Evoluzione delle Cortes Medievali: Origini e Trasformazione della Curia Regis
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L'influenza del pensiero politico nelle istituzioni medievali
Tale processo è percepibile anche in Spagna. Da un lato, l'influenza della QOT può essere avvertita in alcuni passi dello Speculum e anche delle Partidas. Inoltre, le opere di letteratura presentano un pezzo notevole nel Rimado de Palacio.
Opera scritta tra la fine del XIV secolo e i primi del XV, l'ultimo di questi versi è una chiara versione politica del principio della QOT applicato al diritto che i cittadini hanno, insieme a nobili ed ecclesiastici, di fornire consulenza al monarca e partecipare alle materie che li riguardano. Maravall è stato in grado di raccogliere qualche eco di quella marea di democrazia nelle Corti dello stesso periodo.
Trasformazione della Curia in Cortes
La trasformazione delle curiae regis in parlamento deve essere analizzata da due prospettive: considerando, da un lato, quali sono i requisiti necessari affinché il clero e i cittadini entrino in parlamento e, dall'altro, interrogandosi sulle cause che hanno originato tale trasformazione nell'Europa medievale, e in particolare in Spagna.
I requisiti della Curia Regis
Per quanto riguarda il primo problema, sembra accettabile l'analisi fatta dallo storico americano Howard. Secondo lui, il parlamento può essere considerato la concomitanza di tre circostanze:
- Regolarità: Il re convoca le classi dirigenti, soprattutto i cittadini, in modo regolare e sistematico. La presenza occasionale della borghesia non comporta di per sé l'esistenza dei Tribunali.
- Fissità: Le forme di rappresentanza nell'assemblea assumono una certa stabilità secondo criteri determinati.
- Responsabilità: Ai partecipanti non viene chiesto solo di approvare le decisioni del principe, ma di assumere, come collaboratori, un certo grado di potere reale e di responsabilità.
Cause economiche e politiche
Il secondo problema riguarda i motivi che hanno indotto i cittadini a integrarsi stabilmente in queste assemblee. Il professor Valdeavellano ha sottolineato una doppia causa: l'importanza economica acquisita da alcuni consigli e la necessità dei re di chiedere contributi straordinari per soddisfare gli oneri finanziari. I proprietari borghesi, detentori di potere economico e politico, videro le loro pretese coincidere con gli interessi del monarca, che in tempi di crisi economica cercava la cooperazione delle città.
Il Re, nel frattempo, dovette abbandonare l'esercizio esclusivo del potere politico, riconoscendo alle assemblee un carattere rappresentativo, sotto la pressione delle proteste di sindacati e confraternite.
Opinione pubblica e fiscalità
L'istituzione di assemblee parlamentari ebbe a che fare anche con un processo di "opinione pubblica" e con l'esperienza di personaggi politici che tentavano di trapiantare istituzioni parlamentari conosciute in altri paesi. Sanchez Albornoz ha legato questo fenomeno a questioni specifiche su moneta e tasse.
In Castiglia, Leon e Portogallo, il re deteneva il diritto di battere moneta. A causa delle difficoltà finanziarie, i sovrani iniziarono a "rompere la moneta", ovvero a diminuire la percentuale di metalli preziosi. Per evitare l'inflazione, i consigli iniziarono a pagare il re in cambio della promessa di non emettere monete per un certo periodo (come nei tribunali di Benavente del 1202). La reiterazione di questo sistema portò alla discussione della questione fiscale nelle curie, trasformando le Cortes in organi con l'obiettivo principale di gestire il tasso di imposta.
Natura e competenze
A) Il numero di tagli o di consulenza ¬ ASAM CORPO ESBL LIMITATORE DI POTENZA REAL
La natura giuridica e politica della medievale Cortes è un argomento controverso da altri. Le divergenze si sono concentrate soprattutto su Castiglia, discutendo in che misura sono insiemi che controllato e limitato il potere regio, o invece un mero organo consultivo del monarca.