Evoluzione del Patrimonio Culturale: Concetti, Normativa e Funzioni Pubbliche
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Evoluzione del concetto di patrimonio culturale
In conclusione, l'espressione "patrimonio culturale" è il risultato di un cambiamento lento e profondo nel linguaggio giuridico verso una dimensione più ampia e culturale. Gli strumenti di interesse "storico-artistico", che hanno lottato per svolgere questa funzione unificante, sono in declino in quel ruolo.
Tuttavia, la recente legge approvata in Spagna, nello sviluppo costituzionale di quest'area, ha generato confusione con il titolo adottato "Patrimonio Storico Spagnolo", un nome gratuito per la nostra tradizione giuridica e un deciso passo indietro nella precisione linguistica.
Pertanto, data la necessità di fornire un'interpretazione logica di tale insieme di voci, occorre comprendere che:
- Il "patrimonio culturale" deve essere considerato nella Costituzione come un concetto residuale, destinato a coprire i nuovi contenuti della cultura materiale (lingua, beni etnografici, ecc.) non inclusi nel concetto più ristretto e tradizionale di "patrimonio artistico".
- Il termine "patrimonio storico e artistico" si riferisce a quei beni tradizionalmente inquadrati nel suo corpo e che la Costituzione nomina esplicitamente (musei, biblioteche, archivi, ecc.).
2. Funzioni degli enti pubblici sul patrimonio culturale
Garantire la conservazione e promuovere l'arricchimento culturale sono i due compiti che l'articolo 46 affida al governo.
La conservazione è l'azione preventiva di tutela del patrimonio e regola l'utilizzo del territorio attraverso una serie di tecniche di polizia e di gestione degli edifici di servizio pubblico.
Non si può affermare che l'unica funzione sviluppata dalla legge sia la conservazione, sebbene resti vero che l'orientamento della legislazione si sia concentrato principalmente su questo ruolo. Le norme tradiscono il grande peso che la parola "conservazione" ha avuto nella storia legislativa e l'assenza di menzione di altre funzioni.
La Costituzione attuale, proseguendo la linea aperta nel 1933 che ha introdotto la parola "valorizzazione", sostiene anche nel suo vocabolario un'altra funzione: l'arricchimento del patrimonio culturale. Ciò conferisce a questa parola significati nuovi. È stato osservato che si cerca di ripristinare ciò che era perduto, ma il termine "arricchimento" punta a obiettivi più che quantitativi. Arricchire il patrimonio deve essere inteso come una caratteristica qualitativa, che consiste nel rendere disponibile il patrimonio culturale al godimento della generazione attuale.
Due frasi del preambolo alla Legge sul Patrimonio sono chiare in proposito: "il patrimonio storico viene aumentato, difeso meglio e reso più accessibile alle persone che vivono con esso" e "gli elementi costitutivi che sono diventati oggetto di azione sociale, per soddisfare direttamente le esigenze derivate dalla valutazione che i cittadini stessi hanno espresso". Pertanto, dobbiamo comprendere che la parola "arricchimento" comporta l'obbligo per le autorità pubbliche di adottare misure positive reali al fine di consentire la fruizione del patrimonio culturale.
Siamo quindi di fronte a un design dinamico della protezione dell'eredità, lontano dal voler mummificare il passato; l'obiettivo è arricchire, permeando la società di oggi dei valori culturali di cui è portatrice, offrendoli come stimolo per la creazione culturale. Il termine "arricchimento" nella nostra Costituzione riflette un cambiamento nell'evoluzione del ruolo dello Stato in relazione alla cultura.