Evoluzione dell'Estetica e Storia delle Avanguardie Artistiche

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Il modello di conoscenza nel XVIII secolo: Razionalismo ed Empirismo

Quale modello di conoscenza nasce nel XVIII secolo dall'unione tra il razionale e l'empirico?

Il modello di conoscenza nato nel XVIII secolo è l'estetica. Questo termine cominciò a essere usato per designare uno specifico campo disciplinare di ricerca che si occupava di studiare il concetto di bello.

Il XVIII secolo ha aperto nuovi modi di pensare che hanno continuato a svilupparsi fino ad oggi. Fino ad allora, per spiegare l'origine della conoscenza, il funzionamento degli oggetti e le cause dei processi naturali e storici, il discorso filosofico si era concentrato su due tipi di risposte: quelle associate alla ragione e quelle relative all'esperienza. Durante il diciottesimo secolo, emerse l'esigenza di sistematizzare tutte le conoscenze relative alla sensibilità, che a quel tempo includevano il gusto e la bellezza.

Non solo la filosofia sistematica contribuì a questo campo; lo sviluppo raggiunto dalle varie arti nel XVIII secolo fu così importante da rendere essenziale teorizzare e sistematizzare le esperienze e le conoscenze per spiegare le produzioni artistiche.

L'arte e la filosofia estetica trovarono la possibilità di studiare i fenomeni relativi alla sensibilità, sia in termini di vita quotidiana che in relazione alle questioni artistiche.

L'estetica nel XIX e XX secolo

Come viene definita l'estetica nei secoli XIX e XX?

Nel diciannovesimo secolo, durante la tarda modernità, l'estetica è stata definita come il campo di conoscenza che si occupa di questioni inerenti al buon gusto, al piacere, alla bellezza, alla creatività, all'immaginazione, all'intuizione sensibile e all'armonia.

È solo nella seconda metà del ventesimo secolo che comincia a consolidarsi la natura indipendente dell'estetica in rapporto ad altre aree del sapere come la psicologia, la sociologia e la storia.

Le preoccupazioni estetiche del Novecento mirano soprattutto allo studio dell'arte, sia in relazione ai singoli atti che nei suoi aspetti sociali.

Esempi di atti estetici individuali

Gli atti individuali estetici sono direttamente collegati al prendere una decisione e a una scelta basata sui nostri gusti personali, come ad esempio:

  • La decisione su quale film andare a vedere.
  • L'apprezzamento di una poesia o di un altro testo.
  • L'attrazione per un particolare tipo di musica.
  • La sensazione di gradimento o attrazione verso una persona.
  • Le preferenze per il cibo che ci piace di più.
  • Il sentimento di appartenenza a uno sport o a una squadra di calcio.

La sensibilità e l'interesse per l'estetica

La sensibilità coinvolge processi complessi e ricchi come l'immaginazione, l'intuizione, la creatività e il gusto, permettendoci di apprendere nuovi modi di vedere il mondo. L'estetica si interessa a vedere, analizzare, riflettere, osservare e recuperare gli atti sensibili compiuti da un individuo, un gruppo di artisti, un popolo, una comunità o un paese.

L'estetica, dunque, è l'insieme originale del sapere filosofico che riflette sui temi della sensibilità in un momento particolare. Essa comprende l'immaginazione sensibile, la creazione, l'invenzione, il gusto e l'espressione. Non appartiene esclusivamente al regno dell'esperienza o a quello della ragione, sebbene entrambi siano coinvolti nel campo estetico attraverso la teoria e la pratica artistica.

Il pensiero di Platone e Aristotele sull'estetica

Quali sono le differenze tra bellezza e arte secondo Platone e Aristotele?

La visione di Platone

Il filosofo greco Platone (428-347 a.C.) rifletté sul tema della bellezza sostenendo che l'uomo, pur riconoscendo la bellezza incarnata nelle cose, dovrebbe aspirare a conoscere ciò che è bello al di là delle cose: l'Idea di Bellezza o l'ideale di bellezza come insieme di qualità.

Per raggiungere l'Idea di Bellezza, l'uomo deve avanzare nella conoscenza come se salisse i gradini di una scala:

  • La bellezza dei corpi occupa il primo gradino.
  • La bellezza dell'anima ha uno status più elevato.
  • In cima si trova la bellezza in sé, ovvero l'Idea di Bellezza, che non risiede nel nostro mondo ma in quello che Platone chiama "il mondo delle idee".

Secondo Platone, l'arte è sempre una copia delle cose di questo mondo; pertanto, non può raggiungere il mondo delle idee ed è relegata al primo gradino della scala.

La visione di Aristotele

Aristotele (384-322 a.C.), discepolo di Platone ma critico verso le sue idee, sostiene che l'arte serva a migliorare la vita. Le forme letterarie scelte da Aristotele sono imitazioni della natura reale che ci aiutano a conoscerla meglio. Il rapporto tra lo spettatore e l'opera è definito "catarsi": l'emozione e il piacere provati dallo spettatore gli permettono di "vedere" la vita narrata, liberando e migliorando la propria esistenza.

Evoluzione storica del termine avanguardia

Il termine "avanguardia" era originariamente usato per riferirsi alla prima linea di un esercito; è quindi un termine di origine militare. Successivamente, è stato applicato metaforicamente alla politica e, in seguito, alla letteratura e all'arte.

  • Prima metà del XIX secolo: Il termine indicava l'ala radicale del patrimonio artistico, letterario e politico.
  • Seconda metà del XIX secolo: L'arte venne associata a un senso del sé; essere all'avanguardia significava essere pienamente consapevoli di una missione di cambiamento.
  • 1870 (Francia): Il termine cominciò a descrivere piccoli gruppi di scrittori e artisti che trasferirono lo spirito di critica radicale dalle forme sociali alle forme d'arte.
  • 1920: Il concetto di avanguardia artistica era ormai consolidato e indicava tutte le nuove tendenze o movimenti i cui programmi erano definiti dal rifiuto del passato e dal culto del nuovo.

Definizione di Arte e Avanguardie Storiche

Una definizione possibile di arte d'avanguardia è la seguente: si riferisce a tutte le forme d'arte sviluppate nei primi decenni del XX secolo, caratterizzate da un forte accento sull'innovazione e sul confronto con gli standard estetici canonizzati.

Cosa sono le avanguardie storiche?

Il termine "avanguardie storiche" si riferisce ai movimenti artistici emersi nel XX secolo che produssero una rottura importante rispetto alle proposte del XIX secolo. L'inizio delle avanguardie storiche può essere collocato intorno al 1910, con la nascita del Futurismo. Questo slancio è durato attraverso una serie di movimenti fino al 1930 circa.

L'importanza dei manifesti

I manifesti sono espressioni che mostrano la consapevolezza degli artisti riguardo a ciò che stavano producendo. Essi dichiaravano le loro intenzioni, i loro obiettivi e la riflessione teorica sulle proprie opere. Tuttavia, queste riflessioni non erano destinate a diventare standard rigidi o guide operative passo dopo passo; funzionavano piuttosto come un commento che spiegava il significato del lavoro e ne completava l'azione pionieristica.

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