Evoluzione Biologica: Il Pensiero e le Leggi di Jean-Baptiste Lamarck
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La Teoria Evolutiva di Jean-Baptiste Lamarck
Jean-Baptiste Lamarck formulò la prima teoria organica dell'evoluzione. Egli suggerì che l'ampia gamma di organismi — che a quel tempo era accettata come un insieme di forme statiche create da Dio — si fosse in realtà evoluta da forme semplici. Lamarck postulò che i protagonisti di questa evoluzione fossero gli organismi stessi, attraverso la loro capacità di adattarsi all'ambiente: i cambiamenti in tale ambiente generavano nuove necessità e questi nuovi requisiti avrebbero comportato una modifica degli organismi che sarebbe poi risultata ereditabile.
Non vi era, all'epoca, un sostegno unanime per la formulazione della sua teoria sull'esistenza di resti di forme intermedie estinte. Con la sua visione, Lamarck si scontrò con la convinzione generale che tutte le specie fossero state create e fossero rimaste invariate sin dalla loro origine. Egli affrontò anche l'influente Cuvier, il quale giustificava la perdita di specie non perché fossero forme intermedie tra il primitivo e il presente, ma perché si trattava di forme di vita diverse, estinte a causa delle calamità geologiche subite dalla Terra.
Origine della vita e generazione spontanea
La teoria di Lamarck è una teoria circa l'evoluzione della vita, non la sua origine; pertanto, veniva accettato che la vita nascesse spontaneamente nelle sue forme più semplici. Sarebbe accaduto solo 50 anni dopo che Pasteur dimostrasse che il processo di fermentazione e decomposizione organica è dovuto all'azione di organismi viventi, e che la crescita di microrganismi nel brodo nutriente non fosse dovuta alla generazione spontanea.
Lamarck dovette delineare la sua teoria in un momento in cui lo stato delle scienze naturali era "caotico", basandosi su fatti tutt'altro che ovvi. L'osservazione della natura, dove gli organismi si adattano perfettamente all'ambiente in cui operano, lo condusse alla seguente alternativa: o gli organismi sono stati creati con tutti gli adeguamenti per tutti gli ambienti esistenti sulla Terra (e questi ambienti non sono cambiati dalla loro nascita, come allora accettato), o gli organismi si sono adattati a questi ambienti modificando la propria struttura man mano che l'ambiente cambiava.
Il meccanismo dell'evoluzione secondo Lamarck
Lamarck sviluppò un meccanismo attraverso il quale la vita si sarebbe evoluta. Per lo studioso, la natura avrebbe proceduto per tentativi ed errori. La sua teoria può essere riassunta in questo schema: le circostanze creano il bisogno, questo esigenza crea abitudini, i cambiamenti delle abitudini producono conseguenze nell'uso o nel disuso di particolari organi.
Egli descrisse questo sviluppo come il risultato di sei punti fondamentali:
- Tutti i corpi organizzati della Terra sono stati prodotti dalla natura nel corso di un tempo enorme.
- Nella sua marcia costante, la natura ha cominciato (e ricomincia ogni giorno) a formare i corpi organizzati più semplici attraverso la generazione spontanea.
- Durante la formazione dei primi schizzi del regno animale e vegetale, si sono progressivamente sviluppati gli organi che, infine, si sono diversificati.
- Il potere insito in ogni organismo ha dato origine a diverse modalità di propagazione e rigenerazione; così, i progressi acquisiti sono stati conservati.
- Con l'aiuto del tempo e delle circostanze (cambiamenti geologici, nuove abitudini, situazioni inedite), gli organismi hanno mantenuto la loro diversità.
- I cambiamenti dell'organizzazione e delle sue parti hanno formato ciò che chiamiamo specie, le quali hanno solo una relativa costanza e non possono essere vecchie quanto la natura stessa.
Formulazione delle due leggi
Prima legge: Uso e disuso
In ogni animale che non ha superato il termine del suo sviluppo, l'uso frequente e prolungato di un organo lo rafforza a poco a poco, conferendogli una potenza proporzionale alla durata di utilizzo; al contrario, il disuso costante di un tale organo lo indebolirà, fino a farlo scomparire.
Seconda legge: Ereditarietà dei caratteri acquisiti
Tutto ciò che la Natura ha fatto guadagnare o perdere agli individui sotto l'influenza delle circostanze (e di conseguenza per l'influenza dell'uso o del disuso predominante di un organo), viene conservato attraverso la generazione nei nuovi individui, a condizione che i cambiamenti acquisiti siano comuni ai due sessi o a coloro che hanno prodotto questi nuovi individui.