Evoluzione dei Movimenti Socio-Politici e Regionalismi nella Spagna della Restaurazione
Classificato in Scienze sociali
Scritto il in
italiano con una dimensione di 5,58 KB
Movimenti Socio-Politici nella Spagna della Restaurazione
L'Internazionale del Lavoro era stata caratterizzata dalla presenza, al suo interno, di due opposte correnti ideologiche: anarchici e marxisti. Entrambe le correnti furono presenti in Spagna durante il Sessennio Democratico e rimasero attive nel periodo della Restaurazione.
Il Movimento Operaio
La possibilità di intraprendere un'azione legale portò gli anarchici a formare la Federazione della Regione Spagnola. Le tendenze anarchiche seguivano principalmente:
- Le teorie di Bakunin, che proponeva la collettivizzazione, ad eccezione del frutto del lavoro individuale.
- Le teorie di Kropotkin, il quale sosteneva che ogni risorsa dovesse essere collettivizzata.
In generale, il movimento anarchico fu di stampo pacifista, fatta eccezione per gli atti di violenza compiuti da singoli attivisti. Gli atti terroristici erano spesso motivati da una sete di vendetta interna al movimento; un esempio emblematico di questa violenza fu l'assassinio del Primo Ministro.
Il Socialismo e la Nascita del PSOE
Il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) fu fondato nel 1879 da Pablo Iglesias e aderì immediatamente alla Seconda Internazionale. In seguito, venne creato il quotidiano El Socialista, il principale mezzo di diffusione delle loro idee.
Il programma di fondazione dell'organizzazione politica mirava all'emancipazione completa della classe operaia attraverso:
- L'abolizione delle classi sociali.
- La trasformazione della proprietà individuale in proprietà collettiva.
- Il controllo del potere politico da parte della classe operaia.
Seguendo le linee guida della Seconda Internazionale, nel 1890 ebbe inizio la celebrazione del 1° maggio, dando il via al rito delle manifestazioni che influenzarono la coscienza del mondo del lavoro. Da quell'anno, il Partito Socialista partecipò autonomamente a tutte le elezioni, mantenendo una politica isolazionista di non cooperazione con i partiti borghesi. Le forti critiche contro il reclutamento militare e la guerra anti-coloniale attirarono la simpatia popolare. Sarà solo all'inizio del nuovo secolo che il socialismo otterrà i suoi primi rappresentanti in Parlamento.
L'Azione Sociale Cattolica
In questo periodo ebbe inizio anche l'azione sociale cattolica. Il Papa definì un cambio di strategia da parte della Chiesa, denunciando la teoria marxista e incoraggiando la partecipazione attiva ai processi politici secondo il messaggio evangelico. In Spagna, il pioniere di questo movimento fu Padre Vicent, che creò i Circoli dei Lavoratori Cattolici.
L'Emergenza dei Regionalismi e dei Nazionalismi
Uno degli eventi politici più significativi del tardo diciannovesimo secolo fu l'emergere di movimenti politici a tendenza regionalista o nazionalista. Fino ad allora, le rivendicazioni anti-centraliste erano state convogliate attraverso il carlismo o il repubblicanesimo federale.
Nazionalismo Catalano
Diversi motivi favorirono l'emergere di un'ideologia a difesa degli interessi catalani, tra cui lo sviluppo di una borghesia industriale pronta a tutelare i propri vantaggi economici. Le basi ideologiche furono trovate nella diffusione degli ideali federalisti e negli approcci provincialisti del carlismo, storicamente forte nella regione.
Le tappe principali del movimento furono:
- La fondazione del Centre Català, la prima associazione nazionalista.
- La nascita della Lliga de Catalunya, che chiedeva il riconoscimento ufficiale della lingua, l'insegnamento in catalano e la formazione di un tribunale catalano.
- La creazione, nel 1892, dell'Unione Catalanista, volta a unire tutti i gruppi difensori delle istituzioni locali.
- La pubblicazione delle Bases de Manresa (scritte da Prat de la Riba), che definivano un futuro di autonomia per la Catalogna.
Un momento chiave fu la crisi politica del paese, durante la quale si chiese alla Regina Reggente l'attuazione dell'autonomia amministrativa. Successivamente nacque la Lliga Regionalista, guidata da Prat de la Riba e Cambó, un partito interclassista ma dominato dalle correnti conservatrici e rurali.
Nazionalismo Basco
Per analizzare il nazionalismo basco occorre considerare la fine delle esenzioni fiscali e militari (i fueros) di cui avevano goduto i Paesi Baschi. Il processo di industrializzazione iniziò a minacciare la struttura tradizionale della società basca, portando alla nascita del movimento fuerista.
In ambito culturale, la società Euskalerria di Bilbao rese possibile il recupero dell'Euskera come lingua colta. Tuttavia, fu Sabino Arana a dare una svolta politica, difendendo la superiorità della razza basca, i costumi tradizionali e il cattolicesimo, coniando il termine Euskadi per designare la patria comune.
Il Bizkai Buru Batzar divenne l'embrione del futuro Partito Nazionalista Basco (PNV). Col tempo, Arana fu costretto a moderare il suo discorso anti-spagnolo per adattarsi al contesto politico dell'epoca.