Evoluzione della Giurisprudenza Romana: Dal Diritto Classico al Diritto Volgare

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La natura della giurisprudenza romana

È la formula specifica per ogni situazione, e non la legge, a determinare la soluzione in ogni caso. La giurisprudenza dei magistrati è completamente indipendente dalle leggi e diventa una fonte immediata di diritto.

Il ruolo dei magistrati nel II secolo d.C.

Nel secondo secolo d.C., i magistrati completano il loro compito di rinnovare il vecchio ius civile, attraverso la codifica dell'Edictum perpetuum e del diritto pretorio.

Il giurista guadagna una posizione di rilievo che incoraggia un'indagine molto rigorosa della giustizia nel caso specifico.

Creatività e produzione letteraria

I tempi di risoluzione dei casi sono molto creativi, poiché la legge non limita il magistrato, che gode di una relativa libertà nell'immaginare soluzioni per ogni situazione. Ciò porta allo sviluppo di una vasta produzione letteraria di giuristi formati in:

  • Consigli pratici per le parti e per lo stesso magistrato.
  • Ricerca e discussione della soluzione migliore per risolvere casi reali o ipotetici.
  • Distinzione tra ciò che è giusto o sbagliato.
  • Produzione di migliaia di pagine di domande, pareri, risoluzioni problematiche, norme di legge e commenti all'editto del pretore.

L'eredità del diritto romano

Questo approccio al diritto applicato e agli ufficiali di Roma si distacca dalle forme locali e tradizionali di risoluzione delle controversie. La iurisprudentia romana classica ha contribuito all'unificazione dei diritti europei fino ad oggi, non solo per la diffusione durante il periodo di massima gloria dell'Impero, ma perché è stata un tesoro letterario che ha ispirato i giuristi europei successivi.

La crisi e la nascita del diritto volgare

La crisi dell'Impero romano del III secolo e la conseguente caduta dell'Impero d'Occidente (nel 476 d.C.) hanno messo in crisi questa grande conoscenza giuridica, a causa della formazione linguistica e del particolarismo culturale che hanno impedito la produzione di massa.

Caratteristiche del diritto post-classico:

  • Amministrativizzazione: La conoscenza di una tradizione intellettuale si sviluppa in un'applicazione burocratica e tecnica degli ordini del potere.
  • Semplificazione: In generale, si perde lo sviluppo intellettuale e la complessità dei casi.
  • Accessibilità: La legge diventa meno impegnativa, semplificata e resa più accessibile ai profani.
  • Perdita di rigore: La conoscenza del diritto perde la profondità originale.

La legge, resa popolare, costituisce un diritto volgare romano, che mantiene con il diritto classico un rapporto simile a quello delle nuove lingue neolatine con il latino.

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