Si introduce il concetto di Rischio del Patrimonio Culturale, basato su tre elementi:
- Valore delle opere.
- Vulnerabilità (performance contro i danni).
- Eventi dannosi (statico-strutturali, ambientali o antropici).