Evoluzione della Corsa e Metodologia della Programmazione Educativa

Classificato in Educazione Fisica

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La Corsa: Caratteristiche e Fattori Determinanti

La corsa si distingue per la rapidità del movimento e, in particolare, per la fase di volo. Secondo gli studi di Gesell, il suo sviluppo dipende da tre fattori fondamentali:

  • La forza
  • La coordinazione dei movimenti
  • L'equilibrio

Fattori di Controllo e Rischio

L'attività motoria è influenzata da diverse variabili che richiedono un'opposizione intelligente:

  • Il livello di rischio:
    • Rischio fisico High / Low (seguendo una progressione pedagogica).
    • Sport a rischio alto o basso.
  • La sequenza delle decisioni: Dipende dallo scopo della missione e dalle regole vigenti.
    • Ordini di sequenza motoria fissi.
    • Ordini di sequenza motoria variabili.
  • Il numero di elementi da ricordare:
    • Pochi elementi.
    • Molti articoli/elementi.

Fasi dello Sviluppo della Corsa secondo Gesell

Per imparare un'attività motoria complessa, è necessario attraversare diverse fasi evolutive. Gesell afferma che il bambino comincia a correre intorno ai 18 mesi.

  • 18-20 mesi: La corsa è ancora accidentale.
  • 5 anni: La corsa si stabilizza e si definisce.
  • 8 anni: Si ottiene il primo miglioramento significativo nella coordinazione.
  • 12-15 anni: Si verifica un secondo miglioramento significativo grazie alla maggiore resistenza.

Evoluzione Tecnica e Posturale

Gli sviluppi biomeccanici fino al consolidamento della corsa includono:

  • Tronco: Leggermente inclinato in avanti.
  • Testa: In posizione corretta, guardando davanti a sé.
  • Braccia: Oscillazione sul piano sagittale in sincronia con le gambe.
  • Gambe: Un'unità è in fase di spinta mentre l'altra recupera.
  • Ginocchia: Sollevate per posizionarsi correttamente rispetto ai fianchi.
  • Passo: Diventa più rilassato e fluido.
  • Controllo: Si acquisisce padronanza nei cambi di direzione e di ritmo.

Punto 6: Precisazione dei Concetti di Pianificazione

Esiste spesso un'ambiguità terminologica tra i concetti di pianificazione e programmazione. Di seguito vengono definiti secondo criteri scientifici e organizzativi:

  • Pianificazione: Organizzazione scientifica delle azioni su larga scala per raggiungere un obiettivo determinato.
  • Planning: L'azione proposta o il piano specifico.
  • Piano: Struttura del progetto o tentativo di design.
  • Progetto: Design o pensiero di realizzare qualcosa; è la bozza che viene comprovata prima della forma definitiva.
  • Programmazione: Azione di gestire le attività necessarie per completare un progetto.
  • Programma: Insieme ordinato di azioni necessarie per realizzare un progetto.

Gerarchia Operativa: Piano, Progetto e Programma

→ PIANO → PROGETTO → PROGRAMMA

1. Piano (Lungo termine, oltre 2 anni)

  • Stabilisce gli obiettivi generali.
  • Consente di impostare priorità, criteri e strategie.
  • Determina le previsioni di bilancio e le risorse.
  • Integra simultaneamente una serie di progetti.

2. Progetto (Medio termine, 1-2 anni)

  • Imposta obiettivi specifici.
  • Determina le priorità d'azione.
  • Definisce e ordina le risorse.
  • Integra una serie di programmi.

3. Programma (Breve termine, fino a 1 anno)

  • Imposta obiettivi operativi e programmi di formazione (corsi ed esami).
  • Determina i processi di attuazione, i compiti e la loro cronologia.
  • Specifica l'uso delle risorse e prepara bilanci dettagliati.

Fasi della Programmazione

Progettazione → Sviluppo → Valutazione

La Valutazione

Deve essere costante durante tutto il processo, controllando i risultati e l'impatto a ogni livello (piano, progetto e programma).

Le Tre Fasi Operative

  1. Design (Progettazione): Fase di ricerca in cui si definiscono obiettivi, contenuti, organizzazione, tempistica e metodologia. Si predispongono le risorse e si pianifica la valutazione.
  2. Sviluppo: Attuazione pratica del progetto. Richiede flessibilità per correggere eventuali errori imprevisti o lacune nella previsione.
  3. Valutazione Finale: Ha carattere continuo e di processo. Serve a misurare se i risultati corrispondono agli obiettivi prefissati e a fornire feedback per futuri programmi.

Concetto e Struttura dell'Unità Didattica (UD)

L'Unità Didattica rappresenta un processo completo di insegnamento-apprendimento. La sua struttura comprende:

  • Titolo della UD
  • Obiettivi (di apprendimento e di esercizio)
  • Contenuti (concetti, procedure e atteggiamenti)
  • Timing (sequenziamento e organizzazione)
  • Metodologia (tecniche, stili e strategie)
  • Risorse didattiche (strutture e materiali)
  • Attività

Classificazione degli Obiettivi

Gli obiettivi si dividono in base al loro livello di dettaglio:

Obiettivi Generali (Piani)

Formulati da istituzioni o aziende per il lungo termine. Caratteristiche:

  • Esprimono generalità, non azioni concrete.
  • Richiedono approcci globali e progressione graduale.
  • Possono riguardare diverse aree.

Obiettivi Specifici o Impliciti (Progetto)

Previsti per il medio termine. Caratteristiche:

  • Rappresentano un secondo livello di specificità.
  • Stabiliscono contenuti tematici più definiti.
  • Non sono ancora direttamente osservabili come comportamenti singoli.
  • Fungono da quadro per la programmazione successiva.

Obiettivi Operativi e Didattici (Programmi e UD)

Formulati dall'insegnante o facilitatore per il breve termine. Caratteristiche:

  • Rappresentano il terzo livello di specificità.
  • Sono orientati al compito immediato e alla misurabilità.

Voci correlate: