Evoluzione del Liberalismo in Spagna: La Costituzione del 1837 e la Reggenza di Espartero

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La Costituzione del 1837 e il Consolidamento del Liberalismo

La Costituzione del 1837, descritta come progressista, fu il frutto del consenso tra i vari gruppi liberali. Essa si basava su quella del 1812, ma con approcci più conservatori. La Costituzione riconosceva il principio della sovranità nazionale e la separazione dei poteri, pur mantenendo un esecutivo forte (caratterizzato dal diritto di veto della Corona sulla legislazione, il potere di sciogliere le Cortes e la libera nomina e revoca dei ministri). Il potere legislativo era condiviso tra le Cortes e la Corona.

Struttura delle Cortes e Diritti Individuali

Il sistema prevedeva Cortes bicamerali composte da:

  • Camera dei deputati: eletti sulla base del censo.
  • Senato: con nomina regia.

Inoltre, il testo includeva una serie di diritti individuali (libertà di stampa, di opinione, di associazione, ecc.) e sanciva l'assenza di uno Stato confessionale cattolico, pur stabilendo l'obbligo per lo Stato di mantenere il culto e il clero.

Poteri Locali e Riforme Progressiste

La Costituzione conferiva ampi poteri ai comuni: i sindaci e gli assessori venivano eletti dai residenti. Venne inoltre ristabilita la Milizia Nazionale, composta da cittadini volontari per mantenere l'ordine sotto il controllo delle corporazioni municipali. I comuni divennero centri di potere e di incitamento a rivolte e insurrezioni, soprattutto di natura progressista.

Per smantellare definitivamente le istituzioni dell'Ancien Régime e attuare un sistema liberale, i governi progressisti effettuarono una serie di riforme fondamentali, tra cui:

  • Il sequestro dei beni del clero secolare (cattedrali e chiese) e la soppressione di alcuni ordini religiosi (quelli non impegnati nella didattica o nelle cure ospedaliere).
  • La dissoluzione del sistema feudale (giurisdizioni signorili).
  • La liberalizzazione della terra e del mercato (abolizione della primogenitura).
  • L'eliminazione delle decime alla Chiesa.
  • La liberalizzazione economica (abolizione della Mesta, delle unioni doganali e nazionali).

Queste misure legislative miravano ad assicurare il libero funzionamento del mercato e a gettare le basi del liberalismo economico in Spagna.

Il Conflitto tra Progressisti e Moderati

Tuttavia, i progressisti non riuscirono a consolidare il loro dominio politico. Nelle elezioni del 1837, i moderati ottennero la maggioranza grazie a un suffragio estremamente ristretto (limitato a una percentuale tra il 2% e il 4% della popolazione votante) e formarono il governo con il sostegno della Reggente.

Nei tre anni successivi, i moderati cercarono di minare la normativa avviata dai progressisti: prepararono una legge elettorale ancora più restrittiva, limitarono la libertà di stampa e tentarono di restituire i beni al clero secolare e ripristinare la decima. Nel 1840, i moderati cercarono di modificare la legge elettorale comunale (Legge dei Comuni), eliminando il voto dei residenti (previsto dall'art. 70 della Costituzione) per dare alla Corona e al governo il potere di nominare i sindaci dei capoluoghi.

L'eliminazione del voto popolare portò a numerose rivolte progressiste che costrinsero la Reggente a dimettersi e a lasciare il paese. Il Generale Espartero, vincitore della guerra carlista, assunse la reggenza con il sostegno dei progressisti.

La Reggenza di Espartero (1840-1843)

Per tre anni, Espartero governò in modo autoritario, prescindendo dalle Cortes e allontanandosi dai suoi stessi compagni liberali. Represse duramente ogni segno di ribellione, sia essa moderata o radicale, finendo per attirarsi l'ostilità di tutti i settori politici.

La sua politica della porta aperta (una tariffa che permetteva l'ingresso dei tessuti britannici) causò la rivolta della borghesia e della classe operaia di Barcellona, che temevano per i propri posti di lavoro. Espartero, per sedare la rivolta, bombardò la città nel 1842, perdendo definitivamente l'appoggio della Catalogna e dei progressisti.

I moderati iniziarono a cospirare e un colpo di stato militare guidato dal Generale Narváez costrinse Espartero a lasciare la reggenza e a fuggire in esilio in Inghilterra nel 1843. Le Cortes decisero quindi di anticipare la maggiore età di Isabella II, che fu proclamata regina all'età di 13 anni.

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