Evoluzione del Diritto Romano: Ius Civile e Ius Honorarium
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Ius Civile e Ius Honorarium: Fondamenti del Diritto Romano
Lo ius honorarium, secondo la visione di Max Kaser, comprende l'insieme delle creazioni dei magistrati e del giudice procedurale. Attraverso questo strumento, viene richiesto che lo ius civile si adegui costantemente allo sviluppo della vita sociale e del traffico giuridico romano. Lo ius honorarium si fonda sulla potestas del magistrato romano ed emana dall'editto dei magistrati, in particolare da quello del pretore.
Lo Ius Civile e le sue origini
Lo ius civile, tuttavia, è un sistema legale chiuso volto a regolare i rapporti tra i cives (ossia tra i cittadini romani). Esso risale al periodo romano arcaico, sebbene in un primo momento fosse chiamato Ius Quiritium (ovvero il diritto dei Quiriti, i primi abitanti di Roma).
Antagonismo e integrazione tra i sistemi
L'antagonismo tra lo ius civile e lo ius honorarium si basa su ragioni giuridiche, politiche e di opportunità pratica, nei casi in cui il magistrato interviene per correggere lo ius civile. Come sappiamo da Cicerone, i giuristi dell'epoca classica presentano lo ius praetorium (diritto pretorio) come un integratore che aiuta lo ius civile.
Funzioni del Pretore
Il pretore agisce con la funzione di:
- Correggere le lacune del sistema;
- Integrare nuove norme;
- Contribuire allo sviluppo e all'attuazione del cosiddetto ius civile.
Lo ius civile era il prodotto del Legitimum Ius, derivante dalle Leges Publicae Romani e successivamente anche dai plebisciti (specialmente dopo che la Lex Hortensia stabilì l'equivalenza tra plebisciti e leggi). Il pretore non può cambiare formalmente lo ius civile, ma può adattarlo per correggere e modificare il sistema in base al cambiamento sociale, creando una soluzione più equa (aequum ius).
Il concetto di Aequitas e la protezione pretoria
Gaio riteneva che la rigida applicazione dello ius civile in alcuni casi potesse produrre iniquità, le quali potevano essere corrette dal magistrato applicando l'Aequitas. Provvisto Lauria afferma che la protezione pretoria è di natura procedurale o limitata al processo; ciò non cambia né la natura né l'origine delle istituzioni civili a cui si applica. Non crea nuove relazioni civili, ma ne modifica gli usi e alcune delle conseguenze pratiche.
La prospettiva di Kipp sull'evoluzione edittale
Inoltre, Kipp sostiene che i magistrati avrebbero raccolto nei loro editti le tendenze utilizzate nella giurisprudenza e nella pratica quotidiana. Questo attribuiva la forza di creare lo ius civile sviluppando nuovi principi giuridici o regole che finivano per confluire in nuovi editti. Secondo Kipp, il diritto pretorio o edittale era una rielaborazione della prassi e della giurisprudenza creata dalla legge, passando così gradualmente dallo ius honorarium allo ius civile.
Questa distinzione non si estinse nella coscienza dei Romani, anche se, nella pratica, la contrapposizione andò sfumando nel tempo (in particolare con la comparsa dei rescritti).