Evoluzione Demografica e Differenze Climatiche: Confronto tra 1960 e 2001
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Evoluzione della Popolazione (1960-2001)
a) Confronto della popolazione tra 0 e 10 anni
Confrontando la popolazione di età compresa tra 0 e 10 anni nelle due figure, si osservano differenze sostanziali. Quali sono le conseguenze sociali di tale cambiamento?
Nel 2001, la popolazione giovanile si è ridotta dal 25% al 50% rispetto ai valori del 1960. I cambiamenti sociali, come il ritardo nell'età del matrimonio, l'aumento progressivo dei costi di mantenimento dei figli e la piena incorporazione delle donne nel mondo del lavoro, sono le cause principali di questa trasformazione nella piramide del 2001. Le conseguenze sociali includono:
- Riduzione della popolazione scolastica.
- Rischio di fallimento nel garantire il ricambio generazionale.
- Crisi del welfare state, già gravato dai bisogni di una popolazione sempre più anziana.
b) Confronto della popolazione over 65
Nel 1960 la popolazione anziana era inferiore a 100.000 unità, mentre nel 2001 ha superato il milione di abitanti. Tra le due date, la speranza di vita è notevolmente aumentata grazie ai progressi nell'alimentazione, alle cure mediche e allo sviluppo sociale. Ciò comporta un incremento significativo della spesa pubblica per coprire le necessità sociali e sanitarie di questa fascia di popolazione.
c) Struttura del modello demografico
La piramide del 1960 presenta una forma a campana, tipica dei paesi in via di sviluppo con tassi di natalità elevati e mortalità in calo, caratterizzata da una popolazione che diminuisce lentamente verso l'alto. Gli anni '60 coincidono con una fase di sviluppo in cui il miglioramento delle infrastrutture sanitarie ha ridotto la mortalità. Il tasso di natalità è stato sostenuto dal cosiddetto 'baby boom', nonostante l'esodo rurale del decennio abbia ridotto le dimensioni medie della famiglia.
La piramide del 2001 mostra una forma a urna, tipica dei paesi sviluppati con bassa natalità ed elevata speranza di vita. Questo modello indica un chiaro invecchiamento della popolazione (meno del 25% di giovani e oltre il 12% di anziani). Il miglioramento delle condizioni igieniche e delle abitudini sanitarie ha ridotto ulteriormente la mortalità, mentre il basso tasso di natalità è riconducibile all'uso di contraccettivi e ai mutamenti nel concetto di famiglia.
Analisi dei Climogrammi (1960-2001)
a) Differenze nel regime termico
Il climogramma a sinistra presenta una temperatura media annua di 17°C (clima caldo), mentre quello a destra si attesta intorno ai 14°C (clima mite). Il primo grafico mostra un inverno fresco (circa 10°C) e un'estate calda (25°C in agosto). Il secondo mostra un inverno simile, ma con un'estate meno estrema, con massime mensili comprese tra i 15°C e i 20°C.
b) Oscillazione termica e aridità
Il primo climogramma presenta una notevole oscillazione termica di 15°C (calcolata come differenza tra la temperatura massima e minima). Nel secondo, l'oscillazione è più contenuta, circa 10°C.
L'aridità si verifica quando le precipitazioni sono insufficienti per la vegetazione. I mesi secchi sono quelli in cui la precipitazione totale è pari o inferiore al doppio della temperatura media. Secondo questa formula:
- Il climogramma di sinistra presenta quattro mesi secchi (da maggio ad agosto).
- Il climogramma di destra non presenta mesi secchi, nonostante una piovosità estiva minima.
c) Tipologie climatiche rappresentate
Il grafico di sinistra indica un clima tipico della Spagna secca, con scarse precipitazioni e un massimo in autunno, segno dell'influenza mediterranea. Le temperature (inverno mite ed estate calda) e i quattro mesi aridi suggeriscono un clima mediterraneo litoraneo, probabilmente levantino.
Il grafico di destra mostra una piovosità elevata, tipica della Spagna umida, con massimi in autunno e inverno, indicativi dell'influenza atlantica. Le temperature (inverno mite ed estate fresca) sono tipiche di una zona costiera a clima oceanico, come la Galizia o le coste della Cantabria.