Evoluzione del Concetto di Patrimonio Culturale: Dalla Storia alla Tutela Moderna

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L'Evoluzione Storica del Patrimonio Culturale

Ogni epoca nella storia ha avuto il suo concetto proprio di patrimonio culturale, risultato di differenti valutazioni della società; ogni volta è un concetto relativo poiché non vi è un processo di evoluzione concettuale lineare. Riferendosi alle manifestazioni e prove significative della civiltà umana, esso deve essere trasmesso alle generazioni future. Come lo intendiamo oggi, il concetto di "bene culturale" si sviluppa in età contemporanea, a partire dalla Rivoluzione francese.

Dall'Antichità al Rinascimento

Nei tempi antichi, il patrimonio ha avuto un culto vivente legato a idee e motivi particolarmente religiosi ed estetici. Nel Secolo XV, il Rinascimento italiano ha sviluppato una coscienza storica: si iniziò a stimare il rapporto con i monumenti classici del glorioso passato, cercando la perfezione estetica e l'ispirazione per creare opere moderne. In questo periodo nacquero le prime disposizioni legali per proteggere i monumenti (Breve di Paolo III, 1534).

L'Illuminismo e il Seicento

Durante l'Illuminismo si svilupparono le accademie, l'archeologia e le indagini scientifiche, e si cominciò a valutare il "monumento antico" entro precisi vincoli cronologici.

La Rivoluzione Francese e il Patrimonio Collettivo

L'Assemblea Nazionale Francese (1789)

La Rivoluzione francese segna una nuova fase nell'evoluzione della tutela del patrimonio. Inizialmente, il patrimonio della Chiesa, della monarchia e della nobiltà fu distrutto in quanto simbolo dell'Ancien Régime. Tuttavia, nella Francia post-rivoluzionaria, l'Assemblea Nazionale creò la necessità di proteggere, conservare e restaurare il patrimonio storico e artistico.

L'Abate Grégoire e il Concetto di Proprietà Pubblica

L'Abate Grégoire, davanti all'Assemblea Nazionale, denunciò nel 1794 gli atti di vandalismo che avevano colpito gli "oggetti nazionali". Egli affermò che il rispetto deve basarsi su obiettivi nazionali: tali beni non appartengono a una singola persona, ma sono di proprietà di tutti. Nacque così l'idea di un patrimonio collettivo la cui protezione è di pubblica utilità per gli interessi della memoria storica e dell'identità nazionale.

Il Decreto del 1794 e i Primi Musei

L'Assemblea Nazionale istituì il Decreto del 1794 sul Principio di conservazione dei monumenti, applicando i primi valori di tutela: l'importanza per la storia della nazione, la bellezza dell'opera e l'interesse pedagogico. Nel 1796, l'archeologo francese Alexandre Lenoir raccolse in un convento a Parigi (Petits-Augustins) le opere salvate dalla distruzione, creando il Museo dei Monumenti Francesi (1796-1815). A tutto questo si aggiunse una nuova utilità del patrimonio: il pubblico uso ed il godimento, stabilito con la prima mostra di oggetti confiscati nel 1798.

La Scoperta dei Valori Storici e Artistici: Alois Riegl

Nel XIX secolo si verifica un cambiamento importante nella coscienza occidentale sulla valorizzazione dei monumenti, grazie alla scoperta di nuove civiltà e al Romanticismo. Si passò dal valore artistico esclusivo dell'antichità a una nuova sensibilità per il valore artistico "moderno".

Il Pensiero di Alois Riegl (1858-1905)

Lo storico Alois Riegl, Presidente della Commissione Reale dei Monumenti di Vienna, sviluppò nel 1903 un testo fondamentale per il sistema legislativo austriaco: Il culto moderno dei monumenti. Caratteri e origini. Questo testo definisce gli standard moderni di conservazione attraverso l'analisi dei valori che l'uomo moderno attribuisce ai monumenti:

  • Valori di memoria (riconoscimento del passato):
    • Valore dell'antico: evidente immediatamente ai sensi.
    • Valore storico o documentario: richiede conoscenza e conservazione.
    • Valore intenzionale della memoria: legato al restauro.
  • Valori di contemporaneità (indipendenti dal passato):
    • Valore d'uso o strumentale (funzionale).
    • Valore artistico relativo.

La Protezione Internazionale e la Convenzione dell'Aia (1954)

Il termine "bene culturale" appare per la prima volta nella Convenzione dell'Aia del 1954, dedicata alla protezione in caso di conflitto armato. Si tratta del primo trattato internazionale universale in questo settore, creato sotto l'egida dell'UNESCO per evitare le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale.

Definizioni di "Bene Culturale" secondo la Convenzione:

  1. Beni mobili o immobili di grande importanza: monumenti architettonici, opere d'arte, siti archeologici, manoscritti e libri.
  2. Edifici destinati alla conservazione o esposizione: musei, biblioteche, archivi.
  3. Centri monumentali che contengono un gran numero di beni culturali.

La novità risiede nel riferimento alla "cultura dei popoli": l'oggetto non è più studiato solo in sé, ma per comprendere l'uomo e la cultura che lo ha creato.

La Tutela in Italia: La Commissione Franceschini (1964-1967)

Il concetto di patrimonio culturale è stato ulteriormente ampliato in Italia attraverso la "Commissione Franceschini". Nel 1964, il governo incaricò Francesco Franceschini di rivedere la legislazione italiana. Le conclusioni del 1967 portarono alla "Teoria dei beni culturali", definendoli come: "beni che costituiscono testimonianze materiali aventi valore di civiltà". Sebbene la varietà tipologica fosse aumentata, la definizione rimaneva limitata alla natura materiale, escludendo l'immaterialità.

Il Perfezionamento del Concetto: Convenzioni UNESCO

Tra il 1970 e il 1989, diverse convenzioni hanno delineato il concetto attuale di patrimonio:

  • Parigi 1970: Misure contro l'importazione, esportazione e trasferimento illecito di proprietà.
  • Parigi 1972: Convenzione per la salvaguardia del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale.

Definizioni dell'Articolo 1 (Patrimonio Culturale):

  • Monumenti: Opere architettoniche, scultoree o pittoriche di eccezionale valore universale.
  • Insiemi: Gruppi di edifici isolati o riuniti che per la loro architettura o integrazione nel paesaggio hanno valore universale.
  • Siti: Opere dell'uomo o opere combinate dell'uomo e della natura, incluse le aree archeologiche.

Definizioni dell'Articolo 2 (Patrimonio Naturale):

  • Caratteristiche fisiche e biologiche di eccezionale valore estetico o scientifico.
  • Zone geologiche che costituiscono l'habitat di specie animali e vegetali minacciate.
  • Siti naturali delineati di valore universale per la scienza o la conservazione.

Verso l'Immaterialità

Due ulteriori incontri hanno completato il quadro moderno:

  • Convenzione di Belgrado (1980): Raccomandazione sulla salvaguardia delle immagini in movimento (nuovi mezzi di espressione).
  • Convenzione di Parigi (1989): Raccomandazione sulla salvaguardia della cultura tradizionale e folcloristica.

L'attenzione si sposta finalmente non solo sul "prodotto" materiale, ma sull'attività umana e sull'immaterialità.

Voci correlate: