Evoluzione del Pensiero di Kant: Dalla Fisica alla Metafisica Trascendentale

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Il Periodo Pre-critico: La Fisica e il Problema dello Spazio

Il problema fondamentale della fisica in questo periodo è stato quello delle forze. L'identificazione cartesiana del corpo con l'estensione (spazio) viene messa in discussione. La Monade di Leibniz viene identificata con una forza viva, affermando che lo spazio, o la sua misura, è solo il risultato delle attività delle monadi stesse.

Kant ha tentato una sintesi tra Newton e Leibniz nel suo primo libro. Qui emerge il secondo grande problema della fisica del tempo: lo spazio. Mentre Newton aveva parlato di uno spazio (e tempo) infinito e assoluto, Leibniz e il giovane Kant sostengono che lo spazio sia relativo. Kant ammette che lo spazio è obiettivo e relativo, sebbene la sua struttura possa apparire arbitraria. In questa fase, egli stabilisce un'ipotesi circa l'origine dell'universo che anticipa la successiva teoria di Laplace. Infine, solleva un'altra questione cruciale: la necessità di separare la matematica dalla metafisica.

La Crisi della Metafisica e l'Influenza di Wolff e Crusius

Gli attacchi di Crusius a Wolff furono devastanti, e molti pensatori iniziarono a dubitare della sicurezza del metodo matematico-razionalista. Non erano più convinti che fosse possibile "provare tutto" o costruire un sistema metafisico onnicomprensivo. In questa situazione si inserisce la filosofia di Kant; i suoi scritti dimostrano che non è mai stato un seguace acritico di Wolff.

Tappe Fondamentali dell'Evoluzione Kantiana

  • 1764: Kant scrive la Ricerca sulla chiarezza dei principi della teologia naturale e della morale. In quest'opera afferma che i metodi della matematica e della filosofia sono diversi, ma entrambe le scienze possono raggiungere lo stesso grado di evidenza.
  • 1765: Confronta la metafisica di Wolff e Crusius con le opinioni del mistico svedese Swedenborg. Egli sostiene che la metafisica deve determinare se il proprio obiettivo sia proporzionato alle proprie possibilità.
  • La svolta di Hume: La lettura di Hume porta Kant a comprendere che ogni metafisica deve iniziare con un esame critico della ragione.
  • 1770: In quest'anno distingue tra un mondo sensibile e un mondo intelligibile, separando la conoscenza sensibile da quella intellettuale. Questa impostazione rimarrà pressoché invariata nella Critica della ragion pura.

La forma del mondo sensibile è costituita da spazio e tempo. Tuttavia, lo spazio non è obiettivo, né reale, né sostanza, né accidente, né un semplice rapporto; esso è soggettivo e ideale. Proviene dalla mente come uno schema stabile che coordina tutti i dati del senso esterno.

Il Periodo Critico: La Metafisica come Scienza

Il periodo critico si concentra sul problema della metafisica. La domanda fondamentale è: "Se mai, e con il consenso generale, lo stato metafisico possa raggiungere lo statuto di scienza". Porsi questa domanda significa che Kant interroga la metafisica nei suoi stessi termini (contro il dogmatismo) e nelle sue opportunità (contro lo scetticismo), utilizzando il metodo trascendentale.

Il Problema del Conoscere: I Prolegomeni

Il tema "Cosa posso sapere?" è al centro della Critica della ragion pura e dei Prolegomeni. Il titolo dei Prolegomeni è esplicito: la metafisica può diventare una scienza? Kant parte da un dato di fatto: la matematica e la fisica lo sono già; la metafisica deve quindi chiedersi come esse siano possibili come scienze. La metafisica per Kant è la conoscenza di principi che non dovrebbero mai essere tratti dall'esperienza, occupandosi di oggetti non empirici (Dio, anima, mondo nel suo complesso) attraverso la ragione pura.

Le due posizioni contrastanti:

  1. Dogmatismo: Kant lo definisce come la pura intenzione di procedere con la conoscenza concettuale secondo determinati principi, senza aver prima esaminato il modo o la ragione con cui vi si giunge.
  2. Scetticismo: Rappresentato da Hume, la cui lettura costrinse Kant ad abbandonare il suo iniziale dogmatismo. Hume è accusato di essere andato troppo oltre: per lui la causalità è solo un'abitudine psicologica, riducendo la necessità di tale connessione a un bisogno soggettivo. Di conseguenza, per Hume non solo la metafisica è impossibile, ma anche le leggi fisiche perdono la loro validità universale.

Il nuovo percorso di Kant è il metodo critico. In breve, come egli stesso afferma, la Critica della ragion pura è la scienza dei limiti: una disciplina che si occupa della possibilità di ogni scienza in generale e della metafisica in particolare.

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